Pronta la legge per la tutela dei diritti. Intervista al senatore Leonardo Caponi

di Antonio Monico

Entro l'estate anche l'Italia potrebbe avere la sua legge per la tutela dei diritti dei consumatori. Dopo la campagna di sensibilizzazione a sostegno di una normativa ad hoc, promossa dalle associazioni dei consumatori e da Coop, e la consegna ai presidenti dei due rami del Parlamento delle firme raccolte, dal Senato arrivano i primi segnali concreti su una rapida approvazione della legge.
Ecco come il senatore Leonardo Caponi, presidente della commissione Industria del Senato e relatore della legge, fa il punto della situazione: «Il 26 marzo ho consegnato una prima bozza di testo unificato al comitato ristretto, che dovrà portare in assemblea plenaria la sua proposta di testo. Questa proposta dovrebbe essere una sintesi dei sei disegni di legge presentati».

Che tempi prevede per l'approvazione della legge?

«Io spero rapidi. Non potranno essere aggiunti emendamenti al testo, che andrà in aula solo per la discussione generale e le dichiarazioni di voto. In questo modo l'iter dovrebbe procedere molto più rapidamente».

Quali sono le linee fondamentali della sua proposta?

«Essenzialmente sono tre: innanzitutto il riconoscimento formale della figura del consumatore-utente e delle associazioni dei consumatori, con l'istituzione di un consiglio nazionale che possa esprimere un parere - ove richiesto - su tutti gli atti legislativi di Governo e Parlamento che interessano i consumatori e possa anche svolgere indagini, inchieste, attività di educazione al consumo. Secondo, la cosiddetta "legittimazione ad agire", a costituirsi in giudizio, che ora non è riconosciuta alle associazioni in quanto tali. Infine i criteri per il riconoscimento di queste associazioni: devono essere attive da almeno tre anni e presenti in almeno cinque regioni, devono avere bilanci trasparenti e presentare l'elenco degli iscritti. Inoltre si impegna il Governo a redigere, entro un anno dall'entrata in vigore di questa legge, un testo unico a tutela dei consumatori, cioè la vera e propria legge-quadro che dovrà riunificare i vari spezzoni di normativa in materia, attualmente frantumati in diverse leggi».

Con questa legge l'Italia si adegua alla normativa europea?

«Sì, accoglie appieno gli indirizzi europei. Così il Parlamento italiano, seppure in ritardo rispetto agli altri paesi, colma un imperdonabile vuoto nella legislazione italiana».

Qual è in commissione la posizione delle varie forze politiche su questa legge?
«Mi pare che ci sia un consenso generale: certo, ci sono differenziazioni su singoli punti o aspetti, ma credo che siano facilmente superabili. Tutti, comunque, riconoscono l'esigenza e l'urgenza di questa legge. Abbiamo fatto un giro molto ampio di audizioni delle parti sociali, delle varie associazioni imprenditoriali e di categoria, oltre che dei sindacati e delle associazioni dei consumatori, e devo dire che opposizioni in linea di massima non ce ne sono state».

Coop si è adoperata molto per questa legge ed è da sempre impegnata nella difesa dei diritti dei consumatori. Secondo lei potrà far parte del nuovo consiglio nazionale delle associazioni dei consumatori?
«Il consiglio sarà formato da tutte quelle associazioni che svolgono a titolo esclusivo la tutela dei consumatori. Le cooperative hanno un doppio ruolo: sono produttori e consumatori al tempo stesso; ma io credo che non sarà difficile per le organizzazioni cooperative scindere le due cose e proporsi anche come associazioni che svolgono a titolo esclusivo il ruolo di difesa del consumatore. Di questo, comunque, discuteremo...».