di Alberto Righini

L'astronomia, come tutte le scienze ha una parte sperimentale d'osservazione, che avanza con il progredire della tecnologia, e una parte teorica realizzata grazie all'impegno di persone che non osservano il cielo ma stanno nei loro uffici ad elaborare teorie e a sviluppare calcoli per interpretare le osservazioni fatte dai colleghi.

Un astronomo teorico era Urbain Jean Joseph Le Verrier, francese, nato nel 1811 a Sain Lo. C'era allora il pianeta Urano, scoperto il 13 marzo 1781, che dava dei seri dispiaceri a tutti quelli che cercavano di spiegarne il comportamento. Il grande astronomo Arago, direttore dell'osservatorio di Parigi decise nel 1845 di assegnare lo studio di Urano al giovane Le Verrier, il quale cercò di capire le ragioni delle stranezze del moto di quel pianeta. Dopo diversi calcoli, gli apparve chiaro che il comportamento di Urano si poteva giustificare solo supponendo che ci fosse un altro pianeta ignoto che in qualche maniera ne disturbava il moto orbitale attorno al sole.

Basandosi su questa conclusione il 23 Settembre 1866 Le Verrier mandò all'astronomo Galle, a Berlino, le possibili posizioni di questo ipotetico pianeta. Due giorni dopo Galle gli rispose: osservando con il potente telescopio di cui disponeva nella zona di cielo indicatagli, aveva trovato l'oggetto sconosciuto, questo nuovo pianeta fu chiamato Nettuno. Questa fu una grande vittoria di un settore dell'astronomia teorica che si chiamerà meccanica celeste.

Agli stessi risultati era arrivato qualche tempo prima anche un giovane astronomo inglese J. C. Adams, ma il direttore dell'Osservatorio di Greenwich, vicino a Londra, non dette l'ordine di osservare nella zona di cielo indicata, fino a che non giunse dalla Germania la notizia della scoperta del nuovo pianeta nella posizione prevista da Le Verrier (che era la stessa di quella indicata da Adams). Anche i direttori di osservatorio talvolta sbagliano!

 

RICERCA
Toscana su Marte

La Toscana partecipa alla missione internazionale Mars 500 con un progetto, realizzato a Pisa, per il monitoraggio degli astronauti nelle missioni spaziali in vista della prossima spedizione, nel 2020, sul pianeta rosso.

Il progetto toscano si chiama ARES (Astronauts Resistance Enhancement to Stress) e studia, in particolare, le reazioni psicofisiche allo stress dell'organismo umano originato da condizioni estreme.

I risultati degli esperimenti condotti dagli scienziati pisani sulla squadra all'interno della navicella per le simulazioni della spedizione su Marte, allestita nella base di Mosca, avrà ricadute nel mondo della ricerca clinica e biomedica, ma anche promettenti sviluppi sul mondo produttivo e sull'economia.

Scienzestate, VI edizione
I segreti della scienza

Anche quest'anno Openlab ripete "Scienzestate", serate scientifiche a tema che, nelle edizioni passate, hanno riscosso grande successo.

Il 10, 11 e 12 giugno, dalle 19 alle 23, presso il Polo scientifico e tecnologico di Sesto Fiorentino, attraverso tanti divertenti percorsi interattivi, sarà possibile scoprire i segreti della scienza (e di come questa fa parte della nostra vita).

Ecco alcune proposte: "Chimica fra pentole e provette", "L'energia è vita", "Biotecnologia in cucina", "Divertirsi fra le onde: laboratorio di computer music". Inoltre, si potrà scoprire il legame tra la fisica e lo sport, capire come funziona una galleria del vento e perché un aquilone vola.

Nel corso delle tre serate i partecipanti potranno assistere allo spettacolo teatrale Prometeo, realizzato dagli studenti del Liceo scientifico Piero Gobetti di Bagno a Ripoli e organizzato dall'associazione culturale Venti lucenti, o seguire i divertenti esperimenti condotti da Reuven Anati, celebre divulgatore scientifico e progettista dei più importanti "giardini della scienza" in tutto il mondo.

Info: 0554573850/3868
http://www.poloscitec.unifi.it/openlabweb/eventi/eventi.php

 


Le immagini di Scienzestate sono tratte dal sito internet di Openlab.