Le "Giornate" del consumo consapevole

Consumi animati
Sarà soprattutto la rete di vendita Coop, supermercati e ipermercati, che in quei giorni, pur continuando la normale attività distributiva, diventerà luogo e veicolo della proposta educativa di Coop.
Genitori, consumatori, rappresentanti degli enti locali, del mondo della scuola, dei mezzi di informazione potranno toccare con mano la capillare attività educativa che nel corso dell'anno le cooperative di consumatori portano avanti, in stretta e condivisa collaborazione con migliaia di scuole e di insegnanti.
Che la scuola, la formazione, l'educazione siano campi strategici per il futuro dell'Italia, come di ogni paese, viene ripetuto ogni giorno, salvo poi essere smentiti nei fatti quando si tratta di destinare a tali ambiti adeguate risorse economiche o attuare riforme e innovazioni.
Coop considera l'educazione delle giovani generazioni uno degli assi strategici della propria politica sociale.

A scuola di domani
Le giornate di marzo, oltre a prefiggersi di allargare l'informazione su questa importante attività, intendono anche promuovere un dibattito su temi come "i ragazzi e i consumi", "i diritti di cittadinanza", "culture che si incontrano", "cooperazione tra popoli".
Con che approccio Coop si accosta al problema del consumo? Come ben sottolinea il professor Luigi Guerra nella guida Coop "Educazione al consumo consapevole", 'il concetto di consumo ha tradizionalmente goduto di una cattiva reputazione nell'ambito educativo', perché legato all'idea di dissipazione, alla critica alla società dei consumi e, più di recente, allo sfruttamento dei popoli.
Vi è però anche 'la possibilità di affrontare il problema in positivo, in termini più laici e realistici, nella prospettiva di un consumatore attento e consapevole'. Ciò è decisivo soprattutto per i bambini e i giovani, che qualcuno definisce "la generazione della vita quotidiana".
Il progetto Coop intende assegnare un nuovo senso al consumo: il giovane consumatore deve divenire regista del proprio consumo, perché sa ciò che vuole, ma anche perché è aperto a volere cose nuove. E in un mondo di tanti cambiamenti, ciò è assolutamente indispensabile.
"Le merci parlano" è uno slogan caro al professor Giorgio Nebbia. Ci parlano di tradizioni alimentari, di gusto da riscoprire, di innovazioni tecnologiche più o meno belle, ma anche dell'ambiente in cui nascono, del mondo dell'informazione che le propone o impone, delle culture diverse, delle migrazioni, degli scambi, nel bellissimo ambito del cooperare.
Il negozio Coop è così un laboratorio, dove bambini e giovani sognano e disegnano il loro futuro. E durante le giornate lo faranno sapere anche a noi adulti.

Le attività di educazione
Alcuni dati aiutano a fotografare meglio le dimensioni delle attività di educazione al consumo consapevole di Coop: nel corso dell'anno scolastico 1997/98, con il supporto di 36 "Centri cooperativi di educazione", 6 mila 585 classi e 135 mila ragazzi hanno partecipato ai percorsi educativi Coop, nelle quattro aree tematiche (alimentazione, ambiente, comunicazione, cooperazione/solidarietà).
Di puri costi vivi (animatori e pubblicazioni) le cooperative hanno investito l'anno scorso 2.461 milioni di lire.
Come avviene questa attività?
Coop non propone delle lezioni, ma delle animazioni, cioè incontri nel punto vendita Coop o nel centro di educazione o nella scuola, strutturati in modo da offrire ai ragazzi la possibilità di interagire fra loro, ma soprattutto di fare esperienze, di porsi domande e di cercare le risposte.
Negli anni sono state create decine e decine di animazioni, dai nomi più curiosi ("A casa della Pimpa", "Tutti i gusti sono giusti", "Totem & tribù", "Chi aiuta mago Filippo?"), ma dai contenuti sempre attenti alle innovazioni e ai cambiamenti. Le proposte, oltre che per temi, sono segmentate per età dei destinatari: bambini delle materne, elementari (primo e secondo ciclo), medie, biennio delle superiori. Gli insegnanti interessati prenotano all'inizio dell'anno scolastico sia i percorsi educativi (o animazioni) sia le modalità di fruizione. Vengono quindi coinvolti in incontri preparatori, come pure in momenti di verifica a fine attività.
Figura centrale di tale attività sono gli animatori, giovani portati a queste attività di gruppo, che vengono appositamente formati sia alla conoscenza della cooperazione e di Coop che ai contenuti e alle modalità delle diverse animazioni. E' una nuova professione, che sta trovando nella forma cooperativa un assetto più duraturo.

Diego Passini
Responsabile Progetto Rete