Riscopriamo questi ortaggi tipici dell’autunno e dell’inverno.

Scritto da Càrola Ciotti |    Novembre 2014    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Foto di F. Magonio

Il cavolo è un ortaggio diffuso ovunque e, in virtù delle sue innumerevoli proprietà, apprezzato sia come alimento, sia come rimedio medicamentoso, da tempo immemorabile. Originario dell’Europa, si trova allo stato spontaneo sulle alte scogliere e sulle rocce, lungo le coste della Manica, dell’Atlantico e del Mediterraneo. Dalla specie spontanea sono derivate centinaia di varietà, attualmente diffuse negli orti e nei giardini di tutto il mondo: esistono, infatti, anche alcune interessanti varietà ornamentali.

Il cavolo appartiene alla famiglia delle Crucifere o Brassicacee; contiene vitamine del gruppo C in gran quantità, sali minerali quali calcio, fosforo, iodio, oltre a lipidi e glucidi. Sono tantissime le specie note: dal classico cavolfiore ai broccoli, dal cavolo cappuccio (ottimo e super salutare quello rosso, consumato crudo) alla verza, dal nostrano cavolo nero, tipico ingrediente per zuppe e ricette toscane, ai piccoli e meno diffusi cavolini di Bruxelles che si prestano a varie preparazioni alternative.

E se volessimo provare a coltivarne qualcuno, nell’orto o in terrazzo? Giriamo la domanda ad Alessandro Benucci, titolare dell’azienda agricola Orto di Paglione, dove si produce verdura di qualità col metodo di lotta integrata, e che si può acquistare freschissima direttamente in azienda o ai mercati settimanali di Certaldo e Tavarnelle Val di Pesa, ai banchi che Alessandro, con amore e sapienza, appronta ogni settimana.

Foto di F. Magonio

«La coltivazione dei cavoli non riveste particolari difficoltà – dichiara il nostro esperto – ma bisogna considerare che questi ortaggi richiedono un certo spazio per crescere, e che impiegano diverso tempo per svilupparsi. Le piantine si mettono a dimora da giugno a ottobre, in un terreno fertile, concimato un paio di mesi prima, nel caso si usi un concime organico, o un mese prima, se si preferisce quello chimico organico; io, però, consiglio l’uso di stallatico per un maggior rispetto dell’ambiente e della terra».

Una volta affinato il terreno, si procede praticando un solco con una zappetta o un vanghino a mano; quindi, s’interrano le piantine a una distanza di circa 40 cm. una dall’altra e, se abbiamo più file da coltivare, tra ognuna di esse lasceremo una distanza di circa mezzo metro. All’inizio, si avrà cura di fornire abbondante acqua, ogni due-tre giorni; in seguito, per le coltivazioni estive, se non fa troppo caldo, basta innaffiare ogni dieci giorni; nella stagione fredda, se non siccitosa, sono sufficienti le piogge. Dopo l’impianto, quando la pianta ha iniziato a crescere, si consiglia di rincalzare il terreno, zappettando alla base per poi ripulire dalle erbacce che, se non estirpate, consumano il concime a scapito dell’ortaggio.

«Oltre a scegliere quale cavolo coltivare, fra le tante specie esistenti – spiega Alessandro –, dobbiamo anche considerare se si tratta di una varietà precoce o tardiva. I cavoli sono ortaggi tipicamente autunnali o invernali, che prediligono quindi il clima freddo, e le varietà tardive sono quelle adatte a svilupparsi in queste stagioni, mentre le precoci crescono bene anche con il clima estivo». Ne consegue che, se vogliamo gustare un cavolfiore a settembre od ottobre, dovremo piantare una varietà precoce in giugno; se, invece, si preferisce raccoglierlo durante l’inverno, sceglieremo una varietà tardiva da mettere a dimora in settembre. In inverno, il principale pericolo per i nostri cavoli è rappresentato dalle grandi gelate, quelle in cui il termometro scende a temperature di sei-sette gradi sotto lo zero.

L’intervistato: Alessandro Benucci

S’interviene, allora, proteggendo le piante con tnt (tessuto non tessuto), fissato a una semplice struttura realizzata, per esempio, con tondini di metallo piegati ad arco e infilati nel terreno, in modo da creare una specie di piccola serra. I broccoli verdi soffrono in particolar modo il freddo e bisogna sempre proteggerli, anche con inverni miti. Un’ultima curiosità: sappiate che le foglie del cavolo nero si tagliano via via, ai lati della pianta, così ricresceranno per diverso tempo.

E alla fine dell’inverno, non dimenticatevi di tagliare la testa della pianta per far crescere i cosiddetti broccoletti, cioè le piccole foglie che si consumano in insalata, un vero toccasana per l’intero organismo: si consiglia di preparare una mini insalata con solo cavolo nero, tagliato finemente e condito con sale, olio e limone. Una prelibatezza, semplice e salutare!

Quelli ornamentali
Il cavolo ornamentale, pianta originale per la forma e i colori sfumati, che variano dal bianco al rosa, fino al vinaccia, è di semplice coltivazione e perfetto per rallegrare il giardino e il terrazzo autunnale. Si trovano in commercio due diverse varietà, a foglia riccia o liscia. Parente del normale cavolo verza, il primo, e del cappuccio, il secondo, deve la sua sgargiante colorazione all’abbassamento della temperatura notturna, che influisce sulla stabilità dei pigmenti presenti nelle foglie.

Queste specie possono durare fino all’inizio della primavera e, con l’arrivo del caldo, “vanno a fiore” producendo una spiga che darà, in seguito, i semi per la stagione successiva. Adatti a formare aiuole variopinte, si possono coltivare bene anche in vaso.

Come sempre, il momento dell’impianto è delicato: bisogna usare un buon substrato o, nel caso di trapianto in piena terra, occorre rigenerare il terreno. È importante concimare bene all’inizio, poi sarà sufficiente nutrire leggermente, una volta al mese. Non dimentichiamo che, anche in inverno, occorre provvedere a una corretta irrigazione, poiché una pianta disidratata – magari anche a causa dei freddi venti invernali – difficilmente sopravvivrà a un repentino calo della temperatura. Diamole acqua, magari leggermente tiepida, nelle ore più calde, evitando il ristagno.

Az. Agr. Orto di Paglione

  • Loc. Ponte delTorrino - Certaldo (FI)
  • Tel: 3803177105
  • Email: ortodipaglione@libero.it

I cavoli - Orto sul balcone: coltivare i cavoli. Dal Geo&Geo, Rai3, 26.10.2011 - durata 9’ 09’’