Scritto da Claudio Nobbio |    Ottobre 2004    |    Pag.

Giornalista Nato in Francia, vissuto a Sanremo, lavora a Venezia, abita a Firenze, gira l'Europa. Direttore d'albergo da sempre, è laureato in Scienze politiche. Ha trascorso all'estero lunghi periodi della sua vita: in Germania dove ha frequentato l'Università di Muenster Westfalia, in Svezia dove collabora con Fritidsresor, e in Francia, sviluppando un'ottima conoscenza delle lingue di questi Paesi. E' direttore della rivista "Hotel managers. Business and leisure", organo ufficiale dell'Associazione Direttori d'Albergo. Ha curato l'edizione italiana di "Lezioni dal Titanic", un volume di Henry Lang che trae spunto dagli errori commessi durante il viaggio inaugurale del famoso transatlantico. Il volume "Appunti di Hotellerie", edito da Next Italia, di cui è autore, è una guida pratica per chi è interessato al mestiere di albergatore. Ha partecipato per alcuni anni con Federico Fazzuoli alla trasmissione Linea verde, della Rai. In collaborazione con Davide Riondino ha scritto la storia "Il trombettiere di Custer", opera teatrale, che racconta dell'unico sopravvissuto alla battaglia di Little Big Horn. Autore del libro di poesie "La battaglia delle lucertole" (in inglese) illustrato da Karel Appel ed edito da Laurence Ferlinghetti in San Francisco. E' del 2004 l'esordio come romanziere in "Bucare la luna", edito da Polistampa.

Crauti ed altro
Dovevano pure in qualche modo
i grandi spiriti Sturm und Drang e romantici nutrire il loro corpo.
È ben noto che Goethe, il "principe dei poeti", fosse un amante appassionato di cibi e bevande, come attestato, oltreché nei suoi scritti ufficiali, maxime quelli di viaggio, nel diario del suo scrivano Ludwig Geist e nell'epistolario con la beneamata Christiane Vulpius.
E Fulda, dove scrisse il Divano occidentale-orientale, fu città alla quale restò sempre affezionato per via della sua buona cucina, che anzi gli fornì l'ispirazione per quell'opera insigne.

Ma anche fra gli alfieri di un romanticismo meno ciclopico, fra i cantori di un'aura sentimentale più umile e dimessa circolava il buon appetito tedesco.
Afferma Wuz, il maestro elementare protagonista di un romanzo di Jean Paul (Vita dell'allegro maestrino Wuz a Auenthal, 1790): «Prima di alzarmi mi rallegro al pensiero della colazione, per tutta la mattina a quello del pranzo, e nel pomeriggio a quello della cena».
Non c'è che dire, una bella dichiarazione d'amore per le virtù gastronomiche della patria tedesca di prossima formazione, cui la Prussia si era e si sarebbe incaricata di fornire la dieta, dapprima con l'introduzione per decreto della patata ad opera di Federico II il Grande, poi mutuando dal proprio regolamento militare un modello di pasto propriamente tedesco: «Pane e patate, maiale e crauti, zuppa di piselli e pasticci di carne».

Mensa alquanto frugale, adatta a uomini tosti e avvezzi alla battaglia, eppure non indegna al cospetto delle sbobbe degli altri eserciti fra Sette e Ottocento.
E memore comunque di quella praticità che già nel XII secolo aveva portato ad installare nell'importante mercato di Ratisbona la prima bancarella per la vendita al minuto di salsicce cotte (hot-dog, diremmo oggi) e che di lì a sette secoli i tedeschi di Amburgo avrebbero esportato negli Stati Uniti sotto forma di hamburger.
Tuttavia, al di là dei motivi unificanti, del cavolo, della patata, del maiale, del pesce affumicato, sussistono in Germania le ricette territoriali (quelle che solleticavano il palato goethiano) in cui i sapori sono elaborati con sorprendente abilità: i potages di cavolo del Nord, gli stufati di carne del Baden, le minestre di Lipsia, la pasta (sì, la pasta) con le specie degli spëtzle a Schwaben, in Baviera... Un ventaglio di preparazioni che volge in retorica il regime alimentare dei soldati prussiani.

Biersuppe - Zuppa alla birra 3 l di latte, 3/4 di litro di birra chiara, cannella 2 cm, 125 g di zucchero, 30 g di farina, 1 uovo, 30 g di zucchero in polvere

Sciogliere la farina in acqua fredda con 80 g di zucchero.
Riscaldare il latte con la cannella in una pentola e quando sta per bollire versarvi l'acqua nella quale è stata diluita la farina. Bollire 5 minuti rimescolando. Unire la birra e il resto dello zucchero. Riscaldare e incorporare il tuorlo d'uovo.
Sbattere l'albume a neve e addolcirlo con 30 g di zucchero in polvere, versarlo a piccole cucchiaiate sulla zuppa e coprire per 5 minuti.


G'selchtes - Prosciutto con crauti e piselli 1 kg di prosciutto, 3 cipolle, 1 kg di crauti, 20 g di strutto, 300 g di piselli, 30 g di burro, sale, pepe

Cuocere il prosciutto con una cipolla a fuoco basso per circa 2 ore.
A parte, cuocere i crauti con una cucchiaiata di strutto e una cipolla. In un'altra casseruola far cuocere i piselli con sale e pepe, ridurli a purè, salare e pepare.
Servire la carne a parte, mettere i crauti in un piatto e il passato di piselli in un altro. Distribuire sui piselli una cipolla tagliata a dadini e fritta nel burro o nello strutto.


Sauerkraut - Insalata di cavolo al cumino (per 4 persone) un cavolo cappuccio, 70 g di strutto, un bicchiere di brodo di carne o di dado, 2 mele verdi, un cucchiaio di farina, 3 cucchiaiate di aceto bianco di vino, la punta di un cucchiaino di zucchero, un cucchiaino di semi di cumino, sale, pepe

Scartare le foglie esterne del cavolo, lavarlo sotto l'acqua corrente, quindi tagliarlo a listerelle dopo aver eliminato il torsolo.
Mettere al fuoco in un tegame lo strutto e, quando il grasso sarà fuso, aggiungere il cavolo.
Fare bene insaporire il cavolo per una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto. Salare, pepare e aggiungere i semi di cumino. Versarvi sopra il brodo caldo e lasciar cuocere ancora dieci minuti a tegame coperto e a fuoco moderato.
Nel frattempo sbucciare le mele, togliere il torsolo e affettarle. Unire il tutto al cavolo e fare cuocere per circa mezz'ora.
Poco prima della fine della cottura stemperare la farina con lo zucchero e qualche cucchiaiata di acqua, aggiungerla al cavolo, quindi unire le tre cucchiaiate di aceto e mescolare bene.
Servire questi cavoli caldi insieme con wurstel.