Programma di osservazioni marine per monitorare le meduse nel Mediterraneo

Scritto da Olivia Bongianni |    Luglio 2009    |    Pag.

Laureata in scienze della comunicazione con una tesi su "Il cuore si scioglie", è giornalista professionista.

Si è occupata di organizzazione di eventi e ha collaborato con alcuni uffici stampa. Ha scritto articoli per l'Unità.

Collabora con un'agenzia di comunicazione e ha scritto per la rivista "aut&aut" su tematiche relative all'innovazione nella Pubblica amministrazione.

È appassionata di lettura, cinema, calcio.

Pelagia, Chrysaora, Physalia, Rhizostoma... sono solo una parte delle meduse che negli ultimi anni hanno "invaso" rapidamente e in grandi quantità il Mediterraneo. Alcune di queste, con i loro tentacoli dal liquido urticante, hanno fatto capolino anche sulle coste toscane. E se, come ogni estate che si rispetti, anche quest'anno si rinnova l'allarme circa l'arrivo di questi organismi "gelatinosi", stavolta il nostro Paese non vuol farsi trovare impreparato.

Vacanzieri, stabilimenti balneari, ricercatori, operatori del mare: tutti sono chiamati ad impegnarsi in prima persona per segnalarne l'avvistamento.

Parte infatti dall'Italia "Occhio alla medusa", la prima rete di osservazione del fenomeno. Il Ciesm (la Commissione scientifica sul Mediterraneo di cui è presidente il principe Alberto di Monaco), con il coordinamento del professor Ferdinando Boero (del Dipartimento di scienze e tecnologie biologiche ed ambientali dell'Università del Salento) ha preparato un poster che raffigura 14 specie di meduse: 5 con la scritta rossa per indicare che sono urticanti e 9 con la scritta bianca (innocue).

Ai bagnanti, ma anche ai diportisti e alle capitanerie viene richiesto di inviare una e-mail indicando il nome della medusa, la zona di osservazione (il Mediterraneo è stato suddiviso in caselle numerate), la formazione (se si tratta di avvistamenti di singoli individui o di gruppi) e la distanza approssimativa tra gli esemplari per capirne la concentrazione. L'obiettivo è quello di contribuire a tracciare insieme una mappa più accurata della presenza delle diverse specie nei nostri mari.

Info su: www.cmcc.it


Notizie correlate

Salute in vacanza

Qualche consiglio utile prima di partire, per un viaggio in tutta tranquillità