La bertuccia innamorata del Rosso Fiorentino

Scritto da Stefano Giraldi |    Marzo 2007    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Cuore di scimmia
Storie e aneddoti
che riguardano gli animali sono innumerevoli e quasi tutte curiose. Un simpaticissimo aneddoto del 1500 ce lo racconta il Vasari e riguarda un grande pittore, Giovan Battista di Iacopo, detto il Rosso Fiorentino, famoso per lo stupendo quadro della Deposizione, oggi ospitato nella Pinacoteca di Volterra.
Il Rosso abitava a Firenze, in corso dei Tintori, che all'epoca occupava anche l'odierna via Tripoli, con le case che davano sugli orti dei frati della chiesa di Santa Croce, e teneva con sé nello studio una bertuccia che "aveva spirto più d'uomo che d'animale... e aveva un intelletto meraviglioso", come racconta appunto il Vasari.

Questa bertuccia s'innamorò di Batistino, uno degli aiutanti del Rosso, un giovane bellissimo che a gesti e cenni le faceva fare qualunque cosa. Le finestre dello studio davano sull'orto di Santa Croce e sotto le finestre i frati avevano costruito una pergola carica di dolcissima uva San Colombano. Gli aiutanti del Rosso avevano escogitato uno stratagemma per approvvigionarsi dei dolci e succosi grappoli: con una corda mandavano giù la bertuccia, già addestrata da Batistino, e la ritiravano su con il prezioso carico. Il frate guardiano, vedendo la pergola saccheggiata, non riusciva a capacitarsi di come questo potesse accadere.
Così, un giorno, si mise di vedetta e quando vide la bertuccia, arrabbiato, prese un legno per bastonarla. La bertuccia spaventata saltò sulla pergola, rovinandola tutta.

Il frate infuriato andò subito negli uffici degli Otto, la magistratura di Firenze, che condannò la bertuccia a vivere con un contrappeso al sedere perché non potesse più né scendere dalla finestra né salire su altre pergole.
Il Rosso costruì per lei un rullo con un ferro che permetteva alla bertuccia di girare per lo studio ma le impediva di uscire. La bertuccia, essendo molto intelligente, capì che questo supplizio era dovuto al frate e un giorno che si trovò libera prese con le mani il pesante contrappeso: saltando di tetto in tetto arrivò fin sopra quello della camera del frate e gli rovinò tutte le tegole. Presentasse pure tutte le querele che voleva, vendetta di scimmia era fatta!

La Deposizione del Rosso

Pinacoteca e Museo civico di Volterra, Palazzo Minucci Solaini, via de' Sarti, Volterra, tel. 058887580, www.pinacoteca-volterra.it