Piace a tutti e, in dosi moderate, non fa male. Le proprietà e i componenti del dolce più amato

Scritto da Rossana De Caro |    Febbraio 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Concentrato di bontà
Bianco o nero, al latte o fondente, ma anche speziato,
al peperoncino o allo zenzero, il cioccolato vive nel terzo millennio il suo momento d'oro. Diffuso in vari formati, dalla tavoletta gigante ai piccolissimi e sfiziosi snack di ultima generazione, è tornato in auge. Insomma, sportivi o semplicemente golosi, grandi e piccini, un po' di cioccolato, senza esagerare, fa bene a tutti.

Il cioccolato fondente è privo di colesterolo, mentre il tipo al latte ne ha solo una dose minima: 16 mg ogni 100 g, ossia l'equivalente di 200 g di latte parzialmente scremato. È una fonte preziosa di energia perché fornisce i principali nutrienti, cioè zuccheri, proteine e grassi. In più contiene una buona dose di sali minerali, magnesio, potassio, ferro (utili per combattere stress e depressione), e vitamine.
È calorico ma, con le opportune limitazioni, può essere inserito nel menu giornaliero senza problemi. Naturalmente non come un di più, il dolcetto da mangiare a fine pasto, ma in sostituzione della merenda o dello spuntino di metà mattina, particolarmente indicato per gli sportivi e per chi comunque svolge attività fisica. Un pezzetto da 30 g apporta infatti circa 150 calorie, l'equivalente di una merendina o di una tazza di yogurt alla frutta.
Contiene fosforo, l'acido fenico che evita l'ispessimento delle arterie, e anche i bioflavonoidi, sostanze che favoriscono la circolazione sanguigna, migliorando il tono e l'elasticità delle pareti dei vasi. È ricco di antiossidanti, come i polifenoli, e di calcio (262 mg ogni 100 g di cioccolato), il minerale più prezioso per prevenire l'osteoporosi. Lo yogurt e il latte intero ne contengono rispettivamente 125 e 119 mg ogni 100 g: naturalmente non sono paragonabili le quantità di latticini e di cioccolato che si possono consumare! Inoltre è da sfatare la leggenda che il cioccolato favorisca le carie, in quanto contiene tre sostanze che ne combattono la formazione: prima di tutto i tannini (che riducono la proliferazione dei batteri); il fluoro, che rinforza la struttura dei denti; ed infine i fosfati, che modificano la produzione degli acidi nocivi per la salute dei denti.
Sembra che il sapore del cioccolato, richiamando le piacevoli sensazioni dell'infanzia, doni tranquillità e benessere, allontanando ansie, nervosismo e tensioni. Leggendarie sono le doti afrodisiache del cioccolato, esaltate da personaggi famosi come Montezuma e Gabriele D'Annunzio, che ne facevano abbondante uso prima dei loro incontri amorosi. Complici quasi certamente le metilxantine (teobromina, caffeina e teofillina) e la feniletamina, sostanze nervine eccitanti di cui è ricco il cacao, che contribuiscono a dare sensazioni piacevoli e maggiore energia.

Pillole di storia
Scoperto dai Maya e dagli Aztechi, il cacao viene portato in Europa nel 16° secolo e nel 1600 diventa una bevanda molto alla moda nelle corti del Vecchio Continente. Nel 1795 Joseph Fry di Bristol è il primo inglese a produrre il cioccolato in grandi quantità, utilizzando un motore a vapore per macinare i semi. Nel 1828 un fabbricante di cioccolato olandese, C. J. Van Houten, inventa una macchina che spreme i semi per estrarne il burro di cacao; il risultato è una bevanda più fluida e gradevole.
Nel 1875 lo svizzero Daniel Peter riesce ad aggiungere al cioccolato latte condensato, ottenendo così un cioccolato al latte in forma solida che si può mangiare, mentre nel 1879 lo svizzero Rudolph Lindt inventa un metodo originale per raffinare il cioccolato. Il procedimento di Lindt è conosciuto come "concaggio" o "raffinazione nelle conche", ovvero la miscelazione per tante ore degli ingredienti, fino ad ottenere una polvere finissima e impalpabile. Nasce così il cioccolato "fondente".

INGREDIENTI
Per tutti i gusti Il cioccolato bianco non contiene cacao ma solo burro di cacao, ovvero la componente grassa del cacao.

Il cioccolato fondente (circa 515-542 calorie per 100 g) contiene almeno il 43% di cacao; è il tipo più povero di sodio e adatto anche in caso di pressione alta.

Il cioccolato al latte (circa 545-565 calorie per 100 g) è il più ricco di calcio.

Il cioccolato alle nocciole (circa 543 calorie per 100 g) grazie alla frutta secca è ricco di acidi grassi polinsaturi, che proteggono il cuore.
Ringraziamo per le informazioni ricevute Lindt (www.lindt.it)

Le "sculture" di cioccolata sono state fotografate alla Fiera del Cioccolato Artigianale, al Saschall di Firenze.