La scelta dell'erba più adatta, la semina, la cura: i consigli dell'esperto

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2008    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

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Un bel giardino non può definirsi veramente tale se le piante che lo popolano - alberi, cespugli, fiori - non si sviluppano su un bel tappeto erboso: il prato.
Crearne uno bello, folto e verde richiede un certo impegno, sia in fase di realizzazione sia soprattutto dopo, in quella di manutenzione. Se non ci si prende amorevolmente cura dell'erba, ben presto anche il più bel prato deperirà e si sciuperà. «Il segreto - svela Marco Tucci, esperto giardiniere che si occupa di progettazione e realizzazione di giardini - sta tutto in tre parole:tagliare, irrigare e concimare». Sono le azioni fondamentali da compiere per assicurarci un bel manto erboso, «che - prosegue Tucci - andrà necessariamente creato scegliendo la giusta miscela di semi, in base all'uso e alle caratteristiche che il prato dovrà avere». Quello cosiddetto "all'inglese" è un prato monospecifico (con un solo tipo di erba), non adatto ai nostri climi e difficile da mantenere; per comporre un insieme armonioso e di lunga durata si devono scegliere tipi di erba diversi. Ne esistono numerose specie, tra cui la festuca - oltre cento varietà - il loietto, di crescita veloce e particolarmente adatto alle zone scoscese, la poa e l'agrostide. Se la necessità è quella di avere un bel prato dove non si soggiorna e non si cammina spesso, si può seminare una miscela tipo "belvedere", che produrrà un manto erboso piuttosto delicato ma con un bell'aspetto uniforme; se, al contrario, si prevede un calpestìo frequente, conviene utilizzare una miscela "resistente", del tipo di quelle usate nei campi sportivi, con prevalenza di poa e loietto.

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Il periodo migliore per seminare un prato
è quello primaverile - o autunnale - ma sempre entro la fine di novembre; decisamente rischioso aspettare l'estate, quando si dovrebbe annaffiare almeno due-tre volte al giorno con un dispendio di acqua veramente eccessivo. È possibile cimentarsi nella creazione di un prato se la superficie da seminare non è eccessivamente estesa, altrimenti è meglio affidarsi ad una ditta specializzata.
Volendo optare per il "fai da te" occorre dotarsi di strumenti e materiali idonei per raggiungere buoni risultati. Innanzitutto, si predisporrà l'impianto di irrigazione, acquistabile in kit nei negozi specializzati o su internet (annaffiando il prato manualmente si rischia di non essere precisi nella distribuzione dell'acqua, di portar via semi o creare ristagni, dannosi per il buon sviluppo dell'erba).
La fase successiva, se il terreno destinato a prato necessita di essere ripulito (e non è quindi nuda terra), consiste nel rimuovere lo strato superficiale per eliminare erbe infestanti: si può usare una zappa - e una buona dose di pazienza! - oppure munirsi di una motozappa o di un motocoltivatore. Una volta terminate queste operazioni bisognerà fresare il terreno a 10-20 cm di profondità (e qui è necessario usare la motozappa...). A questo punto si dovranno togliere i sassi più grandi e le radici più grosse delle erbacce. Potrebbe essere opportuno, adesso, cogliere l'occasione per correggere la qualità del terreno, aggiungendo torba mista a sabbia, o terriccio specifico per tappeti erbosi; quindi si ripassa con la fresa e si mischia il tutto. Questo processo rende il terreno più leggero, arioso, sciolto; ciò permetterà ai semi di radicare meglio e, a noi, di fare meno fatica durante i successivi interventi.

Dopo aver fresato entra in azione il rastrello: si livella il terreno, eliminando buche ed avvallamenti, e si tolgono gli ultimi sassi. Finalmente è il momento della semina... Si effettua manualmente, a spaglio, utilizzando una quantità di semi superiore a quella indicata sulle confezioni delle varie miscele, che risultano - parola di esperto - insufficienti per coprire in maniera adeguata il fabbisogno per una buona crescita. Si spargono i semi fino a coprire uniformemente il terreno, senza creare né mucchietti né zone vuote. Poi si ricoprono i semini con un sottile strato di torba - o terriccio per tappeti erbosi - spargendola con l'aiuto di una pala.
Si deve scegliere una giornata ben asciutta e ventilata per seminare, camminando sui semi in modo cauto e "leggero"; si procede quindi con la fertilizzazione, utilizzando una piccola dose di concime a lenta cessione. Subito dopo entra in scena il rullo per pressare, indispensabile per compattare il terreno e aiutare i semi a germinare. Un buon rullo per uso amatoriale costa circa 60 euro (è molto pratico, perché si acquista vuoto - e quindi leggero - e al momento di usarlo si riempie con acqua): rullare avanti e indietro o anche incrociando il movimento.

Quindi la fase finale - fondamentale - dell'annaffiatura: la prima volta deve essere abbondante e copiosa; si continueranno le irrigazioni con regolarità quotidiana, per pochi minuti al giorno, assicurandoci che il terreno mantenga un'umidità costante, fino a che il prato non spunta.
Nell'arco di una settimana circa l'erba germinerà: da adesso si possono rallentare le annaffiature, sospendendole poi per il periodo che va da fine novembre a gennaio, nella speranza che la pioggia soddisfi il bisogno d'acqua del nostro prato in questo periodo, altrimenti si dovrà supplire all'eventuale siccità mettendo in azione l'impianto di irrigazione.

È importante rasare il prato settimanalmente, con una falciatrice che abbia la lama ben affilata: tagli meno frequenti tendono a far diradare il tappeto erboso, creando zone vuote. La prima rasatura si effettua dopo circa un mese e mezzo dalla nascita dell'erba (in quest'occasione si può anche procedere ad una seconda fertilizzazione) e si può sospendere in concomitanza della stagione fredda, quando il ciclo vitale della crescita è a riposo.



L'intervistato è Marco Tucci, giardiniere e titolare dell'omonima azienda