E' un'associazione nata nel '93 per volontà dei genitori di tutti i bambini diabetici che sono stati ricoverati nella clinica pediatrica dell'università di Pisa. Lo scopo è quello di dare un aiuto, valido e concreto, a questi piccoli pazienti e alle loro famiglie, sia al momento della diagnosi che negli anni successivi. Nei giovani diabetici, infatti, il pancreas non riesce a produrre insulina a sufficienza, un ormone il cui compito è quello di controllare il livello di zucchero nel sangue. Un controllo naturale che, se viene a mancare, deve essere sostituito da interventi esterni, come la misurazione periodica del tasso di glicemia e più iniezioni di insulina al giorno. L'associazione, sotto la guida della dottoressa Calisti, promuove conferenze e altre iniziative di educazione sanitaria, compresi dei veri e propri campi di istruzione per giovani diabetici. Tanti progetti, anche nel campo della ricerca, che hanno però bisogno di essere sostenuti: per questo è possibile versare il proprio contributo, mediante bollettino postale, sul c.c.p. 12747564, Associazione giovani diabetici Pisa, via Roma 35, 56100 Pisa.

Per saperne di più
Associazione giovani diabetici Istituto clinica pediatrica (Università di Pisa) via Roma 35, 56100 Pisa

Malattia in dolce
a cura del dottor Piero Marchetti e del professor Renzo Navalesi, della Cattedra malattie del metabolismo dell'Università di Pisa
Lo scriba egiziano controllò che il papiro fosse ben asciutto e lo ripose sullo scaffale, accanto agli altri. Per quel giorno il suo lavoro era finito, ma come spesso gli accadeva negli ultimi tempi si ritrovò a pensare ancora, mentre respirava l'aria umida della sera, a quello che aveva scritto. Si chiese se non avesse buttato via la giornata a descrivere quello che aveva osservato in alcuni suoi conoscenti: stanchezza, dimagrimento, urine frequenti e abbondanti...
Non sappiamo se sia andata esattamente così, ma è certo che la prima descrizione del diabete fu fatta proprio in Egitto, più di 4000 anni fa, sul famoso papiro di Ebers. Il diabete è quindi una malattia antica ma per certi aspetti anche nuova, perché le sue cause, i metodi per la prevenzione e il trattamento sono noti soltanto da poco tempo.
Il diabete è una malattia cronica, caratterizzata da un disturbo nell'utilizzazione dei nutrimenti da parte dell'organismo, ed è causata da un difetto nella produzione o nell'azione dell'insulina, un ormone prodotto da alcune cellule specializzate all'interno del pancreas. L'effetto più appariscente è l'aumento nel sangue del livello di uno zucchero chiamato glucosio, che in particolari condizioni può comparire anche nelle urine.
Esistono varie forme di diabete, ma le più comuni (rappresentano oltre il 90 per cento dei casi noti) sono quelle definite diabete mellito tipo 1 (insulino-dipendente) e diabete mellito tipo 2 (non insulino-dipendente). L'aggettivo 'mellito' significa dolce e serve a distinguere questa malattia dal diabete 'insipido', che è caratterizzato da elevatissime quantità di urine (anche 20 litri al giorno), ma che non ha nulla a vedere con il diabete di cui stiamo parlando.
Il diabete mellito tipo 1 colpisce soprattutto i bambini e i giovani adulti, ha di solito una insorgenza improvvisa e richiede di essere curato mediante iniezioni di insulina, mentre il diabete tipo 2 colpisce soprattutto gli adulti e gli anziani, può avere una insorgenza molto subdola, e può essere curato con degli ipoglicemizzanti da assumere per bocca. Proprio per la sua subdola insorgenza, si può rischiare di avere il diabete tipo 2 per molti anni e non saperlo, con il rischio che la malattia venga riconosciuta solo quando ha provocato seri danni.
I segni che devono far sospettare la possibile presenza del diabete sono debolezza, facile affaticamento, sete, fame, dimagrimento, aumento della quantità delle urine. Nei casi più gravi si possono avere nausea, vomito, dolori addominali, stato confusionale e, in situazioni particolari, anche il coma.
Il diabete è una malattia molto frequente. Quasi il 5 per cento della popolazione ne è affetto: in particolare una recente indagine ha evidenziato che nella provincia di Pisa ci sono quasi 5.000 diabetici, e risultati simili si hanno nella provincia di Pistoia. Ma ancora più importante è sottolineare che, proprio perché il diabete può non essere riconosciuto, si ritiene che esista un numero altrettanto elevato di persone che sono diabetiche ma non lo sanno. E questo vale soprattutto per il diabete di tipo 2. E' perciò fondamentale attuare una corretta opera di informazione e prevenzione, volta da un lato ad aumentare le conoscenze sul diabete e le sue eventuali complicazioni e, dall'altro, a promuovere interventi sulla popolazione a rischio. A questo proposito ricordiamo che, soprattutto per quanto riguarda il diabete di tipo 2, esiste una notevole predisposizione familiare allo sviluppo della malattia e che le persone obese hanno un rischio molto più elevato di diventare diabetiche. Ecco perciò che alcune semplici norme comportamentali (dieta equilibrata, adeguata attività fisica, periodici esami del sangue) potrebbero ridurre in modo significativo la frequenza e la gravità del diabete mellito.
Queste norme valgono anche per chi sa già di avere il diabete e sarà compito del medico curante concordare con il singolo paziente i comportamenti più adeguati, dal punto di vista delle abitudini alimentari, dell'esercizio fisico, dell'eventualità di assumere determinati farmaci. In tal modo il paziente diabetico potrà vivere la sua vita esattamente come gli altri ed esprimere appieno tutte le sue capacità in ambito lavorativo, familiare e sportivo.

Per saperne di più
- Aldo Madonato, Donatella Bloise, Emanuele Fraticelli: 'Il diabete, istruzioni per l'uso', T.R. Editrice (tel. 055/414451), lire 28 mila.
- Centro regionale di riferimento per il diabete in età adulta, cattedra malattie del metabolismo, Istituto clinica medica II, Università di Pisa, via Roma 67, 56100 Pisa (tel. 050/592710).
- Associazione diabetici Pisa, ospedale S. Chiara, Pisa, tel. 050/592438 (il martedì e il giovedì dalle 9 alle 11).
- Dal 1971 è attiva una rete di associazioni regionali che collaborano con le strutture sanitarie per migliorare l'assistenza ai malati di diabete. Le associazioni sono una trentina e fanno capo alla Federazione diabete giovanile (Fdg) di Cagliari, tel. 070/845457.
In Toscana le Agd sono ad Arezzo, via Cavour 97, tel. 0575/351380 e a Livorno, via Dell'Arena Alfieri 17, tel. 0586/402506.