I simboli di tossicità e di pericolo per i prodotti di uso domestico

Scritto da Monica Galli |    Febbraio 2014    |    Pag. 18

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

C’è chi sceglie il proprio prodotto per il packaging o la pubblicità accattivante, chi in base al prezzo, chi li ha provati tutti e “come pulisce quello non ce ne sono!”.

Ma regola importante in tutti i casi, spesso sottovalutata, è informarsi bene sulle modalità di uso perché ogni prodotto è in realtà una miscela di sostanze chimiche che possono avere un effetto negativo sulla salute nostra e dei nostri cari.

La normativa

L’obiettivo delle norme europee che ne regolamentano la produzione e la vendita è garantire che tutti i prodotti disponibili sul mercato europeo siano sufficientemente sicuri sia per gli utilizzatori finali che per l’ambiente; questo non vuol dire che sono escluse dalla formula molecole pericolose, ma che il consumatore deve essere informato sui pericoli e i rischi che corre, e quindi anche su come usare in sicurezza il prodotto.

Gli strumenti a disposizione sono sostanzialmente due: l’etichetta sulla quale sono riportate tutte le informazioni ritenute necessarie dai legislatori e il sito web dell’azienda che deve essere disponibile e fruibile da tutti, sul quale consultare caratteristiche e composizione chimica del prodotto.

Simboli e informazioni

Attualmente i simboli di rischio sono rappresentati da quadratini contenenti simboli di colore nero su campo arancione. Li troviamo un po’ in second’ordine sulle confezioni, comunque sempre ben visibili.

Dal 2015, ma già dal 2010 molte aziende li hanno adottati, non cambierà la posizione ma la forma e il colore: saranno quadratini poggianti sulla punta con un simbolo nero su fondo bianco e bordo rosso.

La croce di sant’Andrea, relativa ai prodotti irritanti/nocivi, sarà sostituita da due nuovi simboli: il punto interrogativo e la sagoma di testa e torace di un uomo. Quest’ultimi indicano in modo più preciso, rispettivamente, irritante/nocivo e tossico a lungo termine.

Nuovo simbolo anche per i gas compressi (in bombole o in altri contenitori di gas sotto pressione anche in stato liquido o refrigerato) che devono essere maneggiati con cura.

Con il termine comburente, si indicano sostanze che permettono la combustione di combustibili: l’ossigeno è un comburente, così come il cloro e l’ozono.

Anche nuove avvertenze, che specificano in modo più dettagliato la pericolosità dei prodotti, sostituiranno le vecchie: se le indicazioni sono introdotte dalla parola “avvertenza” si intende una gravità inferiore rispetto alla parola “pericolo”.

Consigli per l’acquisto

Quando acquistiamo un prodotto, dobbiamo innanzitutto accertarsi che sia il prodotto giusto per fare quello che desideriamo: leggere dunque per cosa serve e soprattutto su quali materiali si può e non si può usare.

Controllare poi se ci sono dei simboli di pericolo e leggere attentamente le parole che indicano precisamente il grado di pericolosità.

Infine controllare se ci sono delle raccomandazioni sulle modalità di uso: per esempio se per usare il prodotto dobbiamo indossare i guanti, una mascherina per proteggere le vie aeree o arieggiare bene l’ambiente durante e/o dopo l’uso.

In casa

Anche se non è scritto in etichetta, ricordiamo che è molto pericoloso cambiare confezione a un prodotto perché c’è il rischio di dimenticare cosa contiene il nuovo contenitore, naturalmente il consiglio non vale per le ricariche se viene rabboccato il contenitore originale.

Se mescoliamo prodotti diversi, a meno che non siamo dei chimici esperti, non possiamo prevedere reazioni chimiche pericolose, che magari rendono esplosive le bottiglie o si sviluppano sostanze gassose tossiche che possiamo inalare mentre puliamo.

È molto importante usare una giusta quantità di prodotto: non è vero che “di più pulisce meglio o prima”, potrebbe rimanere del detersivo sulle superfici, o sugli indumenti, che sono in diretto contatto con la pelle.

Le parti del corpo più a rischio sono la pelle, le mucose della bocca e del naso, gli occhi e, poiché per inalazione le molecole entrano nel nostro corpo, anche le vie respiratorie.

Se la pelle entra in contatto con sostanze corrosive, è bene sciacquare immediatamente con acqua tiepida a lungo fino a 10-15 minuti; se si prova ancora una sensazione di dolore, è bene consultare un medico.

Se si fanno le pulizie usando le lenti a contatto, è buona pratica toglierle e pulirle quando si è finito, perché potrebbero rimanere sostanze chimiche fra lente e occhio. Tenere ben arieggiati i locali in cui si pulisce non è un consiglio da seguire solo quando è prescritto nell’etichetta, ma è valido sempre.

Uguali in tutto il mondo

L’Unione europea sta recependo un nuovo sistema, sviluppato dalle Nazioni unite, per garantire che le sostanze chimiche e i prodotti che le contengono siano classificati ed etichettati allo stesso modo in tutto il mondo.

Attualmente, il prodotto X può essere classificato come tossico in un paese, ma non in un altro; si possono utilizzare simboli diversi per indicare lo stesso pericolo; ma, in alcuni paesi, non esiste alcun sistema.

Poiché la salute delle persone è un bene senza confini, speriamo che l’iniziativa si concluda velocemente e con successo.

Foto di l. FAttorini


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