Le cure più appropriate per una parte fondamentale del nostro corpo

Scritto da Monica Galli |    Maggio 2018    |    Pag. 45

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Igiene

La scarpa perfetta

L'uomo ha imparato a camminare scalzo e il piede è fisiologicamente conformato per questo. Le scarpe devono essere comode e assecondarne il più possibile la massima funzionalità. Qualunque sia il nostro canone estetico, la scarpa giusta è più lunga di 1 cm rispetto al dito più lungo, deve aderire lateralmente al piede ma non fare troppa pressione, le dita si devono muovere all'interno e il tallone deve essere ben accolto e sostenuto. Il momento migliore per l'acquisto è il pomeriggio e, poiché i due piedi non sono perfettamente identici, provare sempre entrambe le scarpe. Per assorbire il sudore prodotto dal piede, i materiali migliori sono la pelle e la tela, assolutamente inadatti i materiali impermeabili. Quando ci togliamo le scarpe, è meglio non chiuderle in una scatola ma lasciare che l'aria circoli al loro interno, così saranno perfettamente asciutte per il prossimo uso. Anche se amatissimi dalle donne più eleganti, i tacchi alti sono accessori da usare solo in poche occasioni e per brevi periodi - magari portandosi dietro scarpe comode di ricambio -: infatti sono la causa principale di scarso ritorno venoso nella gamba con formazione di gonfiori, ma anche di mal di schiena cronici.

Quel certo odorino che arriva dal basso

Uno dei disturbi più frequenti, soprattutto per chi ci sta accanto, è la bromidrosi plantare o più volgarmente puzzo dei piedi. I fattori scatenanti sono scarpe poco traspiranti, caldo umido, forte sudorazione e scarsa igiene. A volte basta anche uno solo di questi fattori per scatenare odori veramente nauseabondi. Il problema colpisce spesso chi lavora con scarpe antinfortunistiche in luoghi caldi e umidi come cucine e fornaci: in questo caso può essere di aiuto avere più paia di scarpe in modo da usare sempre calzature perfettamente asciutte e non contaminate da microbi. Un altro fattore importantissimo è l'igiene dei piedi: sono una parte del nostro corpo che merita di essere insaponata, strusciata, sciacquata e ben asciugata alla fine di ogni doccia come avviene per le ascelle e tutte le altre parti del corpo. In particolare, ricordarsi di pulire accuratamente fra le dita e sotto la pianta, dare un colpo di bruschino sulle unghie e soprattutto asciugare bene. Chi ha abbondante sudorazione può utilizzare deodoranti specifici che riducono il sudore o bloccano quei microbi ed enzimi che lo trasformato in sostanze puzzolenti. Un’altra soluzione sono le solette di pelle che assorbono il sudore, oppure quelle impregnate di deodoranti e carboni attivi. L'uso di solette estraibili e quindi lavabili aiuterà a far durare più a lungo le scarpe.

Attenti anche a vesciche...

Ripiene di un liquido chiamato siero, le vesciche sono causate da pressioni e sfregamenti continui. È meglio non forarle per ridurre il rischio di infezioni e se c'è una rottura spontanea è preferibile non staccare la pelle, ma disinfettare bene e coprire con un bendaggio sterile. Oggi il miglior trattamento per le vesciche è con cerotti specifici, anche a marchio Coop, che aderiscono perfettamente alla vescica, formando un cuscinetto che permette di indossare le scarpe e muoversi liberamente senza dolore.

… e unghie incarnite

Se le scarpe sono troppo strette, soprattutto nella punta, ma più spesso se non abbiamo tagliato bene le unghie, ecco che ci ritroviamo con un'unghia incarnita: l'unghia cresce dentro la pelle e la pelle cresce sull'unghia provocando dolore anche a pressioni molto leggere. Come primo passo si può tentare di risolvere con pediluvi che ammorbidiscono la zona e azioni meccaniche delicate, utilizzando strumenti senza punte e comunque senza provocare ferite. Se non si vedono miglioramenti, è bene chiedere l'aiuto di un medico, che proporrà gli interventi più opportuni.


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