Incrementare la cultura scientifica e tecnologica. Gli sbocchi occupazionali. A Sesto un laboratorio d'avanguardia

Scritto da Laura D'Ettole |    Gennaio 2008    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

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Da queste parti la scienza ha tradizioni antiche, ed è lì a ricordarcelo il Gabinetto di Fisica inaugurato da pochi mesi a Firenze. In via Giusti, nelle sale del 1891 e con arredi originali dell'epoca, si può visitare la più importante collezione italiana di strumenti ottocenteschi per lo studio e la didattica della fisica. Vi si trovano marchingegni sofisticati come l'apparecchio di Cailletet per liquefare i gas; ma anche i cosiddetti "strumenti della fisica divertente", che consentono esperimenti curiosi. Tipo il "tagliaméla" che, come dice il nome, consente di estrarre il torsolo di un frutto grazie alla pressione atmosferica.

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Crisi di vocazioni
Il Gabinetto di Fisica nasce all'interno dell'Istituto tecnico toscano, fondato da Leopoldo II nel 1850 con intenti didattici e sperimentali, e fu il primo politecnico nazionale interamente dedicato alla scienza e tecnologia. Nel 1800 i docenti ritenevano fondamentale che gli studenti conoscessero la scienza e la tecnologia degli strumenti di uso comune, e non si badava a spese per dotarsi dei pezzi di ultima generazione, più raffinati e meglio equipaggiati. Ma cosa accade oggi? Che ne è della cultura scientifica a Firenze, e quale interesse hanno gli studenti nell'approccio a queste discipline?
«In Italia scienza e tecnica sono poco considerate: i nostri studenti sono fra i più deboli in matematica e questa per il nostro paese è una mancanza altrettanto grave quanto l'evasione fiscale». È questa la poco rassicurante sentenza di Luigi Berlinguer, ex ministro della Pubblica istruzione, oggi presidente del gruppo di lavoro interministeriale per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica. Sembra un vero e proprio paradosso in un paese che nel passato ha fatto nascere alcuni dei più grandi ingegni della storia della scienza. Perché questa crisi di "vocazioni"? «Si tratta di un fenomeno non solo nazionale, ma mondiale. Ad esempio, negli Stati Uniti alle facoltà scientifiche si iscrivono sempre meno americani e sempre più cinesi. La società è cambiata: questi sono considerati studi difficili e impegnativi e si preferiscono indirizzi più "spendibili" - dice il preside di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'università di Firenze Paolo Marcellini -. Oggi, per esempio, abbiamo la metà dei laureati rispetto agli anni '90». Allora, a Firenze, gli iscritti al primo anno dei corsi di laurea in matematica, chimica e fisica erano circa 150 per ciascun indirizzo. Sono crollati ad una quarantina nel 2000, per poi risalire un poco in questi ultimi anni: nel 2007 erano circa un'ottantina (si consideri che a psicologia le domande di iscrizione lo scorso anno sono state oltre un migliaio) su un totale di poco più di tremila iscritti agli 11 corsi scientifici di laurea di primo livello. Alcune di queste discipline tuttavia stanno esercitando un fascino crescente sui giovani: le biologie (circa 300 iscritti al primo anno) e le biotecnologie (oltre 180). È già inversione di tendenza?
«L'Unione europea sta chiedendo a tutti gli stati membri di incentivare le iscrizioni alle facoltà scientifiche», fa sapere Marcellini. In Italia ad esempio viene rimborsato il 50% del totale delle tasse d'iscrizione a tutti coloro che dimostrano di frequentare i corsi, mentre la Regione Toscana stanzia contributi particolari per le studentesse.
Il mercato del lavoro, inoltre, per molte di queste discipline è ancora effervescente: «In molti casi i nostri laureati trovano quasi subito lavoro. È abbastanza vivace la domanda nel settore pubblico: i Comuni chiedono laureati in informatica; la sanità laureati in fisica per gestire macchinari sempre più complessi». Senza contare che chi ha una laurea in matematica in tasca è "corteggiato" senza sosta da banche e assicurazioni. Cambia un po', anzi molto, lo scenario per un giovane affascinato dalla ricerca scientifica pura.

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Sotto la torre Eiffel
Da qui sono passati a vario titolo ben tre premi Nobel negli ultimi anni ed è uno dei più quotati istituti di ricerca a livello europeo. Si tratta del Lens, ovvero il laboratorio europeo di spettroscopie non lineari, sicuramente una delle massime eccellenze del Polo scientifico di Sesto Fiorentino. Da qui negli ultimi anni diversi cervelli sono partiti per arricchire istituti di ricerca a livello europeo. Il problema è che molti vanno, pochi tornano, e nonostante l'intenso interscambio di ingegni con il network scientifico internazionale, nessuno (o quasi) viene da noi per restare.
«Il laboratorio nasce nel 1991 con una vocazione multidisciplinare. Chimici e fisici indagano sulla materia utilizzando la luce, il laser in particolare», afferma il direttore del Lens Roberto Righini. "Non lineare", spiega, si riferisce all'utilizzo delle sorgenti laser con tecniche che consentono di ottenere informazioni e immagini altrimenti non reperibili. È un modo di investigare sulla materia, che trova la sua applicazione in campi molto diversi: dai sistemi biologici a quelli fisici. Nei 16 laboratori del Lens i ricercatori sono un'ottantina: chi lavora su cavie si trova nella stanza a fianco di chi è impegnato su problemi di fisica atomica più sofisticata. Il Lens ha un ricco bilancio da destinare alla ricerca se paragonato alla media italiana: 2,2 milioni di euro, un terzo dei quali di provenienza statale. Altri fondi provengono da contratti di ricerca e formazione dell'Ue, o da partner del calibro dell'Agenzia spaziale europea (Esa) e di quella italiana (Asi), o dall'Istituto nazionale di fisica nucleare. Oggi ai giovani ricercatori del Lens viene offerta, oltre ai corsi di dottorato, la possibilità di lavorare con contratti a tempo determinato, «con buone possibilità di studio per 4 anni per andare all'estero e acquisire competenze». Al momento gli italiani a contratto post dottorato sono 13: il triplo rispetto ad altri dipartimenti scientifici. Non pochi, visto che ogni anno a Firenze ne abbiamo circa 30/35 in chimica e altrettanti in fisica. Ma c'è una nota dolente: «Purtroppo diamo ai borsisti salari legati agli scenari italiani, molto al di sotto degli altri paesi: la metà di un tedesco o un francese, un terzo rispetto alla media europea». È un limite sostanziale che ostacola l'arrivo di giovani stranieri: «bisogna fare i salti mortali per garantire loro condizioni accettabili. E i nostri migliori ce li prendono». Nel campo della fisica e della chimica, un terzo dei posti dati a giovani del Cnrs francese sono italiani (almeno 4 o 5 del Lens). Molti altri vanno in Olanda.
Il problema è che la strada è a senso unico.



MASTER UNIVERSITARIO
Super laurea in cooperazione
Un master alla facoltà di Economia. Iscrizioni entro il 30 gennaio

La facoltà di Economia dell'Università degli studi di Firenze, insieme a Legacoop Toscana e Scuola Coop Istituto nazionale di formazione, organizza per l'anno accademico 2007/2008 un master universitario di 1° livello in "Organizzazione e management delle imprese cooperative". Il master prevede 440 ore di didattica in aula e 300 ore di stage presso aziende cooperative: l'obiettivo è formare figure professionali per eventuale inserimento in ruoli di elevato livello all'interno delle imprese stesse.

Il costo del master è di 3.500 euro e sono previste borse di studio per gli studenti meno abbienti e più meritevoli.

La data di presentazione delle domande di ammissione scade il 30 gennaio 2008.

Le lezioni inizieranno il 21 febbraio 2008 e si terranno nelle giornate di giovedì pomeriggio, venerdì e sabato mattina.

Per informazioni relative ai requisiti di accesso al master, alle modalità di iscrizione e selezione scrivere a impresa.cooperativa@unifi.it oppure rivolgersi alla segreteria amministrativa post laurea, via Micheli 30, Firenze, tel. 0552756602, e-mail: postlaurea@adm.unifi.it
A Scienze matematiche, fisiche e naturali di Firenze ha insegnato (seppure solo dal 1924 al 1926) Enrico Fermi. Vi sono stati iscritti, fra gli altri, l'alpinista Ardito Desio, l'orientalista Fosco Maraini, l'astrofisica Margherita Hack.

Le visite guidate al Gabinetto di Fisica vengono effettuate l'ultima domenica di ogni mese e sono consigliate alle persone adulte. Info e prenotazioni: Planetario, tel. 0552343723, dal lunedì al venerdì orario 9-15, www.fstfirenze.it