I risultati della legge che limita la vendita sottocosto. Chi aumenta, chi diminuisce

Scritto da Laura D'Ettole |    Novembre 2002    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Cresciuti per legge
Scena: interno di un bus nell'ora di punta, due signore parlano fra loro.
- Al tal supermercato si spende meno che al talaltro. Pensa: il fustino Dash, dal tale costa 500 lire in più che dal talaltro.
L'amica la interrompe:
- Ma tu compri il Dash?
- No, mai! Ma la differenza era così evidente che mi è subito saltata all'occhio...
L'aneddoto, vero, illustra meglio di tanti altri discorsi teorici un fatto ben conosciuto dagli operatori commerciali. Il consumatore fa con più facilità il confronto sui prezzi, fra i negozi, sui prodotti più conosciuti e pubblicizzati. Questi prodotti perciò devono essere venduti ad un prezzo più basso, o almeno pari, a quello praticato da altri supermercati. In base a questo meccanismo, data la forte concorrenza fra le catene distributive nelle nostre zone, capitava che molti prodotti di marca fossero venduti ad un prezzo più basso di quello d'acquisto. Si trattava di un centinaio di prodotti notissimi, spesso i più venduti nella loro famiglia merceologica, il cui variare di prezzo determinava la sensazione, nel consumatore, di come vanno le cose: aumento o stabilità del caro-vita. Ma a parte la sensazione, era un bel risparmio avere tanti prodotti di marca in perenne "offerta speciale".
Ora la musica è cambiata: da fine ottobre dello scorso anno la legge impedisce di vendere un prodotto a meno di quanto lo si è pagato. Per avvertire il consumatore del cambiamento, la cooperativa un po' di tempo fa escogitò un sistema: facce che piangono, facce che ridono. Ad ottobre questi simboli facevano capolino dai cursori degli scaffali dei supermercati, ed erano la denuncia discreta di ciò che stava avvenendo. Facce tristi per quei prodotti che avevano subito rincari; sorridenti, al contrario, per quelli che la cooperativa aveva voluto ribassare per compensazione. Una risposta concreta ad una legge che la Coop non ha mai condiviso. In sostanza, prima della sua entrata in vigore si potevano applicare i prezzi ritenuti più opportuni, indipendentemente dall'azienda produttrice. Adesso in pratica è il produttore che condiziona il prezzo di vendita minimo.
A distanza di quasi un anno si cominciano a misurare i danni dell'entrata in vigore di questa legge. Secondo le stime dell'Osservatorio prezzi interno, Unicoop Firenze chiuderà il 2002 con un'inflazione intorno al 2,5%. Ebbene, è stato calcolato che la metà della crescita dei prezzi interna alla cooperativa è attribuibile alla nuova normativa.

Cresciuti per legge 2
Grandi marche e primi prezzi

In alcuni casi non c'è stato solo un recupero dei margini commerciali, ma anche un sostanzioso aumento dei prezzi all'origine. Ma vediamo cosa emerge dalle tabelle (tab. 2) che pubblichiamo, che registrano gli aumenti che la cooperativa ha dovuto fare per adeguarsi alla legge. L'aumento della Coca Cola da un litro e mezzo è stato in un anno quasi del 16%. Ma anche su altri prodotti si sono registrati rincari a due cifre. Più che sulla Coca Cola l'adeguamento è stato pesante su olio Cuore (+20.4%) e candeggina, l'Ace color (+19%). Ad insidiare i tre "piazzati" sul podio ci sono anche il latte Uht (+18.4%) e i pomodori pelati Cirio (+18%). Non tutte le marche, comunque, hanno subito questi aumenti. Barilla, la Birra Moretti, la Levissima, per fare alcuni nomi a caso, mantengono sostanzialmente i prezzi dello scorso anno.
I rincari dovuti alla nuova legge si sono diffusi, come era ovvio, fra le grandi marche, ma hanno riguardato anche prodotti essenziali come farina e zucchero e, purtroppo, sono state colpite anche quelle fasce di consumatori a basso reddito che nei supermercati cercano soprattutto le merci e gli alimenti che costano meno, i cosiddetti primi prezzi. Si tratta di una fascia sociale a cui la politica della cooperativa in questi anni ha riservato un'attenzione particolare, facendo in modo di garantire comunque prodotti di qualità venduti sottocosto per farli diventare "primi prezzi". Proprio in quest'area si sono dovuti fare gli incrementi più alti: fra il 10% e il 30%. Chi l'anno scorso comprava l'olio di semi di mais a 0,74 euro, oggi se lo ritrova improvvisamente a 0,95 (+28.4%).
Insomma, non è certo un caso se l'inflazione percepita dai consumatori, quando vanno a fare la spesa, è molte volte più alta di quella poi rilevata nelle medie, razionali e scientifiche, dei panieri dell'Istat.

Un po' di conti
E' vero che dai numeri non ci si salva più. Anche chi non era un asso in matematica oggi si trova costretto a moltiplicare, dividere e fare percentuali sugli incrementi dei prezzi, come se fosse l'Istat in persona. La vigilanza serve: non foss'altro per capire se c'è chi si sta approfittando della nostra buona fede. Ma è un vero guazzabuglio. L'Osservatorio prezzi di Unicoop Firenze ha cercato, in questo clima, di creare un paniere particolarmente vicino alle reali abitudini di spesa alimentare e dunque più aderente possibile alle variazioni che il consumatore ha dovuto registrare in dodici mesi per portare a casa le stesse cose di un anno fa. In gergo tecnico si chiamano prodotti "altovendenti", proprio perché (come dice la parola stessa) sono quelli che vengono venduti più di tutti. Si tratta di pane, pasta, olio, prosciutto, ossia tutto ciò che non manca mai sulla tavola dei consumatori italiani.
Da questa "hit parade" degli acquisti sono stati poi estrapolati una ventina di prodotti di prima necessità ed è stata ricavata la tabella 1: con il confronto fra i prezzi del settembre scorso e il settembre del 2001, prima della legge del sottocosto. Per questi venti prodotti l'inflazione è stata molto più contenuta: appena lo 0.3%. Può essere d'aiuto a soci e consumatori per orientare la propria spesa.

I prezzi alla Coop - Come l'onda
Unicoop Firenze, lo abbiamo già visto, chiuderà il 2002 con un'inflazione intorno al 2,5%: più bassa dell'incremento annuo rilevato dall'Istat sui generi alimentari, che si attesterà intorno al 3%. La crescita dei prezzi quest'anno ha avuto un andamento ondulatorio. Si è impennata nei primi mesi a causa del negativo andamento stagionale dell'ortofrutta, quando le gelate di gennaio e febbraio avevano fatto aumentare i prezzi di questo settore del 25%. Nella seconda parte dell'anno la fiammata inflattiva è stata riassorbita e i prezzi hanno subito un forte rallentamento, tanto che a settembre l'inflazione tendenziale si è attestata appena sullo 0,3%.

Glossario
Tasso d'inflazione tendenziale: confronto tra prezzi del mese corrente con lo stesso mese dell'anno precedente (ad esempio agosto 2002-agosto 2001).
Tasso d'inflazione progressivo: media della variazione dei prezzi dei singoli mesi dell'anno in corso, confrontata con lo stesso periodo dell'anno precedente.

I più venduti
Abbiamo confrontato i prezzi di vendita nei negozi Coop di alcuni prodotti, i più venduti nella loro famiglia merceologica, quindi molto rappresentativi della spesa effettiva di soci e clienti. Sono prezzi rilevati a settembre del 2001 e di quest'anno nella rete supermercati, abbiamo scartato quelli in offerta speciale.

Prodotti 2001 2002 Diff. %
Pane comune, filoncino, prezzo al chilo 1,55 1,55 0,00%
Biscotti Mulino Bianco g 700 2,21 2,17 -1,81%
Merendine Nastrine Mulino Bianco 6 pezzi 1,70 1,60 -5,88%
Zucchero kg 1 0,82 0,85 3,66%
Caffè Coop bar espresso 2 da g 250 4,13 4,13 0,00%
Pasta Barilla g 500 0,54 0,54 0,00%
Acqua naturale Levissima l 1,5 0,48 0,48 0,00%
Acqua gassata Guizza l 1,5 0,16 0,16 0,00%
Succo di frutta Coop l 1 1,37 1,37 0,00%
Birra baffone Moretti cl 66 0,81 0,81 0,00%
Vino Tavernello rosso brik l 1 1,15 1,04 -9,57%
Anticalcare liquido Viakal ml 500 1,48 1,54 4,05%
Asciugoni Regina 100 strappi 2 rotoli 1,84 1,83 -0,54%
Latte Mukki fresco parz. scrematol 1 1,17 1,17 0,00%
Grana Padano Gran festa g 780 8,73 8,93 2,29%
Uova 'Podere centrale' biologiche, 6 1,83 1,90 3,83%
Prosciutto Modena s/osso dop 19,21 19,57 1,87%
Prosciutto cotto Buontondo 15,28 15,44 1,05%
Pizze margherita Coop x 2 g 560 2,92 2,92 0,00%
Bistecca filetto vitello 11,83 11,71 -1,01%
Arista filetto fette 5,78 5,88 1,73%

Effetti sottocosto
Prodotti di marca e primi prezzi: settembre 2001, prima della legge sul sottocosto, e dopo un anno, settembre 2002.
Prodotti 2001 2002 Diff. %
Olio Cuore lt. 1 2,80 3,37 20,4
Ace color g 500 1,84 2,19 19,0
Cirio pomodori pelati g 400 0,50 0,59 18,0
Coca Cola lt. 1,5 x 2 2,27 2,63 15,9
Findus Filetti platessa g 400 4,72 5,30 12,3
Vim Clorex g 750 0,87 0,95 9,2
Fiesta Ferrero merendina 2,04 2,22 8,8
Orzoro g 500 1,00 1,08 8,0
Carapelli Olio extrav. 3.84 4.13 7.6
Olio semi mais lt. 1 0,74 0,95 28,4
Latte UHT Parz. Scremato lt. 1 0,38 0,45 18,4
Farina bianca 00 kg.1 0,23 0,25 8,7
Succhi frutta ananas lt.1 0,51 0,56 9,8