Prezzi ancora in corsa sul mercato immobiliare toscano, ma risparmiare si può. Le abitazioni costruite nel 2004 da Arcat-Legacoop - un centinaio di aziende in regione, per un totale di 17.335 soci - si sono mantenute al di sotto delle quotazioni correnti di circa il 20%. Lo scorso anno l'associazione delle coop di abitanti ha immesso sul mercato oltre 600 case e, tanto per fare un esempio, chi ha acquistato un appartamento di 85-90 metri quadri ha risparmiato ben 38 mila euro.
«Arcat, insieme alle maggiori centrali cooperative presenti in Toscana, quest'anno ha inoltre avviato l'iter per la costruzione di alloggi da affittare a costi contenuti», fa sapere il presidente toscano Adolfo Moni. Un modo per rispondere alla domanda di chi non può permettersi l'acquisto di una casa, ma neanche di affittarla ai prezzi richiesti nelle principali città toscane. Si tratta di 180 appartamenti a Firenze, 60 a Siena, 35 a Prato, 18 a Fucecchio.

Da quest'anno per le cooperative parte l'obbligo di informare pubblicamente i propri soci sull'entità reale del risparmio effettuato. Ebbene, in Toscana la forbice fra i prezzi di vendita delle cooperative aderenti ad Arcat e le quotazioni di mercato in alcune zone è particolarmente consistente. A Siena raggiunge addirittura il 30%, ma anche nelle aree metropolitane il divario si mantiene ampio: a Firenze -20%, a Pisa -16%, a Prato -22%.
Qualche esempio concreto? A Firenze, nella zona di Novoli, il risparmio si aggira sull'8%, mentre a Santa Maria a Cintoia è del 19%. Ma la differenza è ancora più pronunciata nelle zone limitrofe del capoluogo toscano, come Sesto Fiorentino, Signa o Impruneta, dove oscilla fra il 30% e il 36%.

Nel 2005 si prevedono prezzi stabili sul mercato immobiliare, e le coop di abitanti continueranno ancora a garantire consistenti risparmi ai soci.
Ma la parola ora passa ai Comuni: «occorre prevedere negli strumenti urbanistici - conclude Moni - aree in cui collocare interventi abitativi a carattere economico e sociale, per non lasciare il mercato esclusivamente ai prezzi alti che producono esclusione sociale».