Spesso tenuti in appartamento senza conoscere le esigenze legate al cibo e alle cure veterinarie

Scritto da Silvia Amodio |    Maggio 2017    |    Pag. 43

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

coniglio

Foto S. Amodio

Animali

Il coniglio è il terzo animale più presente nelle nostre case dopo cani e gatti. A seguire si stanno facendo strada anche piccoli roditori, uccelli, rettili, anfibi e pesci. Molte persone pensano che un animale di piccole dimensioni sia semplice da gestire e cedono alla tentazione di comprarlo, ma la realtà è diversa. Passato l’entusiasmo iniziale e verificato che l’impegno non è poca cosa, molti conigli vengono maltrattati, altri abbandonati. Un gesto moralmente inaccettabile e che può avere anche gravi conseguenze sul nostro ecosistema.

 Alcune specie, cosiddette aliene perché non originarie del nostro paese, se sopravvivono, possono riprodursi a danno di quelle autoctone. Basti pensare alle tartarughe di acqua dolce comprate da piccoline (un tempo erano pure vinte al luna park, come fossero giocattoli) che, una volta diventate troppo ingombranti, vengono “liberate” nei laghi e nei fiumi. Qui hanno la possibilità di riprodursi e, a causa della loro voracità, creano danni importanti. 

La Aae Onlus (Associazione animali esotici) è nata proprio per affrontare queste emergenze. Laura Brunello, coordinatrice nazionale delle attività dell’associazione, evidenzia che c’è molta disinformazione: «Infatti, verso questi animali si compiono atti di crudeltà che vengono considerati “normali”. Mi spiego meglio: qualsiasi persona sensibile si scandalizzerebbe di fronte a un cane o un gatto cresciuto dentro un recinto o alimentato male, tanto da causarne anche la morte, mentre è tollerato che conigli, criceti e cavie vengano rinchiusi, e fatti vivere, in gabbie piccolissime. Trascurando in questo modo la loro sensibilità e capacità di soffrire». I commercianti tendono a liquidare i clienti vendendo queste creature a prezzi contenuti, ma senza spiegare le reali esigenze legate all’alimentazione, alle cure veterinarie e alla loro etologia. «I criceti - spiega Laura Brunello - passano la vita in gabbia. La cosa può apparire ovvia: nessuno potrebbe lasciarli girare liberi per casa, perché finirebbero per scappare o essere vittime d’incidenti. Ma così sono condannati a una vita da reclusi, confinati in gabbie minuscole, mentre in natura sono abituati a percorrere, ogni notte, molti chilometri in cerca di cibo». Si tratta di condizioni di vita assolutamente incompatibili con la loro natura. 

Spesso sono “maltrattamenti in buona fede”, conseguenza di una mancanza di conoscenza. Un’attenzione particolare va riservata all’alimentazione, una delle principali cause di malattie per questi animali. «I conigli e le cavie sono tra quelli che pagano di più per questa disinformazione - prosegue Laura Brunello -, infatti molti mangimi in commercio contengono ingredienti sbagliati: miscele di semi, fioccati, carrube, mais, frutta secca e pellet di cereali che creano problemi frequenti, gravi e spesso irreversibili. La loro formulazione è fatta per conigli da allevamento. Ma questi sono macellati prima di raggiungere i tre mesi di vita: non fanno in tempo a sviluppare certe patologie. Sono animali erbivori e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, radici. Un altro motivo che spinge all’acquisto di questi prodotti è la praticità: per il proprietario è più semplice comprare una scatola di semi e versarne un po’ in una ciotola, che preparare tutti i giorni una bella insalata mista, pulita e fresca, o dover andare a raccogliere erba non inquinata. Mangimi di buona qualità esistono, ma la maggior parte è prodotta all’estero, dove il coniglio è, a tutti gli effetti, da anni un animale d’affezione, e a causa del costo dei trasporti hanno prezzi importanti», conclude la specialista. Speriamo che arrivi presto sul mercato mangime buono e più conveniente.

Per info: www.aaeconigli.it  

L’intervistata 

Laura Brunello coordinatrice nazionale delle attività dell’Associazione animali esotici


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