Nel 1957 veniva pubblicato il romanzo mito di Kerouac. Presto un film

«Dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati».
«Dove andiamo?».
«Non lo so, ma dobbiamo andare».

Così in "On the road" (sulla strada), il romanzo-mito di Jack Kerouac, culto della "Beat generation". A cinquant'anni dalla sua uscita si celebra in tutto il mondo la ricorrenza con una nuova edizione, senza censure. Libro simbolo di liberazione per tutta la generazione degli anni '60, "On the Road" ha venduto nel corso degli anni oltre tre milioni di copie. Scritto nel 1951 è stato pubblicato soltanto sei anni dopo, nel 1957. La società americana del secondo dopoguerra era molto conservatrice ed i contenuti del manoscritto del giovane Kerouac, pagine piene disesso e voglia di libertà, erano troppo espliciti per quel periodo. Finalmente, il 5 settembre 1957, la Viking Press accettò "On the road" e lo distribuì in tutti gli Stati Uniti. Rapidamente tradotto in venticinque lingue, divenne un "manifesto" per i tantissimi giovani che cercavano l'alternativa all'America conformista: Kerouac, con il suo romanzo, spianò la strada ad un'infinità di ragazzi che cominciarono a ribellarsi al sistema e a cercare così un proprio modo di vivere.
"On the road" racconta di giovani beatniks in viaggio, senza sosta, lungo le sterminate strade degli Usa, desiderosi di percorrere le vie della libertà, del sesso, dell'alcool, ascoltando musica jazz ed in cerca di se stessi.
Il successo letterario di Kerouac non si è fermato agli anni '60: ogni anno, solo nelle librerie nordamericane, se ne continuano a vendere centomila copie. Prossimamente "On the road" diverrà anche un film, con la produzione di Francis Ford Coppola e la regia del brasiliano Walter Salles.

Cinquant'anni sulla strada
La strada
La US Route 66, o Mother Road, può essere definita la regina delle strade nord americane. Inizia a Chicago e dopo 4000 chilometri, tre fusi orari e otto Stati (Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California) termina a Los Angeles. Ha offerto l'occasione alla Beat generation, in particolare a Kerouac in On the road, di celebrare la vita sulla strada intesa come vagabondaggio continuo ed esistenziale nell'intento di allontanare la noia e la sofferenza.
Fu istituita negli anni '20 per dotare gli Usa di una rete stradale capace di soddisfare il crescente traffico automobilistico e il forte sviluppo dell'economia, in particolare nell'Ovest. Ma la magia della 66 va ben oltre il dato storico. Il suo spirito è profondamente radicato nel cuore degli americani: con i suoi motel dalle insegne fantasmagoriche, café, diners, drive-in, vecchi distributori di benzina della Texaco, auto degli anni '50 e le "ghost town" (città fantasma) perse nei deserti tra strade romantiche e infinite.
Nel 1994 la 66 é stata dichiarata "monumento nazionale", unica strada al mondo ad avere ottenuto questo status ed è, con le sue 2248 miglia, anche il parco più lungo mai istituito.