Ridotte le agevolazioni per le cooperative. Esenzioni per le attività finanziarie

Scritto da Giuliano Vannini |    Giugno 2006    |    Pag.

Direttore amministrativo Unicoop Firenze

Nella recente campagna elettorale abbiamo sentito troppe volte e troppa gente tuonare contro le cooperative, meglio se rosse. Abbiamo sentito quanti si sono scagliati contro le agevolazioni fiscali di cui beneficiano le cooperative, appellandosi al libero mercato, facendo finta di non sapere che le norme fiscali delle cooperative non sono retaggio del passato, ma sono contenute nella legge finanziaria del 2003. In base a tale legge le cooperative a mutualità prevalente (quelle che svolgono oltre la metà dell'attività nei confronti dei soci) vedono il loro reddito imponibile pari al 30% dell'utile di bilancio che queste destinano alle riserve. Gli utili passati a riserva non possono essere distribuiti fra i soci, cioè per loro non diventano mai reddito, infatti gli utili vengono "congelati" finché esiste la cooperativa, dopo di che vengono devoluti ai fondi mutualistici. In ogni caso i soci, ovvero i "padroni" della cooperativa, non ne disporranno mai; quindi, perché dovremmo pagare imposte sugli utili prodotti dalla cooperativa ma di cui nessuno potrà mai disporre?

C'è però un altro aspetto che riduce le agevolazioni per le cooperative. Una serie di costi non sono deducibili dal reddito imponibile e su questi costi le cooperative, a differenza delle imprese private, debbono pagare interamente le imposte; questo fa sì che il 30% dell'utile su cui si pagano imposte aumenta in pratica a circa il 50%. Nel 2004, ad esempio, su 22 milioni di utile ne sono stati pagati 16 di imposte.
L'ultima legge finanziaria impone alle cooperative, e solo alle cooperative, di pagare le imposte sugli interessi che superano di oltre lo 0,90% quelli dei buoni fruttiferi postali. Per questo l'Unicoop Firenze quest'anno pagherà circa 750 mila euro di imposte: alla faccia del liberismo e della concorrenza, tanto invocati in altri casi.

Nel bilancio di quest'anno, la cooperativa ha usufruito di un'agevolazione destinata a tutti i contribuenti che prevede l'esenzione dalle imposte per il 91% dei redditi derivanti da partecipazioni. Questo vuol dire che se un operatore economico consegue utili dalla propria attività commerciale od industriale, su quegli utili deve pagare le imposte. Se consegue utili dalla gestione di partecipazioni non deve pagare imposte, se non per una minima parte degli utili conseguiti. Una norma che non incentiva certamente la ripresa economica e gli investimenti in attività produttive. Una norma che sembra fatta apposta per chi ha operato in modo disinvolto nelle operazioni finanziarie di questo ultimo anno. Altro che privilegi alle cooperative!