Il risultato di un sondaggio a Capodanno

Consumatore più ottimista
È più informato, esigente, consapevole del proprio potere e meno fedele, ma finalmente anche un po' più ottimista. Appare così il consumatore, secondo il ritratto che emerge dal sondaggio di Capodanno commissionato da Ancc e Coop Italia nei primi giorni del nuovo anno. Per due famiglie su tre di consumatori Coop (63% del campione) il 2006 ha mostrato un volto più positivo, rispetto agli anni precedenti. È vero che gli italiani hanno ancora poco da scialacquare, visto che l'impiego delle tredicesime si è concentrato soprattutto sulle spese obbligate come mutuo e bollette (44%). Ma non mancano coloro che nell'ultimo scorcio dell'anno sono riusciti a risparmiare e investire (13%), a migliorare l'arredamento di casa (5%) e a concedersi qualche viaggetto (3%).
Per l'anno che verrà, dice ancora il sondaggio, prevale un cauto ottimismo. Il 2007 sarà migliore del precedente per il 41% degli intervistati, e anche le famiglie deluse dal 2006 cominciano a vedere qualche schiarita. Se gli italiani si trovassero con qualche soldo in più, vorrebbero dirottarlo con piacere soprattutto verso viaggi e divertimenti (30%), spese per la casa (26%) e risparmi e investimenti (26%). Idee molto chiare anche su quello che gli abitanti del Belpaese intendono mettere nel proprio carrello della spesa. Acquisteranno più prodotti italiani (ne comprerà di più il 32% del campione), più produzioni tipiche e locali (+18%). Ma c'è anche chi si affiderà ai primi prezzi (+5%). E comunque una tendenza è certa e consolidata: la spesa si farà sempre più frequentemente nella moderna distribuzione commerciale. Inseguendo il risparmio, certamente, ma anche la qualità.

Buona reputazione
La "reputazione" di Coop è fra le migliori al mondo. Ovverosia, i valori che ne guidano le scelte e i positivi comportamenti la pongono al 33° posto a livello mondiale nella classifica stilata nell'ultimo Rapporto del "Reputation Institute" di New York, che ha come partner italiano l'Università Bocconi di Milano. Nella graduatoria italiana Coop arriva quarta, ed è la prima insegna italiana della moderna distribuzione commerciale. La reputazione di un'azienda è qualcosa di più dell'immagine, ed è molto simile alla "fama" o "nomea". È un concetto misurato in maniera scientifica e con metodi sofisticati. Si costruisce giorno per giorno grazie ai corretti comportamenti sul mercato, con i clienti, i fornitori, la comunità in cui opera. Nel lungo periodo, la reputazione si conquista offrendo prodotti affidabili e di qualità, e mettendo in atto comportamenti socialmente responsabili.
La "buona reputazione" di Coop è ribadita anche dal sondaggio di Capodanno: l'83% del campione gli riconosce l'essere "garante di prodotti sani e di qualità", il 79% "un'azienda attenta ai consumatori e alla collettività".
Per Coop l'anno si chiuderà come leader del mercato italiano con 12 miliardi di euro di fatturato (+3% sul 2005). Il mese di dicembre, nonostante una partenza lenta nelle prime settimane comune a tutta la grande distribuzione, ha avuto una buona ripresa nella settimana di Natale (+20% rispetto alle prime due settimane del mese) in particolare sui prodotti di ricorrenza e di qualità.
La soddisfazione maggiore nel 2006 arriva dal prodotto a marchio Coop (oltre 2500 referenze), che continua ad incontrare il forte gradimento dei soci e consumatori non solo nella fascia dei prodotti di convenienza ma anche nei prodotti di qualità, e là dove la qualità incontra la solidarietà. Lo testimonia la crescita delle vendite della linea Fior Fiore, ovvero dei prodotti di alta gastronomia italiana, e anche il successo delle ceste natalizie di prodotti equo-solidali a marchio Coop. Decollano a dicembre i 40 CoopSalute aperti in altrettanti Ipercoop, a seguito della liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco: +35% le vendite rispetto al mese precedente.