I disturbi del sonno: come nascono, come si rimediano. Il ruolo dei sonniferi

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2008    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

chi dorme non piglia niente_01
Aprile dolce dormire? Almeno secondo le più recenti statistiche sembra proprio che sia solo un detto popolare. Ma l'insonnia è veramente un problema? «Indubbiamente sì - dice il professor Sandro Sorbi, ordinario di Neurologia dell'Università degli Studi di Firenze - perché riguarda un insieme di patologie di pertinenza internistica, neurologica, psichiatrica, pneumologica, otorinolaringoiatrica e odontoiatrica». Più del 30% della popolazione adulta italiana ha sofferto di insonnia, almeno in alcuni periodi della propria vita. «E - prosegue il professor Sorbi - i disturbi del sonno, soprattutto quelli ad andamento cronico, sono un problema reale perché possono avere ripercussioni sulla vita personale, familiare e sociale». La percentuale d'insonnia aumenta con l'età, raggiungendo, dopo i 60-65 anni, la soglia del 33%. Il sesso femminile sembra essere il più colpito, complice anche la diminuzione degli "estrogeni", gli ormoni femminili che vengono a mancare durante la menopausa. Ma in realtà cosa rappresenta il sonno? Un bisogno fondamentale del nostro organismo, che occupa circa un terzo della nostra esistenza. «L'importanza del riposo notturno è stata apprezzata dalle più antiche civiltà - afferma la professoressa Donatella Lippi, associato di Storia della medicina dell'Università di Firenze - tanto che il mondo greco immaginava il sonno, Hypnos, come un "fanciullo ornato di papaveri", perché si usava il papaver somniferum per favorire il sonno. La medicina popolare raccomandava inoltre di evitare a cena alcuni cibi troppo pesanti. Ippocrate (V sec. a.C.) valutava il sonno come uno dei parametri fondamentali per considerare lo stato di salute. Un sonno scarso o eccessivo era sintomo di malattia. I Romani usavano molti rimedi fitoterapici per curare l'insonnia: Catone consigliava l'uso del cavolo arrostito e condito, mangiato a digiuno».
L'insonnia può essere anche una sensazione individuale: ci sono persone che dormono costantemente poco più di 3 ore per notte senza alcun disturbo e altre che pur dormendo dieci ore non si sentono riposate e affermano di non avere dormito abbastanza.

I farmaci
In caso di insonnia persistente occorre sempre rivolgersi al medico curante perché, come abbiamo visto, potrebbe essere sintomo di patologie organiche. I più comuni farmaci non da banco sono le benzodiazepine che agiscono nella fase di addormentamento (il loro effetto è di breve durata) e gli antidepressivi triciclici che regolano il sonno, oltre ad avere un effetto sulla depressione. Questi devono essere assunti solo in caso di insonnia cronica e sotto stretto controllo medico perché non sono privi di effetti collaterali.
Esistono poi altre possibilità terapeutiche offerte dalla medicina non tradizionale. Tra quelle più efficaci sembrano esserci l'agopuntura, l'omeopatia e la fitoterapia (cura con le erbe). Ma anche per queste soluzioni è indispensabile rivolgersi ad un medico esperto nel settore, o nel caso della fitoterapia ad un erborista qualificato.

Buon senso
Cosa si può fare in caso di insonnia sporadica? Innanzitutto ricorrere ad alcuni accorgimenti di tipo alimentare e comportamentale. Il pasto serale dovrebbe essere leggero e prevalentemente vegetariano, con uso moderato di amidi (pasta e riso). Di qualche utilità è anche assumere alla sera alcuni vegetali che conciliano il rilassamento come le banane, le albicocche, l'avena, il cavolo, la lattuga, la mela, la pesca e la zucca, ovviamente quando sono di stagione.
Può essere utile anche adottare una tecnica di rilassamento: il training autogeno, lo yoga e la distensione immaginativa, per diminuire la tensione muscolare indotta dallo stress del giorno. Se il sonno poi tarda a venire è inutile girarsi e rigirarsi nel letto, meglio alzarsi e preparare una tisana di biancospino, lavanda, tiglio, camomilla o melissa, che sia comunque consigliata dall'erborista di fiducia.
In generale occorre andare a letto solo per dormire e quando si ha sonno.

I più usati
Il primo rimedio può essere rappresentato dagli estratti di Valeriana officinalis,una pianta perenne nativa dell'Europa e dell'Asia e naturalizzata in Nord America. Alcuni studi indicano la valeriana come possibile "arma" contro l'insonnia e altri disturbi del sonno, ma non c'è chiarezza dal punto di vista scientifico riguardo l'efficacia della valeriana. Come ogni sostanza va usata con giudizio perché alte dosi possono dare effetti collaterali.
L'altro rimedio disponibile è la Melatonina, un ormone prodotto dalla ghiandola pineale, posta alla base del cervello, che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Viene sintetizzata o secreta di notte, poco dopo la comparsa dell'oscurità, e le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente, raggiungendo il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente all'approssimarsi del mattino. Anche per i bassi effetti collaterali da sovradosaggio, la melatonina è venduta in farmacia, senza prescrizione medica. Alcuni la ritengono un alimento e non un farmaco, però la cautela ne impone un utilizzo limitato nel tempo. Recenti studi hanno individuato nella melatonina una sostanza in grado di dare sensazione di benessere, per combattere anche situazioni di stress. Ma sempre con giudizio.
Ho chiesto ad un farmacista, che ha voluto rimanere anonimo, quante persone comprano prodotti da banco per dormire meglio. «Nella mia farmacia si vendono mediamente ogni settimana 30 confezioni di valeriana e 30 di melatonina. Spesso e volentieri le persone le acquistano e vanno via senza chiedere consigli».
A questo punto mi chiedo, se in una sola farmacia fiorentina vengono vendute così tante confezioni di questi prodotti, in Italia, facendo le dovute proporzioni, quanti saranno gli insonni del fai-da-te?

Incontro
Un "chicco" per rasserenarsi
Ho incontrato il signor Giuseppe nella piazza principale di Sesto Fiorentino. Era su una panchina e leggeva un giornale. A me che amo i gialli di Agata Christie mi ha ricordato, nell'aspetto, Hercule Poirot. Mi ha incuriosito e dopo essermi presentata ci siamo messi a fare due chiacchiere. Alla fine il discorso è caduto sui ritmi forsennati dei nostri giorni, su come siamo tutti un po' stressati, cosa - questa - che spesso ci fa dormire poco e male. «Ci sono tanti motivi alla base dell'insonnia - mi ha detto -: nervosismo, amore, disperazione». E quando aveva questi problemi sua madre cosa le consigliava? «Io sono di Enna, la mia famiglia era povera tanto che ho iniziato a lavorare nelle cave a 8 anni. Quando tornavo a casa la mamma per farmi addormentare mi dava un "chicco" a base di zucchero ma ora, alla soglia dei settant'anni, mi basterebbero due coccole o, magari, una tazza di camomilla».