Agevolazioni fiscali: ci sono per le cooperative ma ancor più per i privati

Ci risiamo! Questa volta l'ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, ha definito le "cooperative rosse" addirittura una metastasi del mercato. Perché, a suo dire, le agevolazioni fiscali concesse alle cooperative permettono loro di svilupparsi e di fare concorrenza alle società private, che queste agevolazioni non hanno.

Le norme fiscali vigenti, per le cooperative, sono contenute nella legge finanziaria del 2003, varata dal governo Berlusconi. In base a tale legge le cooperative a mutualità prevalente (quelle che svolgono oltre la metà dell'attività nei confronti dei propri soci) vedono il loro reddito imponibile pari al 30% dell'utile di bilancio che queste destinano alle riserve. Se destinassero gli utili ai propri soci (come alcune cooperative fanno) pagherebbero le tasse come un qualsiasi privato. Destinando gli utili a riserva, le cooperative possono investire e creare nuovi posti di lavoro, finanziare l'innovazione. Tutte cose buone per la collettività, che creano ricchezza, che servono (nel caso delle cooperative di consumatori) a fare da calmiere nel mercato. Altro che metastasi!

C'è però un aspetto che riduce le agevolazioni per le cooperative. Una serie di costi non sono deducibili dal reddito imponibile e su questi costi le cooperative, a differenza delle imprese private, devono pagare interamente le imposte; questo fa sì che il 30% dell'utile su cui si pagano imposte aumenta in pratica a circa il 50%. Nel 2004, ad esempio, l'Unicoop Firenze su 22 milioni d'utile ne ha pagati 16 di imposte.

L'ultima legge finanziaria approvata dal governo Berlusconi, nel 2005, impone alle cooperative, e solo alle cooperative, di pagare le imposte sugli interessi del Prestito sociale che superano di oltre lo 0,90% quelli dei buoni fruttiferi postali. Per questo l'Unicoop Firenze per il 2006 paga circa 750 mila euro d'imposte in più del normale. E il confronto non è finito qui. Nei bilanci del 2005 (gli ultimi approvati, in attesa di quelli del 2006 che anche noi discuteremo fra poco nelle assemblee dei soci), c'era un'agevolazione, destinata a tutti i contribuenti, che prevedeva l'esenzione dalle imposte per il 91% dei redditi derivanti da partecipazioni finanziarie. Questo vuol dire che se un operatore economico consegue utili dalla propria attività commerciale od industriale, su quelli deve pagare le imposte. Se consegue utili dalla gestione di partecipazioni finanziarie non deve pagare imposte, se non per una minima parte.

Queste sono le scelte, fatte dal centro-destra, che inquinano il mercato e sono un ostacolo allo sviluppo.



A MAGGIO
Si svolgeranno le 38 assemblee separate dei soci per discutere il bilancio consuntivo 2006 di Unicoop Firenze