Diminuiscono le percentuali di piombo nei calici. Le alternative

Scritto da Carlo Macchi |    Maggio 2002    |    Pag.

Esperto di enogastronomia Uno dei pochi italiani in corsa per il prestigioso titolo di Master of Wine, rilasciato a Londra dall'omonima associazione. Scrive per alcune riviste italiane ed estere specializzate nel vino e nell'enogastronomia (Terre del Vino, Enotime, Merum). Ha condotto una trasmissione su Telemontecarlo sul cibo e sul vino, chiamata "Gnam". Curatore di Vini Buoni d'Italia, la prima guida italiana ai vini da vitigni autoctoni, alla seconda edizione.

La ricetta recita: prendete silice, sabbia, degli alcali (soda o potassa), del carbonato di calcio, dell'acido borico. Mescolate e mettete il tutto in forno molto caldo (circa 1200 gradi) ed avrete il vetro. Prodotto non molto digeribile, ma sicuramente importante per il genere umano. Ora, se a questa ricetta aggiungete dell'ossido di piombo in una percentuale di almeno il 24% otterrete il cristallo. Un bicchiere in cristallo è più elastico, più trasparente, più resistente (a parità di spessore), ha una rifrazione della luce particolare e si graffia molto meno di uno in vetro. Ed è questo il motivo per cui i calici da degustazione sono sempre in cristallo, anche se rispetto al vetro ha un problema non da poco: il prezzo.
Con i piedi di piombo
Negli ultimi anni il mondo dei bicchieri in cristallo ha rischiato di 'frantumarsi' dietro la spinta del Governo degli Stati Uniti che ha ritenuto validi degli studi (per adesso non confermati a livello europeo) relativi alla cessione nel vino dell'ossido di piombo presente nei calici in cristallo. Questi studi dimostravano che tale passaggio è possibile e quindi il Governo statunitense ha emanato norme molto restrittive a riguardo. Per questo i bicchieri in cristallo che si vendono negli Stati Uniti hanno da tempo delle percentuali molto, molto basse di ossido di piombo. Il salutismo statunitense arriva poi a vette inarrivabili in California dove, in vari ristoranti, si trovano sul menu frasi del tipo 'State bevendo in bicchieri senza ossido di piombo'.
Tutto questo non poteva non ripercuotersi anche in Europa e in Italia, dove le maggiori aziende presenti sul mercato hanno in molti casi drasticamente diminuito la percentuale di ossido di piombo presente nei bicchieri, sostituendolo con altre sostanze, come il bario. Per un acquirente italiano si tratta solo di capire che cosa va ad acquistare: se trova scritto 'Cristallo' è un vetro con almeno il 24% di piombo, se la dizione è 'Cristallino' la percentuale di piombo scende all'11% e con la dicitura 'Vetro sonoro' la percentuale scende ancora.
All'interno di questa gamma ognuno di noi potrà trovare il suo calice, con un occhio rivolto alla bellezza del bicchiere e l'altro verso il portafoglio. Tanto per dare un'idea: il peggior calice in 'vetro sonoro' costerà intorno ad un euro mentre i più bei cristalli soffiati possono arrivare anche a trenta volte tanto. Se volete il mio consiglio tenete pochi bellissimi calici in cristallo per le grandi occasioni e per tutti i giorni invece 'accontentatevi' di ottimi bicchieri in vetro sonoro o cristallino.