Nutrirli bene, è importante per la salute dei nostri amici a 4 zampe

Scritto da Silvia Amodio |    Aprile 2015    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Foto di S. Amodio

Animali domestici e uomo sono uniti nella buona e nella cattiva sorte. Se da un lato, infatti, pure loro beneficiano del nostro benessere, dall’altro si fanno carico anche del rovescio della medaglia.

La loro vita media si è allungata, come quella umana, ma come per noi anche negli animali sono comparsi una serie di disturbi che fino a qualche tempo fa sembravano essere una prerogativa di noi comuni mortali.

Da quelli psicologici e comportamentali, come l’ansia, la paura, la depressione, la sindrome d’abbandono, a quelli clinici. Anche loro, infatti, hanno il diabete, sono obesi, hanno molte intolleranze alimentari, tumori in aumento, problemi legati alla sterilità, infiammazioni varie e via discorrendo.

Abbiamo chiesto a Sergio Canello, veterinario esperto in patologie legate all’alimentazione, di aiutarci a capire come mai i nostri animali hanno così tanti problemi.

L'intervistato Sergio Canello - Foto di Nuova Fotografia di Conselve

«Penso che un buon numero di voi rimarrà perplesso quando vede che collego molti disturbi all’alimentazione, ma il principio è molto semplice: l’organismo è come una vettura che, per andare bene, deve avere un carburante completo e privo di sostanze estranee. Inquinanti, carenza di omega3 e un sistema immunitario devastato costituiscono la miscela esplosiva che provoca una miriade di patologie.

Allergie e intolleranze alimentari sono in continuo aumento sia nell’uomo sia nei cani e nei gatti, la causa sembra essere strettamente collegata all’enorme aumento di sostanze inquinanti (xenobiotici) presenti nell’ambiente e nella catena alimentare. L’allevamento intensivo, proprio per la caratteristica di ammassare numerosissimi animali in spazi molto ristretti, richiede l’uso continuo di farmaci, ammessi dalla legge, che impediscono alle malattie di svilupparsi, ma che si rivelano molto dannosi quando se ne consuma la carne».

«Chi ha vissuto la sua infanzia nel dopoguerra – prosegue lo studioso - può confermare che, in quel periodo, le intolleranze alimentari non esistevano e che le allergie erano enormemente meno frequenti e avvenivano esclusivamente nella prima infanzia o nell’adolescenza.

Foto di S. Amodio

Ora compaiono a tutte le età e non è raro riscontrare la comparsa improvvisa di tali fenomeni anche in persone di 70 o 80 anni e in cani o gatti di 10, 12 anni o più. La spiegazione è semplice: ogni individuo ha una specifica capacità di assorbire tali veleni. Superata questa soglia, compaiono le allergie e/o le intolleranze».

Purtroppo sono aumentati anche i tumori che possono svilupparsi da infiammazioni causate proprio da una cattiva alimentazione, e Canello sostiene che questo fenomeno ha una nascita ben precisa: «ancora una volta il periodo critico è quello immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.

Esiste un nesso fortissimo - prosegue - fra l’aumento dei tumori e l’inizio dell’uso massivo e indiscriminato delle più diverse sostanze chimiche e farmacologiche, inizio datato proprio negli anni ‘50. Da un milione di tonnellate di sostanze chimiche di sintesi prodotte negli anni ‘40 si è arrivati, in pochi decenni a circa 300 milioni di tonnellate, sostanze che, riversate nell’ambiente, si accumulano a quelle degli anni precedenti, inquinando tutto e tutti».

Per alimentare i nostri animali, sia con ricette fatte in casa sia con cibo già confezionato, dobbiamo cercare di ridurre al minimo il rischio cercando materie prime di buona qualità. Il veterinario ci consiglia di utilizzare sempre carne biologica che non proviene da allevamenti intensivi, va bene anche la carne di pecora e pesce pescato in mare, inoltre dobbiamo sempre prestare attenzione alle etichette quando si comprano prodotti già confezionati.

Pet Food - L’alimentazione del cane: il parere dell’esperto. Dal TG5 del 9 marzo 2015 durata 1' 54"