Scritto da Rossana De Caro |    Gennaio 2006    |    Pag.

Laureata in Lettere all'Ateneo fiorentino, ha lavorato per molti anni come giornalista in emittenti televisive e radio locali, realizzando programmi di costume e società. Ha collaborato inoltre con La Nazione per la cronaca di Firenze e gli spettacoli. 

Dal 1998 scrive articoli per l'Informatore. Si occupa anche di uffici stampa per la promozione di eventi a Firenze e in Toscana.

Ha pubblicato il libro 'Ardengo Soffici critico d'arte'. 

Dal 2009 al 2015, sempre come collaborazione esterna, è stata coordinatrice redazionale dell'Informatore.

Con il dolce e il salato 2
Il miele è un alimento prezioso,
le cui qualità e caratteristiche erano apprezzate già nell'antichità. L'uomo primitivo aveva imparato a depredare gli alveari selvatici per ottenere il dolce nettare; gli antichi egizi discendevano con chiatte cariche di primordiali arnie il Nilo, per favorire la raccolta del nettare dalle fioriture provocate dalle piene del sacro fiume. I Sumeri lo usavano nei preparati cosmetici e farmacologici. I Greci invece lo offrivano agli dei nei riti sacrificali. Gli antichi Romani ne facevano un grande uso, tanto da doverne importare da altri paesi (dalla Grecia, da Malta, dalla Sardegna, dalla Corsica e perfino dalla Spagna). Per i latini infatti il miele era non solo la base di molte pietanze e dolci, ma veniva utilizzato principalmente miscelato ai vini per renderli bevibili! Allora la miscela di acqua e miele era indispensabile per dare al vino un sapore gradevole, e così importante che nei banchetti di nobili e imperatori esistevano servitori specializzati in questi "cocktail" che conservavano gelosamente ricette e modalità di preparazione.
Nel Medioevo e nel Rinascimento veniva usato per condire le pietanze, sia per le capacità di conservazione naturale che lo contraddistinguono, sia perché "addolciva", nel senso di rendere commestibili e accettabili le pietanze stesse. Da questo utilizzo per la conservazione, soprattutto delle carni, si crede derivi il gusto per il dolce e forte che caratterizza molti piatti tradizionali, soprattutto a base di cacciagione o di maiale.

Con il dolce e il salato 1
Se è vero che il miele è un componente fondamentale delle ricette di dolci - in tutti quelli tradizionali regionali italiani, dai torroni siciliani o sardi, toscani o lombardi che siano, ai cannoli siciliani, ai pan forti, pan pepati e cantucci toscani, fino ai mandorlati del centro nord dai quali deriva direttamente il moderno panettone natalizio - si può altrettanto dire che questo biondo alimento si accompagna splendidamente anche a tutte le pietanze salate: dagli antipasti ai primi, dalle carni ai formaggi, dal pesce alle insalate.
È una riscoperta della moderna gastronomia che si va rapidamente diffondendo e incontra i gusti dei consumatori. L'accoppiata miele e formaggio che, fino a qualche anno fa, era considerata uno stravagante uso alimentare dei sardi, è ormai comunemente usata e apprezzata da molte famiglie.
Anche nelle preparazioni gastronomiche di chef professionisti si trovano ricercati menu a base di miele. Nell'ultima edizione della Settimana del Miele di Montalcino - organizzata a settembre da Slow Food di Siena assieme alle Associazioni degli apicoltori (Arpat e Asga) e all'Associazione cuochi terre di Siena, intitolata "A tavola con le api" -, gli chef hanno preparato una cena nella quale ciascuna portata era caratterizzata da due piatti con miele, uno ricavato dalla tradizione culinaria storica del nostro paese e uno "creato" dai cuochi secondo la loro fantasia e le tendenze della moderna gastronomia. Questa iniziativa ha confermato che il miele può essere utilizzato come ingrediente di piatti dolci e salati.

Nelle preparazioni salate il miele può trovare una giusta collocazione. È molto importante non eccedere nella quantità: nel piatto finito gli aromi apportati dall'aggiunta di miele devono essere percepiti come un qualcosa in più, senza che il miele utilizzato sia chiaramente riconoscibile.

In promozione per i soci all'Ipercoop dal 5 al 21 gennaio il miele Apitoscana (melata e millefiori)



Gambi di sedano con gorgonzola

Ingredienti: gambi di sedano, gorgonzola, ricotta, miele, timo

Preparare i gambi di sedano lavandoli, privandoli dei fili e tagliandoli alla lunghezza di circa 15 cm. Mescolare tra loro il gorgonzola, la ricotta e il miele, regolando le proporzioni secondo il gusto personale. Riempire i gambi di sedano, metterli in frigo per almeno un'ora e servirli come antipasto, spolverati con timo fresco.

Miele consigliato: miele delicato, per esempio di sulla o acacia


Condimento per insalata

Ingredienti: olio extra vergine di oliva, succo di limone, miele, sale, origano, rosmarino, timo, paprika dolce

Frullare tutti gli ingredienti, regolando le proporzioni secondo il gusto personale. Si può anche conservare in frigo per qualche tempo.

Miele consigliato: miele aromatico, per esempio di tiglio


Carré di maiale

Ingredienti: carré di maiale, vino bianco secco, miele, sale, pepe, timo, santoreggia, paprika dolce, chiodi di garofano

Mettere timo, santoreggia, paprika, miele e vino nel frullatore e frullare per un minuto. Salare e pepare il maiale, metterlo in una casseruola profonda, coprirlo con il vino aromatizzato, aggiungere 2 chiodi di garofano, coprire e far cuocere in forno a 180° C finché sarà tenero (circa 2 ore e mezzo).

Miele consigliato: miele aromatico, per esempio di castagno


Mele al forno

Ingredienti: mele renette o golden, burro, miele, panna, cannella in polvere

Sbucciare, levare il torsolo e tagliare a fette spesse un dito le mele. Posare sul fondo di una pirofila imburrata le rondelle di mele, dopo aver aggiunto un fiocchetto di burro sotto a ognuna. Spalmate la superficie delle rondelle con miele e passatele in forno per circa un quarto d'ora. Servite con panna montata, addolcita con miele e aromatizzata con cannella in polvere.

Miele consigliato: il preferito