Barometro: uno strumento d'indagine sugli umori dei consumatori

Scritto da Laura D'Ettole |    Settembre 2009    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Meno tecnologico e più "artigiano", più dedito all'economia domestica e sempre meno agli acquisti di telefonini e computer. Il consumatore in questa grande crisi economica subisce una vera e propria metamorfosi: diventa più austero, essenziale. Insomma, cambia radicalmente pelle. È questo il profilo di quella sostanziosa fetta di consumatori che si rivolge a Coop secondo il "Barometro", ovvero la rilevazione trimestrale voluta dal mondo cooperativo per tastare il polso degli italiani in una fase congiunturale così difficile.

Emergono aspetti talvolta inaspettati. Anche in Toscana, una regione in cui fino a qualche tempo fa la fascia del disagio (dicevano le statistiche) era una delle più basse d'Italia. Oggi addirittura un toscano su sei dichiara di avere serie difficoltà economiche a fare la spesa. Più che nel resto d'Italia.

Situazione critica

Marzo 2009: il più crudele dei mesi. È stato allora che l'umore dei consumatori italiani ha toccato il punto più basso. Poi la morsa psicologica della crisi piano piano si è allentata. Ma non certo perché ci sia una uscita dal tunnel: «Le persone stanno cercando di respirare, si stanno dando una speranza - dice Francesco Cecere, direttore del settore pianificazione & controllo di Coop Italia che cura la rilevazione -. La paura si è fatta meno intensa soprattutto nei ceti medio alti». Erano molto spaventati a marzo, ai tempi della prima rilevazione del Barometro Coop. Le borse colavano a picco, il sistema finanziario sembrava destinato al collasso.

L'umore, nel tempo, non è molto cambiato invece per i meno abbienti. Anzi «a giugno le attese del ceto medio basso per l'evolversi della propria condizione economica si fanno più fosche». Intervistati a giugno, più della metà dei clienti Coop a livello nazionale (il 53%) prevede di avere difficoltà nel far fronte alle spese nei prossimi mesi. Per il 13% in particolare si tratta di "serie" difficoltà. È uno spaccato inquietante. Le condizioni più critiche si registrano nel sud e nelle regioni centrali, con le aree di maggior disagio concentrate nella fascia di reddito medio bassa e nell'età compresa fra 35 e 54 anni.

In Toscana, nelle sette province in cui opera Unicoop Firenze, le previsioni per il futuro di una fetta importante di popolazione si tingono di scuro. Interrogati sulle prospettive economiche e di reddito per i prossimi mesi «peggioreranno» risponde il 21% dei toscani (18% in Italia); «rimarranno le stesse» invece per il 68% (Italia 72%).

Dieta forzata

Più frutta e verdura, meno carne e formaggi. Chissà che la crisi non favorisca anche un approccio più "salutistico" nella dieta degli italiani. Sarà la stagione, ma sta di fatto che i clienti Coop intervistati prevedono nei prossimi mesi di incrementare il consumo di ortofrutta, degli alimenti confezionati e dei prodotti per l'igiene personale. Al contrario, pensano di ridurre quello di surgelati, carne, salumi e latticini. Prevalgono comunque gli acquisti per pasti "fai-da-te" e si scelgono sempre meno piatti pronti ed elaborati (costano di più!).

L'indice generale della propensione al consumo è in lieve ripresa nel secondo trimestre, dice il Barometro Coop. Ma quando gli acquisti hanno un valore più alto, e magari non sono poi così urgenti, il calo dei consumi non si ferma. Gli italiani tagliano le spese per i prodotti multimediali, comprano meno vestiti ed economizzano sui prodotti per la casa.

Nella crisi infine si rafforza il legame con Coop. Per oltre l'80% dei clienti la fiducia verso l'insegna è particolarmente intensa; il 30% dice di recarsi da Coop prevalentemente per la condivisione del sistema dei valori e solo secondariamente per i vantaggi tangibili. Che peraltro, quando ci sono, certamente non guastano. In questo quadro, ancora una volta, spicca in Italia l'immagine della convenienza di Unicoop Firenze: il 74% di soci e clienti le attribuiscono lo scettro di insegna più conveniente sul territorio.

 

 

Rilevazioni consumatori
Barometro Coop

Clima, consumi e immagine di Coop nella congiuntura

Il Barometro Coop è a cura del settore Pianificazione & controllo di Coop Italia in collaborazione con Kkienn Connecting Customer and company. Le rilevazioni sono effettuate trimestralmente su un campione di 3500 interviste telefoniche a clienti Coop nelle aree territoriali della rete di vendita. La finalità è quella di osservare la propensione al consumo, i comportamenti di spesa delle famiglie e il riconoscimento dell'immagine di Coop nel ruolo di tutela del consumatore

 


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