Le direttive dell'Unione Europea su ambiente e consumi

Scritto da Roberto Cavallini |    Aprile 2004    |    Pag.

pubblicista. Fiorentino, diplomato in lingue, conosce il francese, lo spagnolo e l'inglese. Direttore di Coopinforma e del corrispettivo sito www.coopinforma.it. Responsabile del dipartimento comunicazione e attività sociali dell'Associazione Cooperative Consumatori Distretto Tirrenico e dei progetti di solidarietà internazionale della Associazione Nazionale, ANCC/COOP. Attento e sensibile ai temi socio culturali legati alla globalizzazione e al consumo critico, si diletta in fotografia. Per sua fortuna ha molto viaggiato e, quando possibile, lo fa ancora.

Chi inquina paga
La quinta legislatura del Parlamento europeo
si avvia al termine, ed è tempo di bilanci. Guido Sacconi, eurodeputato in questi cinque anni all'assemblea di Strasburgo, è stato vicepresidente della Commissione ambiente e tutela dei consumatori.

Partiamo da un tema che preoccupa tutti, l'ambiente: cosa ha fatto l'Europa per la sua difesa?
Si è fatto davvero molto per la tutela della natura, per una crescita socialmente sostenibile e per l'ambiente. Cito due casi concreti.
Il primo: con l'approvazione della Direttiva sulla responsabilità ambientale - di cui sono stato tra l'altro relatore - diventa legge il principio secondo il quale "chi inquina paga": una vera rivoluzione, perché d'ora in avanti a mettere mano al portafoglio per riparare danni e catastrofi ambientali non saranno più i contribuenti, cioè i cittadini, ma i diretti responsabili che li hanno causati. Un deterrente importantissimo, se pensiamo a drammi come quelli di Seveso, di Priolo o delle petroliere che hanno devastato coste e ambiente marino. A questo proposito, tra l'altro, l'Europa ha stilato una prima 'lista nera' di navi-carretta, la cui navigazione e l'attracco nei porti dell'Unione è interdetta.
La seconda è la fermezza con cui l'Europa difende il Protocollo di Kyoto sull'emissione di gas ad effetto serra. Una battaglia solitaria, vista l'ostilità degli Stati Uniti ed il traccheggiare della Russia, ma su cui non demordiamo: l'Europa è l'unico soggetto a preoccuparsi veramente del futuro del pianeta e di quello dei nostri figli.

E per la tutela dei consumatori, l'altro filone tematico della sua commissione?
Sulla sicurezza alimentare si sono fatti importantissimi passi in avanti. Basti pensare alla legislazione sulla spinosa questione degli OGM, tema sul quale la Coop si è da anni spesa con determinazione, che Greenpeace ha definito "la più avanzata del mondo".
I prodotti dovranno non solo essere etichettati, ma dovrà essere garantita anche la tracciabilità di tutte le fasi della lavorazione, dalla fattoria alla tavola. E siccome il nostro modello agricolo e di sviluppo rurale è decisamente d'avanguardia e vincente, sono d'accordo con la Regione nel fare di tutto perché la Toscana possa dichiararsi libera da OGM, OGM-free.
Così come di fronte agli scandali alimentari cui abbiamo assistito, come la 'Mucca pazza', l'Europa ha dimostrato di saper reagire con tempestività e fermezza.
Meno a mio parere si è fatto invece sul fronte dei risparmiatori, che il susseguirsi di una vera catena di scandali - dalla Cirio, alla Parmalat, alle banche - ci ha mostrato essere davvero indifesi. A Bruxelles alcune cose buone sono state fatte, come la Direttiva sugli abusi di mercato, in altri campi bisogna assolutamente fare di più. A questo proposito sto già lavorando con un gruppo di esperti ad un pacchetto di misure che consentano una più effettiva difesa dei risparmiatori, da presentare non appena il nuovo Parlamento si insedierà.

C'è un'ultima cosa che vuole dire?
Sì, vorrei dire ai nostri lettori che i consumatori hanno un potere enorme nel determinare i modelli di consumo e condizionare le scelte strategiche dei produttori e dell'industria. Non solo per imporre maggiore qualità, sicurezza, maggiore sostegno alle produzioni tipiche ed a quelle biologiche, ma anche per affermare valori fondamentali: il diritto a condizioni di lavoro giuste, alla dignità delle persone, il no allo sfruttamento minorile. Tutte le volte che i consumatori, magari sostenuti dalle aziende cooperative di distribuzione, hanno alzato queste bandiere sono riusciti nell'impresa considerata impossibile di piegare colossi internazionali.
Una forza, la vostra, che bisogna imparare ad usare sempre di più, per assicurare un futuro migliore a questo nostro mondo.