Accettare gli animali per quello che sono

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2014    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Valerio Pocar, ora in pensione, è stato professore ordinario di sociologia del diritto e di bioetica. È nato e cresciuto negli anni Quaranta, in campagna vicino a Varese, ed ha sempre avuto la passione per gli animali e i gatti in particolare. Una passione che lo spinge a otto anni a fondare l’Associazione per la protezione dei gatti, di cui è presidente e unico socio. Siccome era un’associazione molto seria, aveva pure un giornalino con cadenza mensile.

Un prodotto editoriale curato integralmente dal ragazzino: ben due pagine compilate con la macchina da scrivere, come era consuetudine a quei tempi. La carta carbone consentiva di farne due copie, una per l’archivio del giornale e l’altra venduta alla mamma. Vien da sé che il piccolo desiderava tanto un gatto ma suo padre opponeva resistenza.

Fino a quando un giorno è arrivata una gatta per caso e lì è rimasta, conquistando completamente anche chi all’inizio era contrario. Pocar ha trasformato questa passione per gli animali in un interesse scientifico e filosofico diventando un importante punto di riferimento internazionale per altri studiosi, ambientalisti e animalisti.

Lo studioso fa una serie di considerazioni che riguardano il rapporto con gli animali che condividiamo: «occorre non dimenticare mai che tenere con sé un animale è anzitutto un’assunzione di responsabilità, responsabilità, beninteso, lieve e fonte di gioia.

Il rapporto con gli animali passa attraverso una comunicazione empatica che s’instaura con un soggetto, non in quanto esemplare di una specie, ma come individuo in sé. Gli animali pensano, parlano, e nutrono dei sentimenti.

Valerio pocar
L’intervistato: Valerio Pocar è stato professore ordinario di sociologia del diritto e di bioetica

Ci è difficile comprendere i loro pensieri e il loro linguaggio, perché lo scambio comunicativo è qualcosa di simile al nostro rapporto con i cuccioli umani, con i quali raggiungiamo però una comunicazione profonda e intensa.  Troppo spesso un animale è amato alla follia e tuttavia è involontariamente maltrattato per pura ignoranza.

Ho sempre considerato bizzarro che si pretendano dal negoziante le istruzioni per l’uso di qualsiasi elettrodomestico e non ci si preoccupi di informarsi con lo stesso scrupolo delle caratteristiche, dei bisogni e delle aspettative di un animale che scegliamo come compagno di vita».

Pocar ci invita ad accettare gli animali per quello che sono e non cedere alla tentazione di umanizzarli. Il progetto del Comune per attirare l’attenzione sui cani adulti ospitati nei canili è molto bello, perché in senso metaforico ci porta a pensare al valore che l’anziano porta con sé, uomo o animale che sia.

Mi ha anche fatto pensare al destino, quella serie di eventi predeterminati che caratterizzano le nostre vite. Si dice che sia il destino a far incontrare le persone, penso che anche la vita degli animali sia regolata allo stesso modo. Ci sono quelli che hanno la fortuna di incrociare nel momento giusto un umano pronto a vivere questa relazione e quelli cui, chissà per quale ragione, la vita riserva solo sofferenze e (quando va bene) passano la loro esistenza in canile.

«Nella scelta dell’animale di affezione – ci spiega Pocar -, l’età conta poco; molto più contano il rispettivo carattere e le reciproche aspettative, ciò che insomma reciprocamente ci si può scambiare. Sappiamo, per esperienza, che l’adozione di un animale anziano è assai più difficile che non quella di un cucciolo, ma non ve n’è alcuna ragione.

A ben guardare, sotto la propensione per il cucciolo sta il desiderio di “educarlo” secondo le nostre aspettative: un’idea sbagliata due volte, sia perché gli animali si “educano” anche se anziani, sia perché siamo tenuti ad accoglierli per quello che sono, così come essi sono disposti a fare con noi umani. Accettarsi reciprocamente per ciò che siamo è la verità del volersi bene: vale tra gli umani, vale tra gli umani e gli animali».

La campagna

In aiuto dei canili

Il professor Pocar, protagonista di questa intervista, ha preso parte a una campagna promossa da Coop in collaborazione con il Comune di Milano, di cui è il garante per la tutela degli animali. La campagna prevede una donazione di cibo per animali da parte di Coop, la raccolta di cibo presso i supermercati, che sarà smistata tra gli animali bisognosi e un’opera di sensibilizzazione sui cani ospitati nei canili, in particolare quelli adulti, in attesa di trovare un padrone.

Foto di S. Amodio

Una casa a misura di gatto: l'arricchimento ambientale - Dal canale web Royal Canin IT - durata 3’ 46’’