Cruciverba, un passatempo nato un secolo fa, che conta ancor oggi 7 milioni di adepti in Italia

Scritto da Pier Francesco Listri |    Giugno 2013    |    Pag. 9

Giornalista e scrittore Caporedattore per oltre un ventennio del quotidiano "La Nazione", è stato collaboratore del "Ponte" e de "L'Espresso". Profondo conoscitore della storia fiorentina e toscana, alla quale ha dedicato numerosi volumi. Ha curato a lungo i problemi della scuola, redigendo manuali e fondando le riviste "Tuttoscuola" e "Palomar". Ha diretto a Firenze l'emittente televisiva Rete A, al suo attivo ha anche una collaborazione trentennale con la RAI.

Le parole crociate (o meglio i cruciverba, parola coniata a suo tempo da Valentino Bompiani) annoverano, in Italia, un esercito di adepti che pare ascenda a oltre sette milioni. Se ne parla qui anche per una scadenza di date: fu infatti il 21 dicembre del 1913 – cioè cento anni fa esatti – che il giornale americano “New York World” pubblicò il primo esempio di questo gioco che inaugurava una stagione nuova dopo quella, ben più antica, degli acrostici e del quadrato magico.

Sempre in America, il primo libro di cruciverba da risolvere, uscì invece nel 1924. Solo un anno dopo le parole crociate fecero il loro ingresso in Italia: era il febbraio del 1925 quando apparvero per la prima volta sulla popolarissima “Domenica del Corriere” seguite, qualche settimana dopo, da una copertina illustrata di Beltrame, dedicata a questo gioco.

Il successo della Settimana
Il successo costante, da noi, di questa attività (che per molti è assai più di un gioco) segna diverse date importanti. Per esempio, un bel pugno di anni fa, la popolare trasmissione televisiva Domenica in che aveva cessato di presentare settimanalmente questo gioco, fu costretta a furor di popolo, a dover riammettere fra i suoi svaghi di punta proprio il maxi cruciverba che aveva per presentatrice Marisa Laurito.

Più di recente, la bibbia sacra degli enigmisti italiani, la “Settimana enigmistica” aveva sbagliato il risultato di un rebus: l’inaudito evento ebbe l’onore di un grosso titolo sul “Corriere della Sera”. Del resto non c’è affollato luogo d’attesa dove buona parte del pubblico non abbia in mano un giornale enigmistico: dalle stazioni, alle spiagge estive.

Si è citata la “Settimana enigmistica”, vera regina delle parole crociate: nata nel 1932, dalla mente di Giorgio Sisini che la diresse per quarantuno anni, ha avuto e serba un successo di pubblico, senza mai mutare aspetto e contenuti (saltò solo un paio di numeri nel 1945 per le ben note ragioni storiche). Se al suo nascere ebbe una tiratura di circa 6000 copie, ha toccato il record di un milione di copie, aumentate di un terzo nei mesi estivi.

A suo tempo la “Settimana enigmistica” ha contato ben trenta redattori fissi, usava una cartiera personale, preparando ogni numero con sei mesi di anticipo.

Cent’anni di parole crociate umberto eco articolo informatore unicoop firenzeDa Eco a Conte
Le parole crociate hanno un pubblico popolare, ma anche un pubblico più scelto ed eletto di enigmisti provetti che si sono cibati durante gli anni di altre e più specializzate riviste fra le quali “Labirinto”.

A dire che le parole crociate hanno adepti di diversa qualità, basti ricordare che un intellettuale come Umberto Eco si diletta di rebus complessi, così come il cantautore raffinato Paolo Conte.

Del resto gli stessi enigmisti, cioè i creatori dei cruciverba, sono personaggi molto singolari e qualificati, quasi sempre celati dietro pseudonimi quali Marin Faliero, Duca d’Alba, Zanzibar.

Nel panorama editoriale, un concorrente non secondario, soprattutto in anni passati, è stato, con diverse pubblicazioni del genere, l’editore fiorentino Corrado Tedeschi. Né è da trascurare che l’amore per gli enigmi abbia attraversato almeno la cultura occidentale sia nell’antichità greco-romana quanto soprattutto nel Rinascimento.

Quest’anno dunque cade il centenario dei cruciverba. Ma che sono e a cosa servono i cruciverba? Sono uno svago, un passatempo e una perdita di tempo, o sono – secondo altri – un vero esercizio per la mente, in quanto attengono al mondo misterioso e profondo delle parole. Il dilemma resta insoluto. Però, sette milioni…

Foto:

  • Foto di G.Valentini
  • Nella foto a metà articolo: Umberto Eco

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