Gigante precoce

Scritto da Francesco Giannoni |    Marzo 2006    |    Pag.

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Ciò che stupisce sono le dimensioni enormi in alberi "giovani". L'esemplare di Villa Le Mozzete a San Piero a Sieve (il più grande della Toscana e uno dei primi cinque d'Italia) ha "solo" 140 anni, ma un'altezza di 24 metri, una scenografica chioma di quasi 40 metri di diametro e una circonferenza alla base del tronco di più di 9 metri.
E non è finita qui: ogni anno cresce di 6-7 centimetri! Però c'è il trucco: la base del tronco è formata da due-tre alberi che hanno unito i tronchi crescendo insieme. Se andiamo a vedere gli alberi che non barano, quelli che raggiungono i primi due posti sono i due cedri piantati nel 1863 in una villa in località Chiosi, vicino a Pontremoli. Mentre l'età, l'altezza (28 metri) e la chioma (27 metri) sono le stesse, la circonferenza del tronco alla base cambia: la più grande è di quasi sette metri. Furono danneggiati durante la seconda guerra mondiale da attacchi aerei.

Il patriarca toscano dei cedri del Libano sembra sia l'esemplare piantato nell'Orto Botanico di Lucca più di 180 anni fa. Vive tranquillo e in salute eccellente, coccolato da giardinieri esperti. La vecchia pianta sta cominciando ad assumere le caratteristiche di tanti alberi nella maturità, cioè diventare un ecosistema vero e proprio, ospitando sul tronco e sui rami altre forme di vita vegetale, ossia felci e muschi.

Bisogna dire che questa specie si è acclimatata davvero bene in Italia e nella nostra regione. Nel volume di Valido Capodarca Gli Alberi monumentali della Toscana, edito da Edifir, sono parecchi i cedri del Libano che entrano nell'elenco: segnaliamo fra gli altri l'esemplare nei pressi della Badia a Coltibuono, vicino a Gaiole in Chianti, quello nel parco di Scorgiano a Monteriggioni e quello di Barga.

Da marzo 2004, in piazza Batoni (zona Isolotto, Firenze) un giovane ma già imponente cedro del Libano è diventato il simbolo della pace. Una scelta non casuale quella del quartiere 4 e del Comitato fiorentino "Fermiamo la guerra" che hanno scelto un albero proveniente da una terra, il Medio Oriente, dove la guerra purtroppo è una realtà ben conosciuta. L'albero è stato completamente rivestito di bandiere della pace e resterà così permanentemente a testimoniare la volontà di pace della città.

Gigante precoce
LA SCHEDA
Di terra e di mare

Il cedro del Libano (Cedrus libani) è un albero alto fino a 40 metri, dal tronco ramoso fin dal basso; i rami di secondo ordine si espandono a foggiare palchi orizzontali assai larghi. Le foglie, aghiformi, sono lunghe pochissimi centimetri. I fiori sono unisessuali, i femminili più grandi dei maschili. Le pigne, quando raggiungono la maturità, si disfano e liberano semi forniti di una grande ala.

È una specie originaria del Medio Oriente, dove vive sui rilievi dai 1300 metri fino ai 3000. Raro allo stato spontaneo, è frequente in parchi e giardini di tutta Europa, dove è giunto a partire dal XVII secolo. Il legno, rinomato fin dall'antichità, è compatto, profumato e durevole.

I Fenici, originari del Libano, abilissimi mercanti, provetti marinai ed esperti costruttori di navi, hanno potuto contare sulle immense foreste di questa pianta sui pendii della loro terra.