Gli animali sono un valido aiuto nella cura di malattie fisiche e psicologiche. Un centro a Figline

Scritto da Silvia Amodio |    Aprile 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

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Gli animali, i nostri compagni di pianeta, sono molto di più che semplici amici, in alcuni casi sono veri e propri coterapeuti nella cura di alcune malattie. La convivenza con un animale migliora la qualità della vita, aiuta a combattere la depressione, a vincere la timidezza.
La pet therapy, ovvero la terapia con l'ausilio di animali, è una disciplina scientifica che si occupa proprio di questo: con l'ausilio di animali (attività assistita, AAA) offre benefici a livello educativo, emozionale e ricreativo oppure, se affiancata a professionisti, è di aiuto nella cura di vere e proprie malattie (terapia assistita, TAA).
Il suo campo di azione è abbastanza generico e può creare confusione e il sorgere di strutture e associazioni non sempre qualificate. Bisogna ricordare che la pet therapy è l'effetto, la conseguenza di una relazione corretta tra uomo e animale, all'interno della quale entrambi devono trarre benessere. L'animale è un partner che collabora con noi, non è uno strumento che porta beneficio solo all'uomo.

L'associazione Antropozoa Onlus, con sede in provincia di Firenze, a Figline Valdarno, nasce ufficialmente nel 2002 per volere di Francesca Mugnai, educatrice, e di Alexis Gerakis, educatore cinofilo, che in realtà lavorano in questo campo da molti più anni.
«Proprio per l'interesse che ruota intorno a questa disciplina e la crescente richiesta di interventi qualificati e di professionalità comprovata è stato necessario
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strutturarci e collaborare con persone che avessero competenze diverse e complementari alla nostra: medici, veterinari, educatori, istruttori cinofili, progettisti», racconta Francesca. In questa ottica è nata da poco la Coop sociale Antropozoa farm, fattoria sociale e terapeutica, e di imminente nascita è il primo centro di pet therapy che potrà essere centro qualificato delle AAA-TAA, sia per i singoli che per gli enti pubblici in Toscana. Per la maggior parte l'associazione lavora con finanziamenti pubblici e collabora con diverse strutture sanitarie in tutta la Toscana, con Università, Asl e Comuni.

Uno degli ospedali dove l'associazione opera con regolarità è l'ospedale Meyer: alcuni operatori professionisti, in compagnia del loro cane, entrano nei vari reparti, tra i quali quello di oncologia, e nel day hospital, per tre volte alla settimana. Questo progetto parte dal finanziamento e dalla collaborazione con la Fondazione Livia Benini ed è coordinato dal servizio di terapia del dolore dell'ospedale pediatrico, con lo scopo di introdurre nel settore alcune novità di supporto alle tradizionali cure farmacologiche, come, per esempio, l'ausilio di animali, la musica, i clown.

Il progetto E.r.i.k.a riguarda i bambini malati terminali: una volta tornati a casa dall'ospedale, infatti, gli amici a quattro zampe conosciuti nei reparti continuano ad andarli a trovare portando un po' di allegria e alleviando in parte le loro sofferenze. «Naturalmente gli animali selezionati per questa attività, così come i loro conduttori, devono avere caratteristiche molto precise: non basta solo la preparazione teorica, come non bastano solo l'amore per il prossimo e per gli animali. Certamente occorrono queste caratteristiche, ma ci vuole anche una solida base di esperienza come operatore sociale, buon senso, capacità di affrontare situazioni nuove e impreviste, pazienza, flessibilità e un'ottima intesa con il proprio animale. Anche quest'ultimo - spiega Alexis - deve essere particolarmente equilibrato e saper reagire agli imprevisti con "professionalità"».
Naturalmente ogni animale ha il proprio carattere, un aspetto che va rispettato, anzi una ricchezza che può tornare utile: un cane esuberante e giocherellone è più adatto ad un bambino timido e viceversa. Parte dell'attività di Antropozoa si svolge anche in campagna, nella sede dell'associazione, dove sono ospitati (per adesso) 4 asini, una capra, 16 cani e tre gatti. In questo caso sono i bambini affetti da disabilità fisiche o psichiche a recarsi sul posto per fare passeggiate, stare all'aria aperta e seguire un percorso di recupero di volta in volta studiato per le singole esigenze e necessità.

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La pet therapy nasce in America negli anni '50 per volere dello psichiatra Boris Levinson, che si rese conto che la presenza del suo cane rendeva le sedute con i piccoli pazienti più piacevoli portando una serie di benefici terapeutici. La pet therapy è una vera e propria disciplina scientifica riconosciuta ufficialmente all'interno del Servizio sanitario nazionale da un decreto legislativo. Opera in varie aree: fisico-riabilitativa, cognitiva, psico-sociale, del linguaggio, ludico-ricreativa, e le attività di intervento si possono realizzare all'interno di ospedali, strutture residenziali per anziani, centri di riabilitazione, comunità socio-educative, scuole, carceri.



PUPPY FOR SMILE
Un cucciolo per amico
Un progetto per bambini disabili

"Puppy for smile" è un progetto sponsorizzato da The Club, un'associazione senza scopo di lucro fondata da un gruppo di giovani, impegnati nel mondo dell'impresa, della cultura e del volontariato. "Un cucciolo per un sorriso" è un progetto da loro ideato in collaborazione con Antropozoa onlus e con la fondazione Livia Benini. Sei cuccioli di labrador saranno regalati ad altrettanti bambini disabili. La priorità dell'affidamento sarà data a bambini e minori con disturbi affettivo-relazionali e disagi fisici e psicologici. L'associazione si fa carico del mantenimento e di tutte le spese veterinarie a vita e sta cercando bambini adatti ai quali affiancare un cucciolo. Operatori esperti aiuteranno via via la famiglia a relazionarsi con il nuovo arrivato nel modo corretto. Il cucciolo entra a tutti gli effetti a far parte del nucleo familiare e come tale deve essere trattato. La scelta della famiglia adatta va ponderata con cautela e professionalità, per tutelare sia il bambino che l'animale.


Info: dottoressa Francesca Mugnai, tel. 3392010152, www.antropozoa.it, www.fondazione-livia-benini.org, theclub@theclubfirenze.com