Meglio conosciuto come Collodi, è il padre del burattino più famoso. Un capolavoro nato quasi per caso

Scritto da Stefano Giraldi |    Novembre 2005    |    Pag.

Giornalista e fotografo Specializzato in arte ed architettura. Ha realizzato un gran numero di cataloghi per artisti contemporanei italiani e stranieri. È stato a capo di campagne fotografiche per la realizzazione di numerosi volumi sui palazzi e chiese di Firenze per importanti case editrici con le quali collabora tuttora.

Segnalazioni 1
179 anni fa, il 24 novembre del 1826,
in via Taddea, una strada laterale del mercato centrale di San Lorenzo a Firenze, nasceva Carlo Lorenzini, detto Collodi, l'autore de "Le avventure di Pinocchio".
Proveniente da un'umile famiglia toscana, il padre, Domenico Lorenzini di Cortona, era cuoco della famiglia del marchese Ginori di Firenze, e la madre, Angiolina Orzali di Collodi, cameriera.
Carlo Lorenzini, all'età di 22 anni, nel 1848, partecipa alla campagna risorgimentale per poi dedicarsi all'attività di giornalista, fondando anche due giornali umoristici: Il Lampione e La Scaramuccia. Nel 1857 pubblica il primo libro del romanzo "I misteri di Firenze", ma solo dopo molti anni trova la sua vera strada con la prima opera per l'infanzia, "Giannettino" (1875), alla quale seguono "Minuzzolo" (1877), i racconti di "Occhi e Nasi" (1881) e "Storie allegre" (1887). Dal 1881 al 1883 pubblica a puntate sul Giornale per i Bambini la "Storia di un burattino", poi edito in volume con il titolo "Le avventure di Pinocchio".

Segnalazioni 2
Opera che gli donò un successo inaspettato,
perché l'autore non si rese minimamente conto che stava mettendo insieme, un poco alla volta, il suo capolavoro. Né se ne resero conto gli altri.
Ci vorrà un bel po' di tempo prima che ciò finalmente avvenga. Un destino del tutto accidentale dovuto a una fortunata confluenza di fattori: l'idea di un giornale per ragazzi, l'amicizia fra Martini (direttore del Giornale) e Collodi, e infine il frequente bisogno di quattrini dell'autore. Ma in ogni caso la maggior parte delle pagine di Pinocchio sono toccate dalla grazia.

Con gli anni i piccoli lettori sarebbero cresciuti, non solo in età ma anche in numero, tanto che oggi questo riuscito esempio di letteratura per ragazzi, che si rivolge anche ai più grandi, può vantare traduzioni in ben 220 tra lingue e dialetti, quasi 300 testi critici e saggi che lo analizzano, numerose pellicole.
Come dimenticare ad esempio il film di Luigi Comencini (con Nino Manfredi nella parte di Geppetto e Gina Lollobrigida nel ruolo della Fata Turchina), quello, più recente, di Roberto Benigni e la suggestiva trasposizione disneyana in cartoni animati, datata 1939 e gratificata da ben due premi Oscar. E ancora l'opera teatrale di Carmelo Bene, o quella musicale di Beppe Dati, che hanno permesso la scoperta di una chiave di lettura nuova, con retroscena insospettati, consentendo nello stesso tempo di riportare questo burattino, assurto ormai ad onori planetari, alla sua più vera dimensione e alle sue più profonde radici, che si rivelano, in maniera inequivocabile, in tutto e per tutto schiettamente toscane.


Le Avventure di Pinocchio - edizione critica a cura di Ornella Castellani Pollidori. Fondazione Nazionale Carlo Collodi Editore - 1983

Nelle foto:
- Carlo Lorenzini in un ritratto a olio dell'epoca - Per gentile concessione Giunti Gruppo Editoriale
- Edizione in etiope delle "Avventure di Pinocchio" - per gentile concessione della Biblioteca della Fondazione Nazionale Carlo Collodi