Adozioni a distanza, con Shimon Peres a Firenze. Tanti i progetti, un solo obiettivo: aiutare chi ha più bisogno

Col cuore e con la mente
Sarà a Firenze il 17 e il 18 novembre
, ospite della Regione Toscana e di Unicoop Firenze, ma anche di tutta la città. Una visita importante, quella del ministro israeliano Shimon Peres, indissolubilmente legata alla nuova campagna di solidarietà 'Un cuore si scioglie', un'esperienza che va avanti ormai da quattro anni.
Molti gli incontri in agenda per l'ex premier, tutti finalizzati a promuovere e a far conoscere un progetto nato dalla collaborazione tra la Fondazione per la pace che porta il suo nome e l'ospedale Meyer.
«Sono molti i bambini palestinesi che hanno bisogno di cure, ma le loro famiglie non hanno i soldi necessari per pagare l'assicurazione, obbligatoria per avere diritto all'assistenza sanitaria - dice Claudio Vanni, responsabile Relazioni esterne di Unicoop Firenze -. Alcuni medici israeliani hanno dato la loro disponibilità, ma gli ospedali hanno comunque grosse difficoltà a gestire la situazione». Fino ad oggi si è cercato di trovare una soluzione ospitando e curando i bambini in Italia. Ma ora, grazie a questo progetto, i piccoli palestinesi potranno rimanere a casa, e farsi aiutare in strutture israeliane moderne e attrezzate, con i fondi messi a disposizione dalla Regione e da Unicoop Firenze (che partecipa con un contributo di 50 mila euro).

Nel segno dell'acqua
Naturalmente questo non è l'unico progetto di 'Un cuore si scioglie Natale 2003'. Che forte dei numeri dello scorso anno - oltre 2 mila adozioni a distanza realizzate, 100 mila euro raccolti nei punti vendita, 10 mila soci e consumatori coinvolti, 800 volontari impegnati nella campagna - riparte con molti obiettivi da consolidare e nuovi traguardi da raggiungere.
Nell'anno internazionale dell'acqua, due sono i nuovi progetti legati a questa preziosa risorsa naturale di cui però molte comunità del sud del mondo non possono disporre. Il primo impegno è in Burkina Faso dove, insieme all'associazione Gvc (Gruppo volontariato civile) di Bologna, tecnici specializzati lavoreranno con la gente del luogo alla perforazione di alcuni pozzi e all'installazione di una pompa in grado di garantire acqua - e conseguentemente servizi igienici adeguati - agli alunni di tredici scuole di Thiou e Oula. In Palestina, invece, insieme all'associazione Ucodep di Arezzo, si procederà all'installazione di alcune cisterne per la raccolta, il deposito e l'utilizzo dell'acqua piovana nelle città di Betlemme ed Hebron. Sia il Burkina Faso che la Palestina rientrano in un più ampio progetto nazionale già avviato dalla Ancc (Associazione nazionale cooperative consumo).
A questi interventi se ne affiancheranno altri due, in Perù e in Brasile, gestiti in collaborazione rispettivamente con l'Arci e i Centri missionari della Toscana, sempre sul tema dell'acqua. In totale il contributo di Unicoop Firenze per la realizzazione di questi quattro progetti sarà di 400 mila euro.

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Dieci, cento, mille cuori

Un aiuto senza dubbio sostanzioso. Ma a fare la differenza è soprattutto la capacità di coinvolgere migliaia di persone, a testimonianza del forte legame che c'è tra la cooperativa e il suo territorio. Soci, consumatori, cittadini, ma anche tantissimi dipendenti. «Un monitoraggio dell'Ufficio risorse umane ha rivelato che ben mille tra i nostri addetti hanno sottoscritto un'adozione a distanza, individuale o di gruppo - sottolinea con soddisfazione Luciano Rossetti, direttore del settore soci e consumatori di Unicoop Firenze -. Un dato importante, a conferma che far parte della cooperativa significa molto di più che lavorare soltanto per una grande azienda».
La campagna 2003 rilancerà anche le adozioni a distanza già intraprese lo scorso anno, insieme a partner ormai consolidati: Arci (Perù e Filippine), Movimento Shalom (Burkina Faso), Progetto Agata Smeralda (Brasile) e Centri Missionari della Toscana (Palestina). Sarà possibile effettuare delle adozioni complete oppure partecipare con quote da 10 euro alle adozioni collettive.
Continuano nel frattempo le visite nei paesi in cui i progetti sono già stati realizzati. Alcune delegazioni di Unicoop Firenze e delle sezioni soci sono state in Ecuador - a inaugurare il laboratorio di falegnameria per i giovani della scuola missionaria di Atacames, sulla costa dell'Oceano Pacifico -, in Burkina Faso (per la realizzazione di un panificio-pizzeria a disposizione dei 250 bambini dell'orfanotrofio di Loumbila, a venti chilometri dalla capitale del paese) e in Palestina. «Quando ho incontrato quei ragazzi ho capito veramente quanto hanno bisogno del nostro aiuto - dice la presidente della sezione soci Coop di Montevarchi, Anna Cevenini, che è stata a Betlemme -. I nomi su un foglio di carta sono diventati volti di persone che ci hanno accolto con grande affetto: ed è stato bellissimo e terribile allo stesso tempo».
Nei prossimi mesi saranno organizzate altre visite ai rimanenti progetti in fase di realizzazione.

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Per la Palestina

«La Palestina ricorre spesso nei nostri progetti - dice Luciano Rossetti -. E' un paese martoriato dalla guerra, l'economia che vive sul commercio turistico è ormai strangolata e il tasso di disoccupazione dei palestinesi è altissimo. Il nostro intervento rappresenta per loro una grande speranza, e al tempo stesso è un'importante testimonianza di come sia forte la volontà, anche in una terra dilaniata dall'odio e dagli attentati, di lavorare per la pace».
Così, accanto ai due progetti già descritti, vale la pena ricordarne altri due in fase di attuazione: la costruzione e l'arredo di una scuola materna all'interno del Terrasanta College, diretto da padre Ibrahim Faltas, e la produzione di oggetti da cucina in legno d'olivo realizzati da artigiani palestinesi, sotto la guida dei 'maestri' di Scarperia.
La nuova campagna entrerà nel vivo durante i dieci giorni che precedono il Natale: dal 15 al 24 dicembre, in tutti i punti vendita Coop, saranno organizzati dei presidi per la distribuzione di materiale informativo e la raccolta delle quote da 10 euro per le adozioni collettive. Contemporaneamente saranno installati dei pannelli con foto, documenti e testimonianze su quanto è stato possibile realizzare finora grazie al cuore, davvero grande, della gente di Toscana.

CON OTTAVIA PICCOLO
Al Verdi per la pace
Lunedì 17 novembre, alle ore 21, al Teatro Verdi (via Ghibellina, Firenze) Ottavia Piccolo rivive sul palcoscenico il dolore - ma anche l'ostinata determinazione a cercare una strada alternativa alla violenza - di una madre che ha perso suo figlio, un soldato israeliano di appena vent'anni. Una storia vera, tratta dal libro "La guerra negli occhi", un invito a riflettere sulle atrocità di un odio che ha radici profonde, ma al quale non dobbiamo in alcun modo arrenderci.
Il ricavato della serata sarà devoluto al progetto-simbolo di questo impegno per la pace, che vede israeliani e palestinesi lavorare fianco a fianco.
Martedì 18 novembre, alle ore 11.30, la protagonista della storia che ha ispirato la piece teatrale, Manuela Dviri, parlerà del suo libro e della sua esperienza di donna e di madre, in un incontro aperto a tutti. L'appuntamento è al Teatro del sale, in via de' Macci a Firenze (accanto al Cibreo).
Le associazioni
Quelli del Cuore

Progetto Agata Smeralda, via Cavour 92, Firenze, tel. 055585040, e-mail: info@agatasmeralda.org

Arci Toscana, piazza de' Ciompi 11, Firenze, tel. 05526297236

Movimento Shalom, via Carducci 4, San Miniato (Pisa), tel. e fax 057142634, e-mail: shalom@leonet.it,

Uffici pastorali diocesani, via Castelguinelli 23, Figline Valdarno (Firenze), tel. 0559154156, e-mail: fiesoleup@libero.it

Gvc, via dell'Osservanza 35/2, Bologna, tel. 051580248 (chiedere di Luigi Seghezzo), fax 051582225, e-mail: gvcitalia@libero.it

Ucodep, via Madonna del Prato 42, Arezzo, tel. 0575401780, fax 0575401772, e-mail: info@ucodep.org, www.ucodep.org

www.uncuoresiscioglie.it