Valzer, polka e mazurka: da danze dell'Ottocento alla rinascita romagnola

Scritto da Giulia Caruso |    Luglio 2006    |    Pag.

Giornalista Si è formata professionalmente come collaboratrice stabile della cronaca toscana de l'Unità, redazione cultura e spettacoli, dal '90 al '97, per la quale si è occupata di musica - in prevalenza rock - moda, costume e cinema. Attualmente collabora con il Corriere di Firenze per il quale è corrispondente per la cronaca locale da Empoli, e per il mensile Rockstar. Esperta di linguaggi e culture giovanili, di viaggi e turismo, è inoltre appassionata di enogastronomia.

Cocktail di Romagna
Signore e signori, benvenuti nello scintillante mondo del ballo
popolare italiano per eccellenza: il liscio. Chi ha sempre prestato fede ad un luogo comune che lo ha relegato per anni in un purgatorio fatto di balere per pensionati, con reminiscenze a base di piadine e lambrusco, in una qualsiasi Ca' del liscio, tra Forlì e Brisighella, si sbaglia.
In Italia si balla a più non posso, soprattutto in discoteca, è vero, ma negli ultimi tempi, complice un rutilante programma televisivo, con vip travolti dalle onde di valzer e mazurke, i riflettori sono di nuovo puntati anche sul buon vecchio liscio.
L'etimologia del nome è controversa: per alcuni è legata unicamente al modo strisciato di muoversi sulla pista, tipico di alcuni balli che "lisciano il pavimento" della sala da ballo. L'origine del nome secondo altri ha le sue radici in espressioni linguistiche locali presenti nella patria indiscussa del liscio, cioè la Romagna.
«Quello romagnolo è sempre stato un popolo di ballerini: un popolo che nelle danze mette passione, fantasia, inventiva, brio - afferma il maestro Rino Capone, esperto di levatura nazionale -. In Romagna si comincia a ballare da piccoli... per non finire mai più».

Per orientarsi nel vorticoso pianeta del ballo liscio, è bene tenere presente la classificazione che a livello nazionale è stata rigorosamente voluta dagli esperti del settore e adottata ufficialmente dalla Federazione nazionale maestri di ballo. Perché da molti anni il liscio, da semplice svago domenicale danzato sulle aie e durante sagre romagnole, è diventato una vera e propria disciplina sportiva, oggetto di culto di molti appassionati e di gare a tutti i livelli. Sono state quindi definite le regole del liscio unificato, che comprendemazurka, polka e valzer. Balli non precisamente italiani, d'importazione ottocentesca, ma che ormai hanno assunto una fisionomia tutta nostrana nelle tipiche varianti regionali.

Prendiamo per esempio l'ormai illustre "liscio romagnolo", nato alla fine del 1800 grazie all'estro del violinista romagnolo Carlo Brighi, detto Zaclèn. A lui va il merito di aver aperto la prima Ca' del liscio a Gatteo, soprannominata "Il capannone Brighi". Si inaugurava così un'epoca che ha visto salire a gloria indistruttibile il ballo liscio, che ormai per tutti gli italiani rimane legato alle note struggenti di "Romagna mia", grazie a Secondo Casadei (1906-1971), detto lo "Strauss di Romagna", che nel 1928 fondò l'omonima orchestra destinata a passare alla storia del ballo. Ma fu Raul, negli anni Sessanta e Settanta, a rinverdirne i fasti e a superare i confini regionali e nazionali con chicche come "La mazurka di periferia", "Romagna e Sangiovese", "La rossa", "Tango solare", scalando le classifiche. Fino alla definitiva consacrazione internazionale a fianco di star come Gloria Gaynor, regina della dance, con cui nel '98 duettò in una struggente versione inglese di "Romagna mia". Sempre a quegli stessi anni risale l'incontro con Tito Puente, re del mambo, per dare vita al "Traballero", altro clamoroso successo in pista.

In Romagna, ma anche in altre regioni, il ballo liscio continua a conquistare nuovi appassionati, tra cui molti giovani. Studio, applicazione e allenamento sono formule imprescindibili per accedere al mondo del liscio, che è governato da regole ben precise. Figure e passi non sono così facili da assimilare per chi ha fretta. Basti pensare allo spettacolo di grazia, eleganza e virtuosismo che spesso contraddistingue le coppie di ballerini esperti. Per cui i giovani che si iscrivono a una scuola di liscio sono veramente ben decisi, anche se molti di loro sono soprattutto attratti dalla sua diretta derivazione, la liscio dance, concepita per catturare le attenzioni del pubblico giovanile. «La liscio dance si forma sulle basi del ballo liscio classico, per poi svilupparsi in motivi che permettono molte deviazioni e contaminazioni, creando un linguaggio nuovo, più aderente ai tempi moderni e al dinamismo attuale», spiegano Lisa Parra e Fabio Prunetti della "Magic Step" di Empoli, la scuola che ormai da anni diffonde la liscio dance a livello nazionale e internazionale. I due maestri sono stati campioni nazionali di questa specialità ininterrottamente dal 1992 al 1999.

A svegliare l'interesse del mondo giovanile sul liscio ci ha pensato, ancora una volta, papà Casadei, prima a fianco di Elio e le Storie Tese con la divertentissima e ironica "Terra dei cachi", e poi insieme ai Pitura Freska, gruppo reggae veneziano. Tutti insieme, gruppo e maestro, tennero una conferenza stampa sdraiati in un grande letto a dieci piazze, per lanciare la canzone "Com'è bello far l'amore", accompagnando l'operazione con tanto di video girato in un sexy shop. La tradizione continua con il figlio Mirko, che dal 2000 ha ereditato lo scettro alla guida della leggendaria orchestra Casadei, che gira ormai tutto il mondo.



Magic Step, via Berni 5/33, Empoli (FI), tel. 057178896, www.magicstep.org