Alla ricerca dei nutrienti che migliorano la salute

Scritto da Alma Valente |    Luglio-Agosto 2016    |    Pag. 44,45

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Disegno di Lido Contemori

Nutraceutica

Da millenni molte civiltà orientali prevengono e curano le malattie con gli alimenti; in questo la medicina tradizionale indiana Ayurveda è la prima: risale a 5000 anni fa.

Anche in occidente oggi fiorisce lo studio degli alimenti benefici per la salute umana. Il termine nutraceutica, ideato dal dottor Stephen De Felice nel 1989, si riferisce proprio alla disciplina che studia l’effetto dei nutrienti sull’uomo.

Qual è la differenza fra nutrienti e alimenti?

«I nutrienti - risponde il professor Carlo Maria Rotella, ordinario di Endocrinologia e direttore della Scuola di specializzazione in Endocrinologia e malattie del metabolismo dell’Università di Firenze - sono sostanze che assumiamo mangiando e che hanno una funzione insostituibile nel metabolismo degli organismi viventi; per alimenti intendiamo tutto ciò che assumiamo con il cibo per garantire il nostro sostentamento».

Dove si trovano i nutrienti e in che quantità vanno assunti?

«I nutrienti si distinguono in macro- e micro-nutrienti. I primi sono rappresentati da carboidrati, proteine e lipidi, gli elementi che stanno alla base dell’alimentazione e devono essere assunti in quantità superiori alle decine di grammi ogni giorno. I secondi, invece, sono sostanze che introduciamo in quantità inferiori al grammo al giorno, ma sono indispensabili per le funzioni vitali».

La ricerca ha fatto dei grandi progressi e si sente spesso parlare di queste sostanze; ci può dire quali sono le più importanti?

«La risposta è difficile, perché tutte sono importanti. La famiglia più numerosa è quella dei polifenoli, costituita da più di 5000 sostanze, presenti maggiormente nel mondo vegetale. Sono antiossidanti naturali che contrastano la formazione di radicali liberi durante il processo di utilizzo dell’ossigeno a livello cellulare. Sono utili nella prevenzione delle complicanze del diabete e dell’obesità, delle malattie del metabolismo lipidico, della comparsa dell’arteriosclerosi, delle malattie cardiovascolari, ma anche dei tumori».

In quali alimenti sono maggiormente presenti i micro-nutrienti?

«I frutti che ne contengono quantità elevate sono i mirtilli, le more, i lamponi, i melograni, le fragole, l’uva rossa e le prugne. In minor misura sono presenti in alcune verdure come gli spinaci, i peperoni rossi, i broccoli, i cavoletti di Bruxelles, le melanzane e gli asparagi. Discrete quantità sono anche nel tè verde, nel vino rosso e nella cioccolata».

E delle altre famiglie di micro-nutrienti cosa ci può dire?

«Ve ne sono altre quattro, ma credo che meriti parlare solo delle fibre alimentari e dei carotenoidi. Le prime, presenti in verdure, legumi e cereali integrali, non rappresentano una fonte di calorie, ma svolgono effetti funzionali e metabolici importantissimi: aumentano il senso di sazietà, migliorano la funzionalità intestinale e i disturbi ad essa collegati, quali stipsi e diverticolosi; un adeguato apporto giornaliero di fibre riduce il rischio di malattie cronico-degenerative come i tumori del colon-retto, il diabete, l’obesità, l’ipercolesterolemia e le malattie cardiovascolari.

I carotenoidi sono pigmenti organici che si trovano nelle piante e nelle alghe; se ne conoscono più di 600 tipi. Nei vegetali concorrono al processo della fotosintesi clorofilliana, mentre negli animali agiscono come anti-ossidanti. A questa classe appartengono i licopeni, di cui sono ricchi i pomodori, e i caroteni presenti soprattutto nelle carote, da cui il nome. Dalla degradazione dei caroteni deriva il retinolo, meglio noto come vitamina A. I betacaroteni, i micro-nutrienti più importanti di questa famiglia, sono presenti anche in spinaci, lattuga, zucca, melone, peperoni rossi, albicocche e broccoli, per nominare i più importanti. L’effetto anti-ossidante dei carotenoidi produce azioni preventive e curative sulle stesse malattie metaboliche descritte per i polifenoli».

Questo spiega perché i nutrizionisti raccomandano l’assunzione di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno.

«Certamente. Purtroppo questa sana abitudine è poco diffusa nella popolazione».


L'intervistato

Carlo Maria Rotella

Endocrinologo

Abbronzatura / Il cibo che aiuta

Fotografia di D. Tartaglia

Con l’estate splende il sole e vien voglia di tintarella. Cosa dobbiamo fare per averne i benefici e ridurne i danni? Ce lo dice la dottoressa Alessandra Nocentini, farmacista.

«Una corretta abbronzatura passa attraverso un’alimentazione equilibrata e l’uso di integratori. Gli integratori vitaminici per abbronzarsi in sicurezza contengono betacarotene, che ha due effetti indipendenti sull’uomo: è fonte di vitamina A e previene gli effetti pericolosi dei radicali liberi. Il betacarotene, grazie all’attività anti-ossidante, eleva il livello di soglia di comparsa dell’eritema solare e protegge dalle scottature. Per svolgere la sua azione, il betacarotene deve essere presente nel luogo di formazione dei radicali in concentrazioni adeguate. Questo carotenoide non sostituisce le creme solari, in caso di intensa esposizione, ma è complementare ad esse. Un regolare apporto di betacarotene può aumentare del 50% l’attività foto-protettiva dei filtri solari. L’‘azione trappola’ dei radicali liberi svolta dal betacarotene è sinergica con quella della vitamina E nel proteggere la pelle in condizioni di intensa luce e calore e ostacola l’ossidazione della vitamina C che partecipa alla sintesi del collagene, mantenendo tono e compattezza della cute. Oltre a queste sostanze, negli integratori possiamo associare gli omega 3 che aiutano a mantenere l’elasticità delle membrane cellulari».

L'intervistata: Alessandra Nocentini, farmacista

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