Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Novembre 2015    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Lettere

Cocco bello!

Nell’“Informatore” di luglio-agosto ho letto con interesse l’articolo Alla scoperta di Cocco Bello, ma sono rimasta delusa in quanto non l’ho trovato esauriente. Infatti “fra le molteplici virtù” non vengono specificati i benefici generici per la salute apportati dall’olio di cocco, se non un solo accenno all’uso nell’industria alimentare e in pasticceria sotto forma di grasso vegetale. Poiché le informazioni via internet decantano dettagliatamente benefici per la salute apportati dall’olio di cocco (benefici al cervello, al cuore, al sistema immunitario, che ne viene rafforzato). Gradirei conoscere il vostro parere in merito, poiché penso che non sempre siano attendibili le informazioni tratte da internet e d’altra parte mi sembra strano che la vostra redazione non sia in possesso delle suddette informazioni.

P. G. - Arezzo

Un articolo di un giornale non è come la voce di un’enciclopedia che deve riportare tutto. In questo caso l’autore dell’articolo è un enogastronomo e quindi ha dato un taglio centrato soprattutto sull’utilizzo del cocco in cucina e in pasticceria. Ringraziamo per il suggerimento e abbiamo messo in conto un articolo sulle proprietà salutistiche e nutrizionali del cocco.

Dall’etichetta al libro

Oramai da mesi, sui prodotti confezionati dal reparto forno-pasticceria interno ai supermercati Coop, non figura più l’elenco degli ingredienti sull’etichetta, rimandando la lettura di questi ultimi al libro degli ingredienti. Come ribadito agli addetti del punto vendita, ritengo questo un grave passo indietro sul tema della chiarezza e trasparenza. Pensate che nel caos degli acquisti, fra carrelli e persone che spingono, un cliente possa leggersi il libro degli ingredienti, cercando fra le centinaia di prodotti stampati?

R. G. - Prato

La situazione è transitoria: stiamo lavorando a pieno ritmo su più fronti: in primo luogo per essere in linea con la nuova normativa sull’etichettatura nei tempi stabiliti e in parallelo stiamo studiando nuovi sistemi per rispondere alle esigenze dei consumatori, nell’ottica sempre di una totale trasparenza. Stiamo lavorando su altri sistemi informatici che possano agevolare la consultazione del libro ingredienti, e non per ultimo stiamo valutando se possibile inserire un’etichetta che contenga tutte le informazioni utili relative al prodotto. Stiamo già sperimentando in tre punti vendita sistemi alternativi, che speriamo diano risultati positivi.

Domande sul vincolato

Nel2014 ho sottoscritto un prestito sociale vincolato. Fra poco scadono i 18 mesi della durata del vincolo. Vorrei gentilmente sapere: mi posso recare presso la Coop per ritirare gli interessi? Gli interessi che mi saranno corrisposti saranno accompagnati da un estratto conto scalare nel momento in cui mi presento oppure mi sarà recapitato a casa in un secondo momento? Siccome in questi 18 mesi il tasso di remunerazione è variato in diminuzione due volte, e pure la ritenute fiscale sugli interessi è passata dal 20% al 26% in data 01/07/2014 vorrei avere la certezza di ciò che mi viene corrisposto. Infine vorrei sapere se fosse possibile ritirare gli interessi direttamente in contanti.

A. P. – Castelfranco di Sotto (Pi)

Alla scadenza si può ritirare gli interessi del deposito vincolato in qualsiasi nostro punto vendita con il servizio di Prestito sociale. Al ritiro degli interessi non è previsto l’emissione dell’estratto conto che avverrà solo al momento dell’estinzione del deposito vincolato con il dettaglio di tutte le somme maturate a titolo di interesse. Gli interessi maturati al 25 luglio saranno gravati della ritenuta fiscale del 26% sull’intero ammontare lordo; infatti, la vigente normativa in materia prevede che il calcolo della ritenuta debba essere effettuato con l’aliquota in vigore al momento in cui gli interessi diventano esigibili. Gli interessi sono liquidati con assegno non trasferibile o con trasferimento sul libretto. Nel caso di trasferimento sul libretto, se il nuovo saldo supera il tetto massimo depositabile per ciascun socio, attualmente 35.500 euro, la somma eccedente verrà rimborsata con assegno non trasferibile. (Anna Bucci, servizio Prestito sociale)

Pane al pane

Ho richiesto di poter accedere alla scheda del prodotto relativa al pane da un chilo. Ho chiesto in negozio e mi hanno fatto vedere due righe nelle quali ci sono scritte le stesse cose che sono in etichetta, mentre io desidero avere altre informazioni sulla panificazione: per esempio se vengono utilizzati prodotti congelati provenienti dall’estero e cotti in sede, la provenienza delle farine utilizzate e la loro lavorazione.

R. G. – Colle di Val d’Elsa (Si)

Il pane in vendita nei nostri negozi è interamente prodotto in Italia, anzi nelle strette vicinanze dei punti vendita, perché ci forniamo da piccoli fornitori locali. Il metodo di produzione è tradizionale con l’intero processo produttivo fatto nello stabilimento, senza semilavorati provenienti da fuori. Su questo la nostra legislazione è molto rigida e precisa. Inoltre tutte le ditte che producono per noi sono strettamente controllate e le farine utilizzate sono sottoposte ad analisi. Certamente la provenienza di farina non può essere tutta italiana perché, come si sa, dobbiamo importare il grano per il nostro fabbisogno. La cosa fondamentale per la sicurezza del prodotto è che la materia prima utilizzata sia conforme ai parametri legali e per questo assicuriamo che tutti i nostri fornitori applicano il loro piano di autocontrollo e effettuano i campionamenti richiesti. L’uso di farine 00 e/o doppio 0 è legato molto al gusto che vogliamo ritrovare sul pane e non è legato a parametri di sicurezza del prodotto. Ogni forno sulla base di proprie esperienze e abitudini usa farine diverse, anzi, spesso è la miscelazione fra diverse qualità che fa il pane più buono. In conclusione invitiamo a consumare il prodotto preferito in completa tranquillità e se ci sono necessità di ulteriori chiarimenti è possibile contattarci. (Rosella Rocchi, responsabile Ufficio qualità)

Senza palma

Mi chiedo perché non cominciate a vendere le merendine (e roba varia) senza olio di palma e con meno zuccheri? O per lo meno potreste sicuramente iniziare a non vendere prodotti che contengano l’olio di palma. Penso infine che come me, non ci sono molte persone che se avessero acquistato alla Coop roba più genuina, magari non si ritroverebbero a dover cercare di dimagrire….

M. C. – Vinci (Fi)

Dal 2005 abbiamo eliminato l¹utilizzo di grassi idrogenati dai prodotti a marchio Coop, per il potenziale rischio di presenza dei cosiddetti acidi grassi trans, e per quanto concerne i grassi tropicali (fra cui appunto l’olio di palma, ma anche il cocco, il palmisto) li abbiamo già eliminati da molti dei prodotti a marchio: per esempio da tutti quelli provenienti da agricoltura biologica (la linea Vivi Verde), ma anche da tutti quelli destinati ai piccolissimi (la linea Crescendo), da quella per i bambini (Club 4-10), preferendo grassi più nobili, come l’olio extravergine, i monoseme o il burro. Inoltre sono stati eliminati in diversi altri prodotti quali i pani morbidi, alcuni grissini, i plum cake con olio di girasole, i cracker con olio di mais, i canestrelli. Su molti altri stiamo lavorando per un’ulteriore riduzione. (a cura dell’Ufficio qualità di Unicoop Firenze)

Cipolle dell’altro mondo

Ieri sono andata a fare la spesa nella Coop e c’erano le cipolle salsiere dalla Nuova Zelanda (!), le cipolle biologiche (?) dall’Egitto... alla fine per comprare un sacchetto di scalogno sono dovuta andare in un altro super. Questa mail serve solo a comunicare il mio disappunto: ma come si fa a comprare le cipolle in Nuova Zelanda? Mi servo alla Coop perché c’è un certo grado di fiducia, ma se devo cominciare a guardare ossessivamente i luoghi di provenienza vuol dire che tutta la storia del supermercato che sta sul territorio è fuffa.

L. P. - Pontedera

La cooperativa è impegnata a garantire ai propri soci la qualità dei prodotti, meglio se italiani, ancor di più se toscani. Ma, laddove non è possibile, anche di altra provenienza, ma sempre nel rispetto di standard qualitativi elevati. Entrando nello specifico della lettera, effettivamente abbiamo messo in vendita per un brevissimo periodo le cipolle salsiere della Nuova Zelanda insieme ad altre varietà particolari di aglio e cipolle all’interno di un espositore a forma di mulino a vento. L’iniziativa era volta a valorizzare agli e cipolle di alcune tipologie particolari come la cipolla “salsiera” tipica della Nuova Zelanda. Diciamo che si è trattato soltanto di una iniziativa estemporanea, terminata la quale siamo ritornati ad offrire agli e cipolle esclusivamente di provenienza italiana. Per quanto concerne le cipolle biologiche, quando termina la produzione nazionale, per garantire la continuità di prodotto vengono attivate forniture di prodotto dall’estero. Va sottolineato che i prodotti biologici, per essere certificati tali, devono rispettare le stesse normative stringenti previste in merito, qualsiasi sia la provenienza del prodotto. (A cura dell’Ufficio commerciale ortofrutta)

Lavoro nero e sporco

Con riferimento alla vostra storia e all’importanza della Coop nel sistema della grande distribuzione organizzata (Gdo), vorrei chiedere la posizione del gruppo in riferimento alla filiera dei prodotti agricoli, di fronte al fenomeno del lavoro sottopagato e in condizioni disumane dei braccianti agricoli nel Sud e non solo: esiste una sorta di certificazione etica della filiera? Si possono introdurre forme di certificazione necessarie e obbligatorie per stroncare il vantaggio competitivo di produzioni in condizioni inique? Quale può essere, a vostro giudizio, il ruolo della distribuzione?

C. C. - Roma

Coop è la catena distributiva che esercita il maggiore sforzo nella battaglia per la legalità, l’etica e il rispetto dei diritti dei lavoratori, e ha su tali tematiche un’organizzazione e un sistema di garanzie specifici. Presidiamo i fornitori di prodotti a marchio Coop (nazionali e non) dal 1998 con lo standard etico SA8000 (prima azienda in Europa, ottava del mondo) integrato dal 2009 con focus specifici relativi alla sicurezza sul luogo di lavoro. Ai produttori si richiede la sottoscrizione di un codice di comportamento etico, con verifiche lungo tutta la filiera da parte di Coop: in questi anni oltre 1200 ispezioni tra fornitori e subfornitori. Nelle ispezioni sono previste interviste anonime ai lavoratori per verificare fra l’altro, il rispetto degli orari di lavoro e dei salari, nonché informazioni presso sindacati, associazioni e organizzazioni non governative, il tutto con personale qualificato e indipendente. In settori particolarmente critici, come quello degli agrumi o del pomodoro da trasformazione, i controlli coinvolgono le aziende agricole, ed effettuiamo un monitoraggio in ogni campagna produttiva. In relazione alla gravità della mancanza di tutela del lavoro, Coop decide l’esclusione dalle forniture. Negli ultimi 5 anni abbiamo espulso dal nostro circuito sette aziende agricole. L’impegno etico richiesto ai fornitori a marchio Coop è stato esteso anche ai 240 fornitori di prodotto non a marchio, con la sottoscrizione, al momento del rinnovo del contratto di fornitura, di una lettera di adesione al Progetto etico di Coop. Recentemente (giugno 2015), nell’ambito della campagna #FilieraSporca, che analizzava la filiera delle arance raccolte in Sicilia e Calabria, Coop è stata apprezzata per la gestione delle tematiche sociali; nel report finale si legge che “Coop è l’operatore più attento alla questione della responsabilità sociale”. (dal comunicato di Coop Italia)

Pesce crudo

Si sta diffondendo il consumo del pesce crudo la cui preparazione deve essere condotta osservando precise norme di carattere igienico. Richiamo pertanto l’attenzione di codesta Cooperativa sugli obblighi imposti dalla legislazione, in particolare l’obbligo per tutte le pescherie ed esercizi commerciali che vendono pesce di esporre un cartello ben visibile con tutte le informazioni utili per il consumatore con le indicazioni per la conservazione e il consumo di pesce crudo. Non mi è mai capitato di notare detto cartello nei vostri supermercati.

G. L. - Fiesole (Fi)

Rassicuriamo tutti che, come indicato dalla normativa vigente, nei nostri reparti pescheria sono presenti su una locandina a muro e a vista per soci/clienti, sia le zone di pesca (zone Fao) sia i cartelli relativi alla gestione del pesce venduto crudo. La lettera, del socio ci è servita a individuare quei casi in cui le informazioni non erano ben visibili.