Scialpinismo e fuoripista: sport faticosi, che regalano però grandi emozioni. Anche sull'Appennino

Scritto da Francesco Giannoni |    Gennaio 2007    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

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«Macché montagna assassina! - sbotta Alfio Ciabatti, riferendosi a certi commenti giornalistici sulle tragedie che avvengono in montagna -. Bisogna solo che chi pratica scialpinismo e sci fuoripista osservi regole legate a prudenza e buonsenso. Io sento di rischiare molto di più andando in macchina che sciando in un canalone o su un ghiacciaio».
Ciabatti, tecnico delle telecomunicazioni di mestiere, ma montanaro e sciatore per passione, è il presidente dell'attivissima sottosezione di Scandicci del Cai (Club alpino d'Italia). Questa, insieme alla fiorentina Scuola di alpinismo e scialpinismo Tita Piaz, è uno dei riferimenti per l'organizzazione di corsi rivolti a chi vuole imparare a sciare in modo diverso dal solito, divertendosi in tutta sicurezza. I corsi sono uno per lo scialpinismo, l'altro per il fuoripista, il primo anno per imparare (ma si deve sapere già sciare) e il secondo per specializzarsi. Ogni corso è seguito da una ventina di persone di cui circa il 30% continua negli anni successivi, apprendendo anche le tecniche di soccorso; in più «noi insegniamo pure a tornare indietro», se le condizioni atmosferiche o della neve lo consigliano.

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Definiamo le due pratiche...

«Per il fuoripista si usano gli impianti di risalita ma poi si torna a valle seguendo percorsi alternativi: il fine quindi del fuoripista è la discesa. Scialpinismo vuol dire invece fare alpinismo a tutti gli effetti salendo con gli sci e portandoseli a volte in spalla insieme a zaino, corde, piccozze, ramponi, abbigliamento appropriato; significa salire a piedi magari a 4000 metri sulle Alpi, e perfino fare anche qualche breve arrampicata. Poi ovviamente si scende con gli sci. Lo scialpinismo è una delle attività sportive più belle anche perché è una delle più complete: per praticarlo una persona deve essere alpinista, deve saper sciare in un certo modo, deve conoscere la montagna dove scia, il suo clima, la sua topografia. Non tutti hanno la pazienza, la voglia e la passione per praticare questo sport, che è pure faticoso. Ricordiamo, però, quello che diceva Guido Rey, celebre guida alpina: «la montagna è fatta per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte».

Quindi è faticoso, ma...
«...ma il frutto di tale fatica è vivere la montagna sotto tutti gli aspetti, con tranquillità e con gioia, e in più con un grande senso di appagamento e di libertà».

Sono sport costosi?
«Economicamente c'è una certa differenza con lo sci normale, dovuta al tipo di sci e di scarponi: questi devono essere molto comodi, la suola deve avere una forma arcuata per camminare agevolmente. Gli attacchi devono permettere l'alzata del piede come per il passo simile a quello dei fondisti ma poi, con un bloccaggio opportuno, si trasformano in attacchi da discesa. Gli sci sono più larghi per poter galleggiare meglio in neve farinosa, ma anche più rigidi per affrontare le nevi dure. Si richiede inoltre, a norma di legge, che ogni sciatore si doti di pala di alluminio, sonda e Arva (Apparecchio di ricerca in valanga): tutto questo per soccorrere o per essere soccorsi in caso di urgenze. L'attrezzatura, però, una volta acquistata rimane per tanto tempo: cambiando un cellulare ogni anno si spende molto di più e le emozioni sono molte di meno».

Dove si possono imparare?
«In Toscana i praticanti sono solo alcune centinaia ma aumentano costantemente. Vengono organizzati corsi in tutta la regione, i più frequentati sono a Firenze e Scandicci, Lucca e Pistoia. E non è necessario andare sulle Alpi; anche nella nostra regione con un minimo di voglia e di spirito d'iniziativa si pratica il fuoripista: basta andare dove sono presenti gli impianti di risalita, all'Abetone o al Corno alle Scale, per esempio. Proprio per la sua "filosofia" lo scialpinismo si fa dappertutto, perfino sul Monte Morello (la "montagna" di Firenze, quasi 1000 metri di altitudine...). Ovviamente sulle Alpi le emozioni sono diverse, gli spazi infiniti e infinito il senso di libertà che si gode, ma le assicuro che vedere Firenze avendo gli sci ai piedi è una sensazione davvero unica».



IL CORSO
A scuola di sci

Lo Sci-Cai di Firenze, in collaborazione con il Quartiere 2 di Firenze, organizza sulle piste dell'Appennino tosco-emiliano (Corno alle Scale e Abetone) corsi di sci e snowboard per principianti e di perfezionamento a vari livelli, per bambini e adulti. I corsi inizieranno domenica 21 gennaio e continueranno per quattro domeniche consecutive, più un fine settimana. Saranno tenuti da maestri della Scuola italiana di sci Freestyle, e saranno preceduti da momenti teorici e di preparazione presciistica. Il viaggio sarà effettuato in pullman riservato.

Info ed iscrizioni: Cai, via del Mezzetta 2 m, Firenze, tel. 0556120467, tutti i giorni feriali dalle 16 alle 19.30, scicai@caifirenze.it


Cai (Club alpino italiano), sottosezione Scandicci, via Monti 18/D, tel. 3209098602, e-mail: scandicci@caifirenze.it

Scuola di alpinismo e scialpinismo Tita Piaz, presso Cai Sezione di Firenze, via del Mezzetta 2m, tel. 0556120467, e-mail: info@caifirenze.it

Le foto sono di Alfio Ciabatti