In bottiglia, in brick o in bicchieri da passeggio, è tra le bibite più gettonate. Il confronto con quello tradizionale

Scritto da Alessandra Pesciullesi e Monica Galli |    Novembre 2013    |    Pag. 12

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare, lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme a Monica Galli, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Dopo l’acqua, il tè è la seconda bevanda più consumata al mondo, preparata per infusione in acqua calda con foglie intere o sbriciolate di varietà della pianta Camelia sinensis. Ormai da tempo il consumatore può trovare in vendita preparati, che, complici pubblicità accattivanti, in comode confezioni in bottiglia ma anche in brik o bicchieri da passeggio, risultano fra le bibite analcoliche più richieste.

È lecito chiedersi se sia vero tè. In realtà non lo è, si tratta di una bevanda analcolica al gusto di tè, variamente aromatizzato. Come sempre, l’etichetta, letta in ogni sua parte, scioglie i dubbi sul reale contenuto della bevanda.

Acqua pura

L’acqua è prevalentemente al primo posto. In genere non è dato sapere la composizione minerale o l’origine (da falda o da sorgente); solo di recente aziende famose che imbottigliano acque minerali, hanno messo in vendita tè pronto fatto con le omonime acque, di cui è nota la composizione minerale. Alcune marche mettono in evidenza la scritta “con acqua pura”.

Non si tratta di un particolare pregio, è vero per tutti i prodotti, nel senso che l’acqua usata non può contenere microbi di alcun tipo, altrimenti in breve tempo la bevanda sarebbe arricchita di muffe e batteri.

A seguire, nella stragrande maggioranza dei prodotti, si trova lo zucchero, o saccarosio, che può essere sostituito dal destrosio, sinonimo di glucosio, o anche dal fruttosio, generalmente estratto dall’amido. Le quantità variano dai 3 ai 15 g per 100 ml. Rispetto al tipo di carboidrato usato per dolcificare, varia in maniera sensibile il gusto ma non le calorie, che rimangono in tutti 4 per ogni grammo. Poiché il fruttosio dolcifica quasi il doppio rispetto al saccarosio, consente di metterne meno, risparmiando sulle calorie.

Infuso o estratto di tè

Solo pochi produttori l’hanno al primo posto, nella maggioranza si trova dopo lo zucchero. Le due diciture, infuso o estratto di tè, non sono la stessa cosa, poiché il primo è ottenuto mettendo le foglie in acqua calda, mentre l’altro si ottiene per estrazione con solventi diversi, che vanno dall’acqua all’alcol.

Le quantità sono dichiarate raramente, quando lo sono non superano lo 0,2%. Nelle varietà al limone si trova il succo di limone, generalmente 0,1%, mentre in quello alla pesca il succo oscilla nei diversi produttori dallo 0,1 fino al 9%. Per finire, anche nei prodotti che vantano di essere senza conservanti né coloranti, si trovano in proporzione variabile antiossidanti, come l’acido ascorbico, correttori di acidità e molto spesso anche aromi.

Le calorie

Variano secondo la quantità di zuccheri mediamente dalle 13 alle 50 calorie per 100 grammi. I prodotti meno calorici hanno l’aggiunta di dolcificanti diversi dallo zucchero, come aspartame, acesulfame-K e sucralosio. I prodotti totalmente senza zuccheri naturali che contengono solo dolcificanti di sintesi arrivano ad apportare 1 sola caloria per 100 ml.

Sostanze benefiche

La teinaè una sostanza contenuta in molte piante oltre al tè; appartiene alla grande famiglia degli alcaloidi, molecole con importanti azioni sul sistema nervoso centrale, sia di tipo calmante che eccitante. La quantità di questa sostanza non è rilevabile dall’etichetta dei prodotti a base di tè pronto.

La quantità che si riesce a estrarre per infusione o macerazione, dipende fortemente da molti fattori, quali le varietà botaniche, il tempo di contatto e la temperatura dell’acqua. Non essendoci tali informazioni, non si può risalire alle quantità.

Negli ultimi anni studi scientifici hanno evidenziato che le diverse varietà di tè contengono sostanze naturali diverse dalla teina che hanno effetti benefici sulla salute. Si tratta prevalentemente dei polifenoli, molecole antiossidanti e protettive nei confronti di molte malattie, se consumate in quantità discrete e con regolarità.

Due anni fa, al congresso dell’American Society of Boston sono stati presentati i risultati di uno studio, secondo il quale le quantità di queste benefiche sostanze nel tè pronto non superano i 10 milligrammi, mentre il tè tradizionale ne può contenere fino a 20 volte di più.

Secondo i ricercatori, tutte le marche testate contenevano meno polifenoli, sia perché le molecole si degradano rapidamente nel tempo dopo la preparazione, sia perché il loro sapore astringente e amarognolo non rende la bevanda appetibile.

Come scegliere

Tradizionale o bevanda?

È appurato che sono prodotti diversi. I punti di forza della bevanda sono l’innegabile praticità (è già pronto), il gusto e la mancanza di anidride carbonica e coloranti rispetto ad altre bibite. Se lo paragoniamo al te preparato in modo classico le differenze sono davvero tante.

Oltre alla mancanza di poteri benefici sulla salute, la discreta presenza di zuccheri ne fa una bevanda che alza rapidamente la quantità di glucosio nel sangue e, nonostante la famosa pubblicità, disseta poco. Infatti, se bevuto molto freddo, è la bassa temperatura che calma momentaneamente l’arsura; poco dopo, però, la voglia di bere si presenterà più di prima, proprio a causa degli zuccheri ingeriti che sequestrano parte dei liquidi corporei, richiedendo acqua.

Quello verde

È un tipo di tè le cui foglie non sono sottoposte a fermentazione, ma solo stabilizzate con l’esposizione al calore. Questo permette alle foglie di rimanere di colore verde. Povero in teina, contiene discrete quantità di una sostanza dal nome difficile, epigallocatechina gallato (EGCG), ritenuta capace di contrastare i meccanismi di degenerazione dei tessuti e addirittura di rallentare la crescita e l’invasione di alcuni tipi di cellule tumorali.

Anche questo tipo di te è proposto in forma di bevanda pronta o solubile. È dimostrato che la quantità EGCG nei preparati pronti o solubili a base di te verde è decisamente trascurabile rispetto al tè tradizionale.

Foto di C. Valentini

Quali sono le proprietà benefiche del tè’ verde?

Da Tv 2000 – durata 14’


Notizie correlate

Natura in bustina

Una storica ditta fiorentina che realizza tè e tisane naturali

Photogallery

Dalla camelia al tè

Una piccola coltivazione di pregio. Studiosi da tutto il mondo


Da americano a nostrano

Martin Mystère "detective dell'impossibile" trasferito in Toscana si trasforma