Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Settembre 2013    |    Pag. 30

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Cortesia toscana

Sono una cliente da poco trasferita da Milano nella campagna senese. Alcuni giorni fa sono andata a fare la spesa nel supermercato di Colle, non riuscendo a trovare un formaggio di cui sono grande consumatrice, la fontina, mi sono rivolta per informazione ad una ragazza che stava rifornendo il latte.

Non solo è stata molto disponibile, ma quando ho detto che la bambina non sempre gradiva alcuni tipi di formaggi, mi ha accompagnato in gastronomia dove è stato possibile assaggiare lo stesso.

Non nascondo la mia meraviglia per tutta questa disponibilità, ma se la Toscana è questo, con mio marito abbiamo scelto proprio bene. E pensare che io non ero proprio d’accordo…

F. Z. – Staggia Senese (SI)

Deca naturale

Acquisto il caffè espresso bar decaffeinato in cialde a marchio Coop. Sulla confezione è riportato che “il processo di decaffeinizzazione avviene tramite il solo impiego di sostanze naturali”. Vorrei sapere con più precisione quale tecnologia e quali sostanze sono usate.

P. M. – Firenze

L’estrazione della caffeina per il caffè a marchio Coop è effettuata con l’anidride carbonica. I chicchi verdi vengono inumiditi con vapore e acqua fino a raggiungere la giusta percentuale di umidità. Poi vengono fatti passare nell’estrattore assieme ad anidride carbonica che si presenta in un particolare stato fisico detto “supercritico”.

Tale stato ha la duplice proprietà di diffondere come un gas e di solubilizzare come un liquido. Il metodo non prevede l’uso di altre sostanze. I chicchi, infine, separati dalla caffeina, vengono essiccati. Questo metodo assicura l’estrazione della sola caffeina e non intacca le altre sostanze che fanno la qualità del caffè.

Piante secche

La vendita di piante vive nei negozi riscaldati: se va bene il primo giorno, dopo si vedono piante sofferenti e spesso secche che vanno a finire nei rifiuti.

Non conosco la quota di mercato prodotta né il ricavato rispetto agli scarti. Per tali prodotti occorrerebbero angoli dedicati con irrigazione inclusa. Purtroppo i fiori sono come i “freschi” e come tali andrebbero trattati.

R. B. - Firenze

Fra le piante del nostro assortimento abbiamo sia quelle da appartamento che da esterno. Se le prime trovano nel negozio un ambiente simile a quello casalingo, le piante da esterno sopravvivono con maggiori difficoltà.

L’obiettivo è quello di farle stazionare il meno possibile in negozio, con consegne giornaliere. Le piante da frutto e da giardino che il socio ha trovato nei nostri negozi durante il mese di marzo, sono probabilmente le “piante a riposo”, che riprendono la vegetazione una volta piantate, per questo assumono l’aspetto di piante “secche”.

Libri liberi

Scrivo per chiedere uno scaffale in ogni vostro punto vendita che possa essere usato per il libero scambio di libri. La scorsa estate ho trovato questo scaffale alla coop di San Vincenzo (Li) e durante l’estate ho potuto portare libri da me già letti prendendo in cambio un libro da leggere; ritengo che sia un’ottima opportunità.

M. A. T. – Firenze

Abbiamo anche noi questi punti di scambio-libri, per ora nei centri commerciali di Gavinana e Ponte a Greve a Firenze e poi a Empoli e San Casciano. Da settembre dovrebbero partire anche Certaldo, il Centro commerciale Sesto e a Firenze in via Forlanini (Novoli). Inoltre, presso una ventina di centri commerciali, a coprire quasi tutte le zone nelle quali operiamo, ci sono le biblioteche comunali che hanno aperto punti di prestito dei libri negli spazi delle sezioni soci.

Sfuso è meglio

Vi scrivo per sollecitare una pratica che secondo mio parere è molto importante adottare: la riduzione di spreco di imballaggi. Io abito nel territorio della Valdisieve, di conseguenza mi rifornisco abitualmente alla coop di Pontassieve, di cui sono socia.

Pochi giorni fa sono venuta a conoscenza della presenza di distributori di detersivi alla spina di cui alcuni centri coop sono forniti, come quello di San Giovanni Valdarno.

Leggo da un articolo di Unicoop Firenze pubblicato in rete che: “Nel corso del 2012 sono stati dotati di detersivo alla spina i punti vendita di Figline Valdarno e Montecatini Terme, che si sono aggiunti a quelli già operativi di Empoli, Gavinana e Ponte a Greve a Firenze, San Giovanni Valdarno, Sesto Fiorentino, Firenze via Forlanini”.

Mi sembra l’inizio di una serie di pratiche in cui confluiscono sia la riduzione degli imballaggi in plastica, grande fonte di inquinamento e tema di primario interesse in questo momento per la zona Valdisieve; in secondo luogo rappresenta anche un risparmio monetario per il consumatore. Quindi, tornando allo scopo di questa lettera, chiederei l’applicazione di tali distributori anche nella Coop di Pontassieve.

C. F. – Pontassieve (Fi)

La cooperativa cerca di estendere il più possibile il servizio con i distributori di detersivi sfusi. Anche Pontassieve da giugno ce l’ha (la lettera è di marzo). In genere i distributori sono installati quando si ristrutturano a fondo i punti di vendita.

Prezzi ballerini

Ho acquistato presso la Coop di viale Talenti una confezione di due bottiglie di Coca Cola a 3,05 euro; tornata a casa, sfogliando il volantino delle offerte, valide per il punto vendita di Ponte a Greve, ho trovato la stessa confezione in offerta a quasi la metà del prezzo da me pagato... va beh... comprendo che le offerte possono essere differenziate da un punto vendita all’altro, però nel volantino trovo in calce scritto il prezzo normale 2,99 euro e questo sinceramente lo comprendo un po’ meno... Scusate la pignoleria, sono solo pochi centesimi, ma mi preme capire il motivo di tale differenza...

S. R. – Firenze

Sono due punti di vendita con una incidenza dei costi di gestione molto differente. Nei supermercati il grande volume di vendite è tale da dare risultati di produttività molto superiori a quelli possibili nei mini mercati.

Per questo abbiamo linee prezzi differenti. Del resto non possiamo addossare i costi dei mini mercati agli altri punti vendita: finirebbero per non essere concorrenziali con i super e gli iper delle altre catene.

 Le differenze di prezzo possono essere sensibili per alcuni prodotti, ma in media si tengono sull’ordine di un modesto 2 per cento. Ma questa differenza ci permette di mantenere un servizio utile anche nei quartieri e nei paesi dove un grande supermercato sarebbe di troppo.

Energia solidale sezioni soci gavinana unicoop firenze 2Artigianato da mangiare

Siamo una famiglia che opera nell’artigianato artistico a Firenze. Mi spiegate il motivo della vostra partecipazione alla Mostra internazionale dell’artigianato alla Fortezza da Basso? Non vedo analogie tra una manifestazione che dovrebbe mettere in luce la maestria artigiana delle botteghe toscane e i prodotti dell’alimentare che potrebbero avere una loro manifestazione ad hoc.

Negli ultimi anni la mostra diventa sempre più un “fierone”, perdendo in sintesi lo scopo per cui era stata concepita. Facendo così, le ditte artigiane del pezzo importante e unico non torneranno a partecipare, perché la loro presenza servirà solo a far vendere più caffè!

A. B. – Firenze

Certi settori della produzione alimentare si possono richiamare ad una produzione artigianale e comunque abbiamo qualificato la nostra presenza presentando produttori locali e di qualità. Comunque comprendiamo bene il punto di vista del sig. Bianchi: una mostra più specifica, sui “pezzi importanti ed unici”, potrebbe avere un valore maggiore e qualificato.

Però Firenze ha un bacino d’utenza “piccolo” di fronte agli alti costi d’allestimento e organizzazione di una manifestazione alla Fortezza. Insomma, ci vuole un vasto pubblico per reggerla e per invogliare gli espositori ad investire cifre importanti per essere presenti. E poi è vero anche il contrario: il grande pubblico, attirato da cose molto più popolari, può scoprire l’artigianato d’arte ed esserne attratto…

Olio usato

Mi sono ricordata di aver letto mesi fa sull’“Informatore” che la nuova Coop di Bagno a Ripoli raccoglieva l’olio usato. Così ho portato due grosse bocce di olio da cucina usato, e ho usufruito di un servizio civile, pulito, utilissimo. Mi domando se detta raccolta non potrebbe con beneficio di tutti, essere estesa anche ad altre Coop, iniziando da quelle più grandi. Nella mia, in via Salvi Cristiani, non solo detto servizio non c’è, ma gli addetti non sono a conoscenza della sua esistenza.

G. G. B. – Firenze

Sono già una decina i centri commerciali dove è possibile portare l’olio usato e speriamo di poter aumentare i punti di raccolta rapidamente.

Watt o grano

Ho letto con interesse l’articolo “Un mare di Energia”, pubblicato nel numero di maggio dell’“Informatore”. Devo confessare che, di primo acchito, sono stato colpito, peraltro in maniera molto sfavorevole, dalla foto di apertura.

Quella che, tanto per intendersi, mostra una moltitudine di pannelli fotovoltaici sulla sommità di una collina sovrastante quello che appare un campo di grano. Ritengo sia fuori discussione il fatto che l’energia solare sia l’unica alternativa valida alle sorgenti fossili ma se la si vuole valorizzare a un livello tale da permetterle di soppiantare il petrolio e gli idrocarburi fossili, occorre ottimizzarne il suo utilizzo.

In realtà, l’uso di pannelli fotovoltaici su un appezzamento agricolo non aumenta l’efficienza energetica, ma semplicemente sposta la destinazione dell’energia solare dalla produzione agricola alla produzione elettrica.

Pertanto, se questa attività rientra fra quelle che godono degli incentivi statali, questo significa soltanto che la legge che li regola è sbagliata e può essere migliorata.

Altra cosa sono gli impianti fotovoltaici che utilizzano l’energia solare su aree che, per loro natura, non possono essere destinate all'agricoltura. Quindi ben vengano quelle installazioni sui tetti delle case e delle installazioni industriali, sulle tettoie dei parcheggi e, in generale, in tutte quelle situazioni dove l’energia solare non può essere diversamente utilizzata.

M. Z. – Firenze

Siamo perfettamente d’accordo con il dottor Zoppi. Infatti, i nostri impianti fotovoltaici sono tutti sulle coperture dei punti vendita e dei centri commerciali. Abbiamo messo quella foto solo perché suggestiva e bella; se serve a innescare un dibattito, è anche utile.

Olio e plastica

Volevo fare i complimenti per le colonne di raccolta differenziata all'Iper di Lastra a Signa. Ma... (c'è sempre un "ma") per l'olio usato occorre usare una bottiglia di plastica... E noi non usiamo bottiglie di plastica...Oltretutto anche la Coop fa pubblicità per diminuirne l'uso, nel caso dell'acqua, ad esempio.

Mi sembrava una buona idea quella di Ponte a Greve, in cui i contenitori vengono dati e poi ritirati. Spero che poi le bottiglie vengano comunque destinate alla differenziata, ma purtroppo dovrò continuare ad andare fino a Ponte a Greve per il mio olio.

P. M. Lastra a Signa (FI)

Sono due sistemi diversi e, secondo noi, entrambi validi. A Lastra a Signa, come ad Empoli e Montecatini, a fare la raccolta è Publiambiente, con tre aspetti vantaggiosi: un investimento meno pesante (i recipienti costano, si rompono e devono essere sostituiti), l’impegno di uno spazio ridotto in galleria al posto delle “casette gialle” in mezzo al parcheggio, e l’utilizzo delle bottiglie di plastica che poi vengono riciclate, con le quali si compra la maggior parte dell’olio di semi.

Lacrime siciliane

Pochi giorni addietro su Rai tre ho visto un coltivatore siciliano con le lacrime agli occhi perché stava tagliando, sì dico proprio tagliando 650 piante di aranci! Il motivo? Al prezzo di sei centesimi ogni chilo venduto era una perdita.

Per quale motivo anche nelle offerte non ho mai visto un prezzo inferiore ad euro 1,25 a gennaio poi mai sotto 1,55? È così difficile, per la Coop che è una potenza commerciale, acquistare dai produttori o cooperative di produttori e così contribuire alla nostra agricoltura?

F. G.Vinci (FI)

A livello nazionale la Coop rappresenta circa il 18% di quota di mercato, quindi l’82% della distribuzione di generi alimentari è di altre catene di vendita private, dei medi e piccoli commercianti, mercati centrali e rionali… questo per dire che non possiamo noi risolvere i problemi degli agricoltori siciliani e calabresi.

Per quanto ci riguarda, abbiamo rapporti diretti e corretti da oltre 40 anni con aziende agricole siciliane: programmiamo i raccolti e sanno quanto produrre e quanto inviare ai nostri punti vendita.

Le arance che noi compriamo non hanno il prezzo dell’agricoltore, perché dal campo alla vendita ci sono lavorazioni che costano e incidono sul prezzo di vendita: pulitura, calibratura, selezione e imballaggio, immagazzinamento.

Queste operazioni sono fatte da grandi aziende agricole o da consorzi fra agricoltori o da grossisti. Quindi al prezzo alla raccolta c’è da aggiungere quest’altro costo ed è un prezzo già vicino al prezzo di vendita. Il guadagno per questo lavoro va anche a coprire i salari degli addetti siciliani, più numerosi degli stessi agricoltori.

Poi ci sono il trasporto, i magazzini, gli sprechi e i costi alla vendita. Da tutta la nostra attività commerciale, alla fine dell'anno noi ricaviamo un utile intorno all’uno per cento. Quindi possiamo tranquillamente dire che lavoriamo a costi e ricavi. Ed è questa la nostra missione.

Le Foto di Teroema di Immagine, sono state scattate al Centro*Gavinana a luglio e raffigurano un'iniziativa della sezione soci Firenze Sud Est, dal Consorzio Centro*Gavinana e dall'agenzia Teroema di Immagine, volta a produrre energia elettrica pulita per mezzo di bici-generatori