Delizie nipponiche e brasileire al Centro*Sesto. Una fresca vetrata sulla piana, con alle spalle Monte Morello

Scritto da Silvia Gigli |    Luglio 2004    |    Pag.

Giornalista E' nata e vive a Firenze ma è per metà senese. Ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo giovanissima, collaborando con quotidiani come La Città, Paese Sera e numerosi mensili toscani. Ha lavorato al quotidiano Mattina, allegato toscano dell'Unità, fino al '99, poi al Corriere di Firenze, infine caposervizio delle pagine dell'Unità in Toscana. Scrive sull'Informatore dal 1990.

Cibo diveretente
Su un lungo tavolo di legno
scorrono piccole e invitanti ciotoline colorate colme di delizie giapponesi e voi, seduti al vostro tavolo, siete intenti a scegliere quelle che vi seducono di più. Non solo. Pensate ad un bancone colmo di specialità brasiliane, dalla fejoada al bobo de camarao, e piatti da riempire a vostro gradimento.
Non è il sogno di un incallito mangione, ma la realtà di due nuovi ristoranti del Centro*Sesto, che accoglie l'Ipercoop aperto dall'autunno scorso. Si chiamano "Oh Sushi" e "Papaya" e si annunciano come le novità più vivaci della ristorazione nella zona di Firenze e dintorni.

Nella piazza virtuale del centro commerciale, i due nuovi arrivati hanno portato con sé il vento caldo della novità e dell'esotismo, non solo in fatto di cibo.
I signori di "Food for fun" - la società che gestisce i due ristoranti che, tradotto alla lettera, suona come "cibo per divertimento": praticamente una dichiarazione d'intenti - hanno congegnato un raffinato sistema di ristorazione e intrattenimento che vede nel bar tropicale uno dei suoi fiori all'occhiello.
Un lungo bancone si snoda sinuoso dal locale fino a metà della piazza e si immerge in una specie di giungla tropicale fatta di piante frondose, luci sapienti e suadente musica di sottofondo.
Il bar, aperto dalla mattina fino a tarda sera, offre bibite, spuntini veloci per la "pausa pranzo" e, nel tardo pomeriggio, un vero e proprio happy hour per i giovani e i meno giovani che amano il rito dell'aperitivo.

Ma la vera novità è "Oh Sushi" (tel. 0554484418), o meglio il kaiten sushi restaurant, un sistema di ristorazione che funziona come un'iper-tecnologica catena di montaggio del gusto con, in cucina, maestri giapponesi dell'arte antica del sushi e del sashimi che tagliano strisce sottili di pesce freschissimo per poi prepararlo in elaborate coreografie gastronomiche, tutte preparate in tempo reale.
La curiosità sta nel fatto che ogni ciotolina di diverso colore corrisponde ad un prezzo differente. Il cliente sa, grazie ad un menù multimediale, che le pietanze contenute nelle ciotoline verdi costano 1,80 euro, in quelle blu 3 euro fino al massimo di 4,50 euro di quelle rosse. Al termine della cena, alla cassa si fa la somma delle ciotoline "consumate" e il gioco è fatto.
In un'atmosfera soft, con tovagliette di leggero bambù, vasetti di ceramica del sol levante e un maxischermo di 80 metri quadrati sul quale vengono proiettate immagini legate alla cultura giapponese, una cena tipo può costare al massimo 18 euro.
Lo stesso dicasi dell'adiacente locale brasiliano nel quale tutto costa 2,20 euro all'etto, dalle puntine di maiale (costelinha) alla piranha (il manzo alla brasiliana) passando per fresche insalate di gamberi, zuppe di pesce e involtini di prosciutto. Si riempiono i piatti, si pesa, si paga e via al tavolo.
Il ristorante giapponese conta su un'ottantina di posti a sedere (di cui 60 al bancone-tapis roulant), quello brasiliano su un centinaio.

«La scommessa che abbiamo fatto è stata quella di offrire ai consumatori cibo di qualità e insieme ad esso un piccolo assaggio della cultura del paese da cui proviene - spiega Aldo Cursano di Food for fun -. Il cibo giapponese è molto impegnativo e il pesce deve essere freschissimo».
Il segreto di questi locali sta nel prezzo molto inferiore alla media di ristoranti della stessa tipologia. Non solo. I patron di Food for fun stanno pensando a serate a tema per le famiglie, con formule speciali che le facciano avvicinare a questo tipo di ristorazione senza pesare sul loro portafoglio.
"Il valore aggiunto di ambienti come questo sta nell'estrema praticità di fruizione - spiega ancora Cursano -. Qui intorno non ci sono abitazioni, si può fare musica dal vivo senza problemi e il parcheggio è enorme, praticamente un sogno per chi, come noi, si dibatte con la penuria di posti auto nel centro storico di Firenze. Sono convinto che questi siano i luoghi di aggregazione del futuro, soprattutto se sanno coniugare qualità e prezzo, come stiamo cercando di fare noi".
Il loro motto? Sushi per tutti!

AL CENTRO*SESTO
Quelli della notte

Ad aver congegnato l'idea lo spazio dedicato alla ristorazione etnica presso il Centro*Sesto sono i quattro soci di Food for fun, tre fiorentini e un giapponese.
I tre fiorentini sono personaggi noti in città per aver dato vita a realtà importanti come il ristorante Maracanà, uno dei capisaldi della cultura brasiliana a Firenze, lo Space Electronic e il Caffè Le Rose.
Il socio giapponese è un esperto di rapporti fra l'Italia e la sua terra d'origine e garantisce sulle forniture delle materie prime doc per il ristorante nipponico in cui lavorano dieci persone, la maggior parte giapponesi.
Ma siccome la piazza non vive di solo cibo, quelli di Food for fun hanno pensato bene di animarla con una serie di iniziative musicali e culturali capaci di attrarre in zona molti giovani, soprattutto nelle ore serali.
Insieme a Riccardo Chiarini, noto organizzatore delle notti fiorentine, attuale socio del Caffè Negroni in pieno centro storico, per tutta l'estate hanno organizzato concerti dal vivo di gruppi musicali che fanno cover di grandi artisti, dagli U2 ai Rolling Stones, serate dedicate al jazz e alla musica d'autore e appuntamenti fissi con la musica latinoamericana, con gli europei di calcio e le olimpiadi.