È il momento dei netbook, ovvero i pc formato bonsai. Leggerissimi, circa un chilo di peso, dalle dimensioni simili a quelle di un’agenda (con schermi che variano dai 7 ai 10,9 pollici), facilmente trasportabili, questi minicomputer sono diventati il nuovo fenomeno del mercato informatico.

Nati per svolgere attività basiche, non professionali (principalmente la navigazione su internet - sono dotati di connessione wi-fi e bluetooth -, la lettura delle e-mail e la videoscrittura), questi sfiziosi minicomputer hanno registrato un boom di vendite e il 2008 sarà ricordato come l’anno dei netbook.

Il primo ad uscire sul mercato italiano è stato l’Asus EEE pc 701, ma oggi possiamo contare una ventina di modelli.
Il prezzo di questi pc, che inizialmente era tra i 299 e i 399 euro, ha subito una serie di variazioni: il modello base è sceso addirittura a 199 euro mentre le versioni più evolute sono salite fino a 700.

Per contenere i costi in molti di questi pc è stato installato Linux (o suoi derivati), un sistema operativo open source (cioè disponibile in rete e sviluppato dagli stessi utenti del web): una scelta vantaggiosa dal punto di vista economico, ma che costringe l’utente a imparare l’uso di nuovi sistemi.

Per semplificare sono state create delle “interfacce utente” particolarmente facili e intuitive: in pratica nel momento in cui viene acceso il pc il sistema operativo propone una serie di icone descrittive che indirizzano verso le principali funzioni della macchina.

A dicembre in vendita negli ipermercati Coop


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