Sostituito dall'Ape, ha rischiato l'estinzione. Riscoperto dagli amanti della natura

Ciuchi alla riscossa
«Per molti l'asino
è sinonimo di ottusità e testardaggine - dice Sandro Useli, presidente di un'associazione, l'Arci Asino Castello, nata proprio per tutelare e valorizzare questo animale tanto bistrattato -. Invece è un animale dolce, affettuoso e paziente. Riconosce il padrone, al quale, se viene trattato con rispetto, obbedisce incondizionatamente. Ha un carattere indipendente, ma non gli piace stare da solo. E adora le coccole».
Quando decide di impuntarsi però, non c'è davvero niente da fare. Può succedere davanti ad un torrente: convincerlo ad attraversare il fiume non è un'impresa facile. «La sua è una paura ancestrale, da animale di origine desertica - continua Useli -. E picchiarlo non serve niente».
Fino a cinquant'anni fa era un elemento prezioso per la società contadina, perché si prestava ai lavori più disparati: portava pesi, girava la mola per macinare, sostituiva il bue nel lavoro dei campi e il cavallo per cavalcare e trainare carretti. Non possederne almeno uno era pertanto una grave mancanza: gli è morto l'asino, si diceva, per indicare che a qualcuno gli era successa una terribile disgrazia. Poi l'agricoltura industriale ha trasformato il mondo rurale: e l'asino è stato sostituito dall'Ape.
«Nel giro di mezzo secolo gli asini sono passati nel nostro paese da alcuni milioni a qualche migliaio, rischiando l'estinzione», denunciano gli appassionati. Ma oggi i somari d'Italia stanno vivendo un momento di riscatto.

Ciuchi alla riscossa 2
Sorcino e crociato

Anche in Toscana, patria dell'asinello sorcino crociato del Monte Amiata, le cose stanno cominciando a cambiare. Sono molte le iniziative legate alla riscoperta di questo simpatico e longevo animale che, se ben curato, può arrivare fino a 30 anni di età.
«Mi hanno sempre affascinato questi animali dalle grandi orecchie e dallo sguardo triste - dice Lisa Conti, 25 anni, controllore zootecnico e da un po' di tempo anche allevatrice di asini -. Tutti hanno la brutta abitudine di reputarli male e invece sono animali molto intelligenti, a volte anche più dei cavalli. Hanno carattere, e una grande memoria. E sentono i temporali in anticipo, due o tre ore prima che cominci a piovere».
Lisa ha scelto gli asini amiatini, una razza 'reliquia', ovvero ad altissimo rischio di estinzione. Grigi (da qui l'appellativo di 'sorcini'), né troppo grandi né troppo piccoli, hanno il muso e il ventre bianchi, zebrature agli arti e sul dorso una caratteristica e inconfondibile croce. Un albo genealogico vigila sulla loro purezza, e per non disperdere questo patrimonio tutto toscano la Regione ha messo a disposizione degli incentivi. «Ho cominciato un anno fa - conclude Lisa -. Adesso, a Borgo San Lorenzo, ho tre fattrici, e tanta voglia di continuare».

A fieno e acqua
L'asino non è un animale molto prolifico: al termine di una lunga gestazione (12 mesi) nasce un solo puledrino (i parti gemellari sono rarissimi).
I prezzi di acquisto oscillano tra i 500 euro, per un puledrino di asino comune, e i 3 mila di un Martinafranca, una delle razze più pregiate. Il prezzo di una fattrice amiatina, di due anni e mezzo, si aggira intorno ai 2800 euro, che diventano 4 mila per un soggetto particolarmente bello e domato.
Per poter tenere un asino basta possedere un ettaro di terreno a pascolo. Mantenerlo costa poco: si accontenta di un po' di fieno (e non occorre che sia di primissima qualità) e di molta acqua (dai 15 ai 30 litri al giorno), purché pulitissima. Polveri, foglie, torbidezza gliela fanno rifiutare, anche se sta letteralmente morendo di sete. Gli piace di tanto in tanto rotolarsi nella sabbia o comunque in qualcosa di polveroso, come la cenere del camino. In cambio è utilissimo per ripulire i boschi e 'smacchiare' gli uliveti. Attenzione però ai rami più bassi: l'asino va pazzo per le foglie d'olivo!

A piedi con l'asino
E' un gruppo giovane, nato solamente sette mesi fa dall'incontro tra persone diverse, tutte però animate da una stessa passione: l'asino. Allevatori, studiosi, escursionisti, ma anche più semplicemente amanti della natura e del rapporto che da sempre lega uomini e animali. Il gruppo Arci Asino Castello (presso la casa del Popolo di Castello, via R. Giuliani 374, Firenze, tel. 055454267, useli@yahoo.it) è fondamentalmente questo, e per tutelare asini e ambiente ha scelto di affidarsi al trekking someggiato. Per il mese di ottobre l'associazione organizza quattro uscite (in gruppi di circa 15 persone, tra adulti e bambini) alla riscoperta di vecchie mulattiere lungo l'Appennino. «Camminare con gli asini ha molti lati positivi - spiega Useli -. I bambini partecipano più volentieri, e quando sono stanchi possono proseguire a dorso dei somari, dove trovano posto anche gli zaini, i sacchi a pelo, le vettovaglie... Fare trekking someggiato vuol dire quindi poter camminare senza peso sulle spalle in compagnia dei nostri amici muli, al loro passo, e in tutta sicurezza».

Curiosità
Non tutti sanno che...

Il primo campionato di calcio del Napoli calcio, nel 1927, fu un vero disastro: un solo punto in classifica, ben 61 reti incassate e solo 7 realizzate. Il cavallo, emblema della città, venne sostituito dal "ciuccio", ancora oggi simbolo della squadra.
La legge italiana ammette il consumo di carne d'asino. Anche gli insaccati di suino possono contenerla: in questo caso il produttore deve evidenziarne la presenza, stampando la lettera E (carne equina) sulla confezione.
Il mulo nasce dall'accoppiamento di un asino e di una cavalla, e di quest'ultima conserva molte caratteristiche. Dall'incontro tra un'asina e un cavallo si ottiene invece il bardotto. Entrambi sono sterili.
In Abruzzo è in fase di realizzazione un progetto per valorizzare il latte d'asina, che molti nutrizionisti e pediatri consigliano per l'allattamento di bambini allergici al latte vaccino, di soia o di capra. Info: associazione Asinomania, Eugenio Milonis, tel. 065585047 - 086447501, eugenio.milonis@libero.it).