Quale, quanto e quando: i consigli per una giusta concimazione

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2011    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

La coltivazione di un orto e il giardinaggio implicano necessariamente una particolare attenzione a tutti quei lavori che, nel corso della stagione, occorre svolgere per assicurarci buoni risultati e ripagarci del nostro impegno. Semina, trapianti, potatura, irrigazione, sono solo alcune delle azioni che rivestono un'importanza specifica per l'ottima riuscita delle colture ed è, quindi, importante approfondire la conoscenza di ogni singola fase. Un aspetto fondamentale nella cura delle piante, sia alimentari sia ornamentali, è quello della concimazione. A questo proposito, il mercato offre una gran varietà di prodotti tra cui, spesso, è difficile orientarsi.

Organici o chimici
Innanzitutto è indispensabile distinguere tra i due tipi fondamentali di nutrimento per le nostre piante: i concimi organici (cioè naturali e "bio") e quelli inorganici o minerali (cioè chimici, non ammessi nella coltivazione biologica). La lista dei concimi naturali è lunga e quanto mai curiosa: dal conosciutissimo stallatico, usato dai tempi più remoti e sempre valido alleato di una coltivazione sana e rigogliosa, alla pollina, la cornunghia, la torba di sfagno, il sangue di bue, i lupini, la farina d'ossa e - ancora - il cuoio, il cascame di lana, le piume, la fuliggine, la cenere di legna. I concimi chimici, invece, contengono sostanze che riproducono, sinteticamente, tutti i macroelementi e microelementi contenuti nei concimi organici. Ai macroelementi, che costituiscono la base di tutti i tipi di nutrimento, appartengono: azoto, fosforo, potassio; i microelementi quali ferro, manganese, zinco, rame, sono presenti in tracce.

Ogni macroelemento svolge una funzione diversa sullo sviluppo delle piante: l'azoto agisce sulla parte apicale, aiutando quindi la crescita in altezza; il fosforo, funge da correttivo del terreno e aiuta le piante dal punto di vista ornamentale, donando bei colori e favorendo la formazione dei fiori; il potassio, invece, agisce sulla parte basale delle piante, aiutandole a superare gli stress idrici e rinforzando le parti legnose, rendendole elastiche e più resistenti. Il potassio è utilissimo anche nella coltivazione delle bulbose, come narcisi o giacinti.



Le caratteristiche
Un'ulteriore caratteristica dei concimi è quella legata alla loro velocità di azione. Ne esistono due tipi: quelli ad azione pronta e quelli a lenta cessione, che hanno una maggiore permanenza nel terreno. I primi agiscono velocemente e si devono utilizzare più spesso, mentre i secondi rilasciano gli elementi nutritivi più progressivamente. Per tutti i tipi di fertilizzanti l'etichetta sulla confezione indica, in genere, il tempo di rilascio e quindi della frequenza di utilizzo. È utile sapere che i concimi di tipo organico sono considerati tutti a lenta cessione, perché rilasciano gradualmente nel tempo i loro elementi nutritivi. Al momento di scegliere quale concime utilizzare dovremo orientarci nella vasta gamma di prodotti che il mercato offre. Se quelli organici si trovano spesso nella loro forma originaria, è comunque possibile reperirli anche sotto forma di pellet o crusca: sono molto pratici e facilmente utilizzabili.

Anche per i concimi minerali esiste un'ampia scelta: si va dai granuli di molti colori e dimensioni diverse, alle compresse da inserire nel terreno, alle polveri, fino alle soluzioni liquide. È importante considerare che i tempi e i modi di concimazione variano secondo la stagione e la tipologia di piante che coltiviamo.

A ciascuna il suo
Non a caso, vi sono concimi specifici per piante fiorite, acidofile, piante verdi e così via. Durante l'inverno, ad esempio, chi vuole impiantare un orto, preparerà il terreno con letame stagionato, per aiutarlo a ricevere le piante in primavera, senza "bruciarle". Il letame fresco, infatti, deve maturare per almeno sette-otto mesi, interrato e con aggiunta di paglia: solo al termine di questo periodo di riposo e fermentazione, raggiungerà la giusta concentrazione di elementi nutritivi. Sempre in inverno, quando la maggior parte delle piante è a riposo e anche le esigenze idriche diminuiscono, se somministriamo un concime a pronta cessione in forma liquida, da diluire, sarà sufficiente usarlo una volta al mese. Quando inizia la primavera e le piante "ripartono" con nuovi getti, si concima ogni 15-20 giorni sino a fine estate. Ricordiamoci che se usiamo questi concimi liquidi, per altro molto pratici ed efficaci, è bene somministrarli nella seconda innaffiatura, riservando alla prima la sola funzione di inumidire il terreno, preparandolo a ricevere (e trattenere) le sostanze nutritive fornite con l'irrigazione successiva. Il rischio di dilavamento (cioè, la perdita delle sostanze nutritive che se ne vanno assieme all'acqua con cui irrighiamo) è sempre presente; per questo si concima di più quando il bisogno d'acqua è maggiore e meno spesso quando si annaffia di rado.

Per un orto in campo o in terrazzo e per le piante ornamentali perenni, coltivate in piena terra, è sicuramente da preferire la concimazione organica, non fosse altro che per motivi ecologici e di salute. Quella inorganica si rivela, invece, più efficace per le piantine annuali, o perenni in vaso, che ogni stagione abbelliscono i nostri spazi all'aperto, e che reagiscono meglio ai trattamenti minerali. L'ultima nota riguarda i cosiddetti coadiuvanti: solfato di ferro, chelato di ferro, solfato di allume. Tutte queste sostanze sono utilissime per le colture ornamentali: i "ferrosi" prevengono - o curano - la clorosi ferrica, aiutando a mantenere il colore delle foglie verde scuro, rendendole corpose e di aspetto sano. L'allume di rocca serve a colorare i fiori delle ortensie di blu, azzurro, rosso. Si utilizzano a partire dal mese di gennaio, fino ad aprile, diluendoli nell'acqua per innaffiare, somministrandoli ogni quindici giorni.

L'intervistato è Marco Bianchi, giardiniere presso l'Orto Botanico di Firenze. Un ringraziamento ad Agraria del Chianti, Tavarnelle Val di Pesa.

(Le foto dell'articolo sono di F. Magonio)

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