Con un nuovo regolamento regionale, gli animali entreranno nelle strutture con i padroni

Scritto da Andrea Marchetti |    Ottobre 2011    |    Pag.

Dopo gli studi giuridici, si è occupato di ambiente ed energie rinnovabili: scrive per www.greenme.it, www.greenews.info e per alcune riviste del Gruppo Tecniche Nuove S.p.A. Collabora, inoltre, con la redazione di Pontedera (Pisa) de La Nazione e, dal 2010, con l'Informatore. Ha frequentato il Master in "Scrittura e Storytelling" della Scuola Holden di Alessandro Baricco e oltre a scrivere per i giornali si cimenta come sceneggiatore per cinema e fumetti.      

La compagnia e l'affetto dei nostri amici animali possono esserci d'aiuto nei momenti difficili, ad esempio se peggiora la salute e, d'ora in poi, anche in caso di ricoveri ospedalieri: grazie ad un regolamento approvato dalla Giunta regionale prima della pausa estiva, infatti, gli animali domestici potranno seguire, a determinate condizioni, i padroni ricoverati in ospedali e case di risposo della Toscana.
È un ulteriore progresso nell'adozione della cosiddetta "pet teraphy", (dall'inglese "pet", animale da compagnia) cioè la cura tramite il contatto e l'affetto degli animali.
Sperimentata per la prima volta nel 1961 dal neuropsichiatra Boris Levinson, i suoi effetti positivi, specie su bambini ed anziani, sono oggi scientificamente provati. Grazie agli animali, infatti, l'umore del paziente può migliorare, favorendo la reazione positiva alle cure e la diminuzione di sofferenze e disagi dovuti alle separazioni forzate tra padrone e animale. Prima, infatti, la "pet teraphy" era svolta di solito presso strutture apposite e, spesso, rivolta a soggetti disabili o svantaggiati.
In ogni caso con animali non di proprietà dei pazienti, come presso l'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze che, nell'ambito delle terapie antidolore, fin dal 2002 organizza incontri tra bambini e cani addestrati grazie alla collaborazione della Fondazione Livia Benini e dell' associazione "Antropozoa". Il nuovo regolamento, di attuazione della Legge 59 del 2009, ("Norme per la tutela degli animali") estende agli animali dei pazienti ricoverati la possibilità di ingresso negli ospedali e nelle case di riposo: «La Toscana ha già una legge che prevede la possibilità per i cani di entrare negli esercizi pubblici e commerciali nonché nei locali e uffici aperti al pubblico sul territorio regionale - ha detto Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità - Si tratta di dare una interpretazione estensiva. Il nostro obiettivo è andare verso una sempre maggiore umanizzazione delle strutture sanitarie».

(Foto di S. Amodio)


Gli animali, ovviamente, non potranno entrare in tutti i reparti. Le condizioni per la loro presenza saranno indicate dai responsabili sanitari delle unità operative e dalle direzioni degli ospedali. Va fatta una valutazione caso per caso per capire la situazione ambientale, lo stato di salute dell'uomo e dell'animale. Solo se non ci sono pericoli per il malato o disturbo per gli altri ricoverati e per il personale, potrà arrivare il via libera.
Oltre a tali norme, volute da Scaramuccia dopo l'adozione di un provvedimento analogo a Prato (su iniziativa dell'assessore ai diritti degli animali Dante Mondanelli), il regolamento indica come custodire e trasportare gli animali: nei negozi, nei canili, nelle pensioni, nelle manifestazioni storico-culturali. E, ancora, le procedure di anagrafe canina, i requisiti per l'accreditamento dei canili, la nomina della Commissione regionale per la tutela degli animali.