Energia elettrica e gomme ricostruite

Scritto da Isabella Puccini |    Marzo 2000    |    Pag.

Giornalista

Copertoni da riciclo
Possono diventare polverino per tappetini di autovetture, parabordi per banchine di attracco dei porti, barriere di protezione nelle competizioni su pista, suole curiose per le calzature. Ma soprattutto i pneumatici usati vengono ricostruiti, oppure utilizzati come fonte alternativa di energia.
Del resto la legge parla chiaro: una recente direttiva dell'Unione europea (n. 31 del 26/4/1999) ha vietato la messa in discarica di rifiuti pericolosi per l'ambiente, tra i quali rientrano anche le gomme usate. Quindi riciclare diventa un imperativo. 'Raccogliamo i pneumatici che hanno il battistrada consumato in centri di raccolta che coprono gran parte del territorio nazionale. Li trasferiamo poi a Rovereto, dove avviene la ricostruzione oppure lo smaltimento - dice Brenno Benaglia, direttore commerciale di Marangoni Pneumatici -. Ed è qui che selezioniamo i pneumatici, scegliendo i migliori che possono essere avviati al processo di ricostruzione'. Quelli che appaiono irrecuperabili, invece, vengono avviati agli inceneritori, che producono il vapore che le turbine trasformano in energia elettrica.
'Con l'impianto che abbiamo a Rovereto riusciamo ad alimentare tutti i macchinari, sia di ricostruzione che di cogenerazione - aggiunge l'ingegner Roberto Tamma - e rimane energia elettrica che serve all'illuminazione della provincia trentina'.
Il riciclaggio, però, non finisce qui: vengono separati i materiali ferrosi, che diventano fili di acciaio puro (venduto alle acciaierie) e altre sostanze chimiche utili (servono, per esempio, nella produzione del vetro), inoltre materiali per le mescole delle gomme e, infine, per il sottostrato bituminoso delle strade.
'Stiamo molto attenti a non immettere nell'atmosfera fumi 'sporchi' - precisa l'ingegnere Tamma -. Tramite un efficace sistema di filtraggio, infatti, garantiamo l'emissione di fumi puliti, limpidi e leggeri per l'ambiente'.

Come nuovi
Ma vediamo anche l'altra strada, quella della ricostruzione.
Per prima cosa si controlla, tramite macchinari altamente specializzati, la centratura e la uniformità del pneumatico da ricostruire. Se supera questo secondo esame la carcassa viene avviata al processo di ricostruzione. Quindi si toglie, tramite raspatrici elettroniche, lo strato superficiale della gomma, quello usurato. Le carcasse vengono poi ricoperte con uno strato di gomma completamente nuovo, con un sistema piuttosto curioso: tecnicamente si chiama 'centraggio al laser', in pratica funziona come il filo di lana avvolto al gomitolo, in cui la parte del filo è interpretata dalla gomma e la carcassa che gira è il gomitolo.
Dopo questa fase i copertoni vengono vulcanizzati, ovvero posti in presse con stampi d'acciaio. In questo modo si amalgamano i materiali vecchi a quelli nuovi, e si modella il disegno del battistrada.
'Abbiamo scelto di inserire 'Renova', il marchio delle gomme rigenerate, nei nostri supermercati, perché garantisce un'ottima riuscita e, soprattutto, perché contribuisce ad alimentare la cultura del riciclo - dichiara Giuseppe Braccino, responsabile area acquisti di Coop Italia -. Non a caso, infatti, ha ottenuto, tra le tante certificazioni, l'omologa europea Ece 108, ovvero il massimo dei voti'. Insomma, un altro buon esempio di gestione del prodotto per tutto il processo produttivo - dalla culla alla tomba, e perfino rinascita - proprio come vuole l'Unione europea.


Pneumatici rigenerati
Si comincia da quattro
Dal 13 al 25 marzo, nei quattro supermercati di Borgo San Lorenzo, Fucecchio, Poggibonsi e Sansepolcro, saranno in vendita pneumatici a marchio Renova. Le 12 misure più diffuse saranno a pronta consegna, mentre le altre potranno essere prenotate. Dopo l'acquisto ci si può rivolgere ai centri assistenza convenzionati per l'equilibratura, il montaggio e il ritiro delle gomme usurate, al prezzo concordato di L. 10.000 a pneumatico.