Organizzate dai detenuti per solidarietà con "Il Cuore si scioglie"

Scritto da Edi Ferrari |    Maggio 2007    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

foto: Foto G.Fabrizi / Cene al fresco
Le tavole sono apparecchiate con estrema cura: tovaglie e tovaglioli coordinati, decorativi rametti di erbe aromatiche, i bicchieri per l'acqua e il vino al posto giusto. I piatti sono di plastica, è vero: ma in quale famiglia non li si usa se i commensali superano un certo numero? E qui di commensali ce ne sono oltre cento. Anche le posate sono di plastica, però. E se solo si alza lo sguardo, ci si accorge che gli stessi drappi che decorano le tavole, sono anche sulle finestre. Non un motivo ornamentale, ma un gesto che è insieme di delicatezza verso gli ospiti e quasi di pudore verso il luogo e chi, in quel luogo, vive da tempo: quei teli nascondono le sbarre alle finestre.

Metti una sera a cena (anzi quattro in tutto tra marzo e giugno) nella casa di reclusione di Volterra, metti una decina di detenuti-cuochi attorno ai fornelli fin dal giorno prima, mettine poi degli altri a servire ai tavoli, metti oltre cento ospiti che si leccano i baffi ed ecco le "Cene galeotte", un progetto promosso da Unicoop Firenze, insieme alla condotta di Volterra e Alta valle di Cecina di Slow Food, alla direzione della Casa di reclusione di Volterra e alla Fisar sommelier sezione storica di Volterra. Già lo scorso anno con le "Serate galeotte" il carcere aveva aperto le sue porte al mondo esterno, ma da quest'anno, con l'arrivo di Unicoop fra i partner, il progetto si arricchisce di un significato in più, perché il ricavato delle cene va ai progetti di solidarietà de Il Cuore di scioglie.
«Per noi partecipare a questo progetto significa molto - spiega Pippo mentre armeggia con le teglie del pane. Anche perché abbiamo sbagliato, e stiamo cercando in qualche modo di pagare il nostro debito verso la società, ma stiamo cercando anche di farci perdonare dai nostri familiari che abbiamo in qualche modo tradito. E vogliamo riscattarci. Ma non tanto per dire, ma con tutto il cuore, e per un buon reinserimento quando usciremo da qui».

"Quando usciremo di qui" non è un tempo breve, perché il carcere di Volterra ospita detenuti che devono scontare condanne lunghe. Ma è, almeno, una struttura all'avanguardia per quanto riguarda i progetti di reinserimento e di rapporto con il territorio, basti pensare agli spettacoli teatrali della Compagnia della Fortezza. «Secondo me è un bellissimo progetto - dice la direttrice del carcere Maria Grazia Giampiccolo - un'occasione straordinaria per dimostrare che il carcere oltre che ottenere servizi dal territorio li può anche offrire, può fare qualcosa per il mondo di fuori».
«Per Unicoop significa che la solidarietà non ha confini - aggiunge il presidente della sezione soci di Volterra, Graziano Gazzarri -, la solidarietà è espressa da persone che già loro stesse sono bisognose della nostra solidarietà, che sono detenute; e che unicamente con ciò che hanno, cioè la professionalità che hanno acquisito all'interno del carcere e con la loro fatica, offrono una possibilità di vita ai bambini del Sud del mondo. Oltretutto i detenuti sanno che il loro impegno non si esaurisce con queste serate ma durerà nei prossimi anni, perché l'adozione a distanza diventa un impegno morale, per tutti, da mantenere nel tempo».

Vite spezzate, di qua e di là dal muro, che si incontrano. Le vite di chi ha sbagliato e quelle di chi ha il solo torto di essere nato nel posto sbagliato. Ma a incontrarsi sono anche le persone in carne e ossa. «L'ambiente è molto bello, ed è una situazione che non capita tutti i giorni. Ma soprattutto - racconta uno degli ospiti della serata - sono venuto per vedere, per capire che nel carcere non ci sono i "brutti, sporchi e cattivi" ma ci sono persone, con la loro dignità. Persone che hanno avuto una loro storia, che hanno sbagliato, ma sicuramente sono delle gran belle persone, che stasera si sono date molto da fare».
Non stanno fermi un attimo, i detenuti che servono ai tavoli. Lavorano e parlano e scherzano con tutti. La loro emozione e l'entusiasmo di essere a contatto con "quelli di fuori" sono contagiosi e commoventi. Restano altri due appuntamenti, il 18 maggio e il 22 giugno. Se potete, non fateveli scappare: sarà una serata per il Cuore che resterà nel vostro, di cuore, per sempre.

Per prenotarsi chiamare il box soci del supermercato Coop di Volterra (058881135) oppure Argonauta Viaggi (0552342777).