Se i consumi delle famiglie già lo scorso anno volavano bassi, le stime a consuntivo di questo 2005 non promettono nulla di buono.
Secondo le previsioni del rapporto annuale Coop, su consumi e prezzi elaborato in collaborazione con Prometeia e Policleto, il loro incremento reale sarà appena dello 0,8% (erano +1,2% nel 2004).

Comparativa atto secondo 2
Il fatto è che le famiglie consumano,
per così dire, a due velocità. Dedicano sempre più tempo, spazio e risorse all'elettronica, che nei primi sei mesi dell'anno ha avuto un boom addirittura del 49,6%, grazie anche al fatto che i prezzi hanno fatto segnare un calo intorno al 25%. E riservano invece sempre meno soldi a tutto il resto: alimentari, abbigliamento e calzature, libri e giornali e perfino alle spese per il tempo libero, che nei primi sei mesi hanno avuto un andamento piatto o negativo.
Il nuovo shock petrolifero, con l'impennata del prezzo del greggio, è alla base di questo vero e proprio crollo dei consumi. Come risultato, il clima di fiducia delle famiglie, in calo costante ormai da quattro anni, non mostra alcun segnale di ripresa.

E per il 2006? All'orizzonte ancora niente di buono. I consumatori pessimisti, sfiduciati e tartassati destineranno sempre più risorse ai cosiddetti consumi "obbligati": dai servizi, alla salute, ai trasporti.
E se poi resterà qualcosa, probabilmente, continueranno a giocare ancora con l'elettronica.



Gli aumenti del prezzo del petrolio non hanno effetto solo su benzina e gasolio, ma anche su plastiche e tessuti sintetici. I giocattoli per bambini, per dirne una, subiranno aumenti superiori all'inflazione.




Verdure lesse
Se non ci saranno eventi atmosferici imprevisti, a ottobre le verdure da cuocere dovrebbero mantenere prezzi più o meno invariati.
Stabili sia le cime di rapa che le cicorie, anche grazie all'arrivo di nuove produzioni dal sud con un prodotto di qualità.
Mentre scriviamo invece la situazione è ancora incerta e in movimento per le bietole, in crisi per le piogge insistenti della prima decade di settembre. Che pere, che mele.
Arriva il nuovo raccolto di mele e pere, il cui prezzo nelle scorse settimane ha subito un'impennata di circa il 10% rispetto alle quotazioni registrate ad agosto.
La buona notizia è che in questo autunno 2005 le mele registrano un calo consistente rispetto allo scorso anno, mentre le pere mostrano una tendenza sostanzialmente stabile o in qualche caso una leggera diminuzione.

Comparativa atto secondo 3
I cari in calo
Pecorini freschi o stagionati e le Doc più conosciute del latte vaccino (Asiago, fontina, gorgonzola, ecc.), hanno mantenuto prezzi costanti per otto mesi di fila.
Unica eccezione il Parmigiano reggiano: calo dei prezzi di circa il 10 per cento, dovuto all'eccesso di offerta rispetto alla domanda dei consumatori. Stesso discorso, un po' meno accentuato, per i prosciutti nazionali di pregio (Parma e San Daniele), diminuiti del 5% circa in otto mesi, mentre si registrano aumenti in quelli che utilizzano cosce di suino estero.


Occhio al prezzo!
Frollino alla panna
In marchio proprio, al chilo

Supermercato COOP € 1,71
Concorrente 1 € 2,00
Concorrente 2 € 2,27

I prezzi sono stati rilevati il 9 settembre 2005, per il concorrente 1 presso il supermercato di via di Novoli (Firenze), per il 2° concorrente in via Pistoiese (Firenze)