In attesa dei fiori di primavera, coloriamo casa e giardino con le bacche

Scritto da Càrola Ciotti |    Gennaio 2014    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Durante i grigi mesi invernali, nella lunga attesa del ritorno della primavera con la sua esplosione di colori, possiamo coltivare una serie di arbusti da fiore che formeranno, in seguito, bacche di tante varietà cromatiche: siano esse porpora, rosse, bianche o gialle, arancio o rosa, sono tutte molto decorative e creano un punto focale di attrazione in giardino o sui terrazzi, spesso spogli e desolati durante la stagione fredda.

Alcune specie, inoltre, producono bacche commestibili che si rivelano particolarmente utili nel periodo invernale quale fonte di cibo supplementare per i piccoli animali – in particolar modo per gli uccelli – che si avvicineranno volentieri per nutrirsene, dandoci, magari, la possibilità di osservarli da vicino oppure di fotografarli. In molti casi, piante di questo tipo forniscono pure ai volatili un ottimo riparo dai predatori e un efficace supporto per i nidi.

Molti di questi arbusti sviluppano un bellissimo fogliame e producono splendide fioriture in primavera-estate, cosicché avremo due stagioni nelle quali godere della loro bellezza; i fiori attrarranno molti insetti impollinatori, a tutto vantaggio dello svolgimento armonico dei cicli naturali.

AlloroSarebbe preferibile scegliere piante indigene, ma fra queste non tutte sono adatte a vivere in ambienti ristretti (lo spazio in giardino non è mai abbastanza) e quindi possiamo integrarle con specie più esotiche e meno ingombranti. Tra le specie spontanee e “nostrali” o comunque naturalizzate nel nostro paese, sono adatte allo scopo il corbezzolo, l’olivello spinoso, il ginepro, la rosa canina.

Il corbezzolo, tipico della macchia mediterranea, è sempreverde: i suoi frutti colorati, che compaiono insieme ai fiori bianchi in autunno, sono graditi in special modo ai merli. Il ginepro comune è un arbusto di grandi dimensioni; appartiene alla famiglia delle conifere ed è diffuso su tutto il pianeta da tempi remoti. Pianta pioniera, non teme avversità; le sue bacche, dette anche coccole, contenenti i semi, restano verdi per quasi un anno, poi divengono blu e restano sulla pianta per circa tre anni; da secoli si utilizzano per produrre il gin, un liquore molto apprezzato; essiccate, si usano per aromatizzare gli arrosti. Attenzione a raccoglierle perché le sue foglie sono veri e propri aculei: scuotete la pianta per far cadere le bacche.

L’olivello spinoso, diffuso dall’Europa all’Asia, è anch’esso un arbusto piuttosto grande, deciduo, che produce bacche dal colore arancio intenso con peculiari proprietà officinali: sono ricostituenti, lenitive e cicatrizzanti, e si adoperano anche per produrre succhi e sciroppi.

Arbusti globali

La Rosa canina è una delle numerose specie spontanee europee con crescita non eccessiva e abbondante produzione di frutti (cinorridi, è il termine corretto); questi, sono apprezzati in particolare da merli e cesene, che ne disperdono i semi, e da cinciarelle e verdoni che sono ghiotti della polpa esterna; inoltre, le bacche rosse della rosa canina sono utili per preparare marmellate e, in erboristeria, per produrre una tintura madre ricchissima di vitamina C, preziosa soprattutto nei mesi invernali.

Fra le specie di origine orientale (Cina o Giappone), citiamo la bella Nandina domestica, detta anche “bambù sacro” per la sua somiglianza con quella splendida pianta; è un arbusto sempreverde, piuttosto fitto, alto fino a 150 cm., di notevole valenza ornamentale in tutte le stagioni dell’anno.

Produce fiori bianchi, riuniti in grandi pannocchie, cui fa seguito l’abbondante fruttificazione di colore rosso vivo; queste bacche, tuttavia, non sono particolarmente gradite agli uccelli. La Nandina si adatta facilmente anche alla coltivazione in vaso – quindi, va bene sui terrazzi – ma si usa anche in giardino per la formazione di siepi di media altezza.

AgrifoglioSconosciute in Italia fino a qualche tempo fa, le Callicarpe sono ora molto in voga, anche nei giardini pubblici. Appartengono alla famiglia delle Verbanacee, la varietà tipica è la japonica, arbusto deciduo che produce pannocchie di fiori rosa, in estate, cui seguono un’infinità di piccole bacche tonde di color porpora-violetto, dai riflessi metallici; la varietà leucocarpa produce, invece, bacche bianche molto numerose; nonostante il colore sia inusuale per gli arbusti tipici europei, questi frutti, sono graditissimi ai nostri uccelli selvatici, tanto da non restare troppo a lungo a ornarne i rami. Le Callicarpe amano il sole; da grandi, non temono il freddo, ma durante il primo anno, in inverno, bisogna ripararle.

Di origine americana invece è l’Aronia melanocarpa, splendido arbusto deciduo di medie dimensioni con foglie ovali e fiori estivi piccoli e bianchi; le bacche autunnali, che permangono sulla pianta per tutto l’inverno, sono molto gradite ai piccoli volatili. Dal colore nerastro, coperte da cera, sono riunite in grappoli come le ciliegie e hanno un sapore simile ai mirtilli, tanto che si possono utilizzare per la preparazione di squisite marmellate.

Chiudiamo parlando della diffusa e rustica Pyracantha angustifolia, arbusto sempreverde della famiglia delle rosacee, generalmente impiegato per la formazione d’impenetrabili siepi spinose, ma che si adatta volentieri alla coltivazione in vaso, anche come bonsai; di origine euro-asiatica, richiede abbondante sole e teme solo i climi montani; se non si pota, genera bacche rosse simili a piccole mele; se vogliamo godere del colore autunnale dei frutti, lasciamola crescere indisturbata, eliminando solo i rami che creano problemi al passaggio o all’esecuzione dei lavori in giardino; in primavera i suoi fiori bianchi attireranno molti insetti impollinatori.

Foto di F. Mogonio


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