In Toscana, spiccano quelli di Viareggio e Foiano della Chiana. Burlamacco e Re Giocondo

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2015    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

"Un carro armato di allegria" di Massimo Breschi - G.C.Fondazione Carnevale di Viareggio

Un rapido sguardo al Carnevale in Italia. Del carnevale di Venezia, con le sue raffinate e misteriose maschere, si parla fin dal 1094 e nel 1296 il senato della Repubblica lo proclamò festa pubblica. Lo “Storico carnevale di Ivrea” è “l’unico che abbia mantenuto un legame con il Medioevo”; momento culminante, la “violenta” battaglia delle arance. Importanti anche quelli di Acireale (Ct), Cento (Fe), Fano (Pu), Oristano, Putignano (Ba), Sauris (Ud) e Verrès (Ao). Non ce ne vogliano altri non citati.

Ora lo sguardo in Toscana. Il maggiore è il carnevale di Viareggio: nacque nel 1873 per opera di alcuni “signorini” della Viareggio bene, riuniti a un tavolo nel caffè del Casinò.

Sui viali a mare della città, fra due ali di folla immensa, ubriaca di coriandoli e colori, sfilano i carri allegorici. La satira regna sovrana: stigmatizza i maggiori avvenimenti internazionali e gli aspetti più salienti della nostra società. Ma, soprattutto, sono i potenti del mondo politico e religioso, dello spettacolo e della cultura a essere frustati dalle figure (vere e proprie gigantesche sculture), create dai maestri figurinai della città versiliese. Gli ingredienti sono semplici: cartapesta, abilità e fiammeggiante fantasia.

Maschera emblematica del carnevale di Viareggio è Burlamacco. Fu creata nel 1930 da Uberto Bonetti, pittore e grafico, viareggino Docg. Ispirandosi alle maschere della Commedia dell’arte, e disegnandola secondo i princìpi del futurismo cui aveva aderito, Bonetti sintetizzò in Burlamacco i due momenti topici della vita viareggina: il carnevale e l’estate, simboleggiata dal rosso e bianco, i colori tipici degli ombrelloni sulle spiagge anni ’30.

Hysteria di Lebigre e Roger - G.C. Fondazione Carnevale di Viareggio

Fra i maggiori carnevali della nostra regione, segue a ruota quello di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo. In realtà è molto più antico del dirimpettaio costiero, avendo la prima testimonianza documentata nel 1539. Anche qua coloratissimi i carri che, dovendo sfilare per il paese, fra vie e vicoli pieni zeppi di gente, sono creati con accorgimenti tecnici per cui, al bisogno, si possono alzare, allargare, restringere.

Sale autentico della manifestazione, la competizione fra i quattro “cantieri” in cui si divide il paese: Rustici (per il carattere), Bombolo (il titolo del primo carro), Azzurri (il colore preferito) e i Nottambuli (già Pacifici). La vittoria va al miglior carro. Anche qui la cartapesta è il materiale d’elezione per i carri, anche qui fantasiosi e geniali.

Al termine della sfilata, il Re Giocondo legge un testamento con il bilancio sui problemi politici o morali a livello nazionale e locale nell’anno trascorso. Grande è l’attesa per quel capitolo del testamento dedicato a eventi riguardanti personalità e personaggi del paese, comicamente esibiti; chi scrive il documento attinge da chiacchiere da bar e dicerie di paese, e tutto diviene un componimento in versi.

Quindi, a proposito dei carri, l’atteso verdetto della giuria, foriero di gioia irrefrenabile o di disperazione e mugugni.

Da ultimo, in piazza, il fantoccio-sosia del Re Giocondo, gonfio di petardi, comincerà a scoppiettare, finendo per bruciare.

Viareggio

Burlamacco in crisi

Molto si è letto e sentito nei mesi scorsi, sulla crisi del Carnevale di Viareggio. A fine dicembre, abbiamo fatto il punto della situazione con Stefano Pozzoli, commissario straordinario della Fondazione Carnevale di Viareggio. «Le difficoltà sono dipese dal Comune di Viareggio che non è stato in grado di confermare il contributo economico accordato nel 2014. Per risolvere il problema, si è mossa l’intera città, perché il carnevale è l’anima di Viareggio e dei viareggini che nella manifestazione si riconoscono in toto».

La Fondazione sta facendo di tutto per contenere i costi e al tempo stesso garantire un livello di creatività e qualità artistica che stupirà; «del resto è nelle difficoltà che si riesce a dare il meglio».

Pozzoli sottolinea che «senza l’impegno di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, probabilmente non avremmo avuto il Carnevale di Viareggio. La Regione ha nominato un Commissario, e ha contribuito finanziariamente e con un aiuto nell’attività di comunicazione, attraverso Toscana Promozione».

Così, l’edizione 2015 vedrà 5 sfilate di carri (le 4 domeniche di febbraio e sabato 28 febbraio, di sera) e una festa pomeridiana in Cittadella, il martedì grasso.

Conclude Pozzoli: «lavoriamo perché la tradizione del Carnevale di Viareggio, che esiste da 142 anni, non si interrompa».

Carnevale di Viareggio 2015 – anteprima dei carri - Da Il Tirreno – 29.11.14 - durata 3’ 03’’