Non solo buoni da mangiare, i frutti provenienti da paesi lontani possono essere anche piantati, con ottimi risultati decorativi

Scritto da Càrola Ciotti |    Dicembre 2010    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Il periodo natalizio rappresenta spesso l'occasione in cui siamo soliti concederci piccoli lussi - cibi inusuali e prelibatezze gastronomiche - che rallegrano la tavola e rendono speciale un momento dell'anno amato da tutti. Càpita allora, di acquistare anche quelle specie di frutti esotici che, per il loro gusto, distraggono il palato dai sapori abituali, e per le loro caratteristiche estetiche trovano una originale collocazione al centro tavola.

Ma c'è qualcosa di più che possiamo fare, oltre il semplice mangiarli!  Gli amanti del giardinaggio particolarmente creativi, potranno allora dedicarsi alla riproduzione delle piante di questi frutti, per dar vita a esemplari con cui decorare terrazza e giardino. Alcuni, come ananas e avocado, si possono far radicare già durante l'inverno, mentre per mango, papaya e datteri bisognerà attendere la primavera, per la semina (in ogni caso, il periodo delle feste ci dà l'occasione per preparare adeguatamente i semi).


Ananas & C.

Per far radicare l'ananas, dobbiamo scegliere un frutto non troppo maturo, con un bel ciuffo verde, senza foglie gialle o marcescenti. Si taglia il ciuffo, lasciando almeno due o tre cm. di  frutto; si ripulisce il torsolo dalla polpa e si fa seccare bene. In seguito, si pone in un vaso (che rimarrà in casa, fino alla primavera) lasciando asciutto il terreno per dieci-quindici giorni. Poi, si annaffia una volta al mese. Il ciuffo crescerà, emettendo via via nuove foglie fino a trasformarsi in un'originale pianta da giardino che predilige sole e annaffiature regolari, nel periodo estivo.

L'avocado si può riprodurre partendo dal suo nocciolo che, una volta lavato, va infilzato, sull'equatore, con tre stuzzicadenti, posti a eguale distanza fra loro; in un bicchiere con dell'acqua si adagia il seme così sostenuto - la punta del medesimo, rivolta verso l'alto - in modo che la parte inferiore peschi nell'acqua. Si consiglia di aggiungere, nel bicchiere, piccoli pezzetti di carbone vegetale (la comune carbonella da barbecue) come antifermentativo, e di cambiare l'acqua, per due terzi, una volta a settimana. Ora, non resta che aspettare! Ci vorranno quasi due mesi, prima di veder spuntare una piccola radice.

I semi di mango, grandi e belli da vedere, una volta tolti dal frutto vanno ben puliti dalla polpa, raschiandoli. Si tengono, poi, in casa ad asciugare e a primavera si interrano, con l'apice rivolto verso l'alto. Non è escluso che nascano più piantine da un solo seme: risultano molto decorative, con foglie di un bel verde brillante attraversate da una venatura più chiara.

L'ultimo e interessante "esperimento" botanico ha come protagonisti i durissimi semi del dattero, da cui nasce la bella palma che genera i nutrienti e dolcissimi frutti. Beninteso, ai nostri climi non giungeranno a maturazione, ma la pianta che otterremo diverrà, negli anni, molto grande, tanto da richiedere uno spazio tutto suo, in giardino. Prepareremo i semi, semplicemente lasciandoli seccare per una decina di giorni, poi li riporremo e li conserveremo, fino a primavera. Ai primi tepori, si raschiano energicamente con la carta-vetro (altrimenti non riescono a germinare) e, prima della semina, si lasciano in ammollo in acqua, per un giorno intero. Occorreranno molte settimane prima di veder spuntare il germoglio, ma la riuscita dell'operazione non è impresa complicata. Ricordiamo che, trattandosi di piante tropicali, il substrato in cui coltivare tutti questi semi (e il ciuffo dell'ananas) dovrà essere molto drenante. Quindi, prepareremo una miscela di terriccio universale misto a sabbia e pezzetti di carbone vegetale, in modo da scongiurare il rischio di marcescenza, che farebbe fallire i tentativi di germinazione. Dopo la semina, terremo al caldo i vasetti, mantenendo umido il terreno. In inverno, li ripareremo dalle intemperie per non correre il rischio di far gelare le radici e far morire la pianta.

 

Un ringraziamento a Claudio Nassi per la collaborazione con l'autrice di questo articolo.

Fotografie di Federico Magonio


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