Una macchina trasformata in sala cinematografica: la Cortomobile

Scritto da Carlo Valentini |    Gennaio 2011    |    Pag.

Nato a Recanati nel 1955. "Figure, figurine e figuracce" sono la sua specialità, la sua passione. Fotoreporter dal 1975, ha pubblicato sulle più imporrtanti testate italiane ed europee (Epoca, Panorama, Illustrazione Italiana, Europeo, Famiglia Cristiana, Der Spiegel, Elle, The Indipendent, ecc). Convinto assertore del "vatican style" applicato alla comunicazione, ha cercato continuamente di sintetizzare nelle sue immagini "senso e visione" alla maniera dei santini di religiosa memoria. Apprezzato paesaggista e ritrattista, ha maturato le sue prime esperienze fotografiche in ambito industriale e pubblicitario. Collabora con l'Informatore dal 1996. Hanno scritto sul suo lavoro: "La Repubblica", "La Gazzetta del Bibliofilo", "L'Unità", "La Nazione", "La Citta", "Excelsior", "Progresso Fotografico", "Il Giornale", "Il Corriere della Sera", "Alfabeta", "Gioia", "Panorama".

Ai tempi delle sale cinematografiche che chiudono e della gente che si barrica in casa davanti alla tv (rigorosamente satellitare), c'è qualcuno che ancora crede alla magia della sala buia e delle tende rosso bordeaux a tener fuori la luce. E ci crede così tanto da portare quella magia nelle strade e nelle piazze, alle feste di paese come ai festival del cinema.

Francesco Azzini se non esistesse bisognerebbe inventarlo. Si definisce un «pasionario del cinema, che lavora in modo indipendente e auto prodotto, che i film se li auto distribuisce... con un'auto». Che è un'Alfa Romeo 2000 Berlina del 1974, color verde pino - la sua - trasformata in una vera e propria sala, con tanto di schermo, proiettore digitale e... divieto di fumo.

La sua Cortomobile è il cinema più piccolo del mondo (e Wikipedia certifica), e propone ai due, massimo tre spettatori per volta, accomodati sul sedile posteriore, cortometraggi per tutti i gusti: commedie per gli innamorati, cartoni per i più piccoli, horror per i coraggiosi e molto altro.

Sono già più di 5000 gli spettatori che si sono lasciati incantare, e sono molte le storie che Francesco potrebbe raccontare. Ci sono quelli che nella Cortomobile si sono innamorati. C'è il poeta in frac Carmine Donnola da Grassano, paesino in provincia di Potenza, che gli consegna un cd con una poesia di incoraggiamento da recapitare a Francesco Nuti. C'è lo stupore dei bambini ai quali sembra di salire su una macchina del tempo.

Sottile il confine con il pittoresco, ed è forte la tentazione di considerare la Cortomobile una trovata un po' naif. «A un certo punto sono andato in crisi e volevo smettere - racconta - perché mi sembrava di aprire e chiudere le portiere, di fare un po' il giostraio. Poi mi sono reso conto che rappresento un sogno, un sogno collettivo. C'è da un lato l'obiettivo di riuscire a realizzare il mio film, quello che andrà nelle sale, e che avrà successo. Dall'altro mi è stato anche fatto notare che quelle portiere le apro e le chiudo su un mondo. E ho capito che questa è la mia vita».

Il sogno di Francesco è fare il suo film, e non sappiamo se riuscirà mai a realizzarlo (non certo con gli incassi della Cortomobile: 2 euro il ticket simbolico); di sicuro in molti hanno sognato sui sedili della sua Alfa 2000.

Pronto intervento Cortomobile al 3334383513, o sul web www.cortomobile.it.


Fotografie di Carlo Valentini